31 luglio 2009
2 agosto
Se l'amore che avevo non sa più il mio nome
e qualche volta sogno perché voglio sognare
e nel sogno stringo i pugni
tengo fermo il respiro e sto ad ascoltare.
Qualche volta sono gli alberi d'Africa a chiamare
altre notti sono vele piegate a navigare.
Sono uomini e donne piroscafi e bandiere
viaggiatori viaggianti da salvare.
Delle città importanti mi ricordo Milano
livida e sprofondata per sua stessa mano.
E se l'amore che avevo non sa più il mio nome
E se l'amore che avevo non sa più il mio nome
Come i treni a vapore come i treni a vapore
di stazione in stazione di porta in porta
e di pioggia in pioggia
di dolore in dolore
il dolore passerà.
Come i treni a vapore
come i treni a vapore
il dolore passerà.
Io la sera mi addormento
e qualche volta sogno perché so sognare
e mi sogno i tamburi della banda che passa
o che dovrà passare.
Mi sogno la pioggia fredda e dritta sulle mani
i ragazzi della scuola che partono
già domani.
Mi sogno i sognatori che aspettano la primavera
o qualche altra primavera da aspettare ancora
fra un bicchiere di neve
e un caffè come si deve
quest'inverno passerà.
E se l'amore che avevo non sa più il mio nome
E se l'amore che avevo non sa più il mio nome
Come i treni a vapore come i treni a vapore
di stazione in stazione e di porta in porta
e di pioggia in pioggia
di dolore in dolore
il dolore passerà.
Ivano Fossati, I treni a vapore
29 luglio 2009
Coscienza
Nel corso di una cerimonia svoltasi oggi a Dublino, alla presenza del
gruppo rock irlandese U2, Amnesty International ha annunciato il
conferimento del premio 'Ambasciatore della coscienza' per l’anno 2009 ad
Aung San Suu Kyi. Gli U2, vincitori del premio negli anni passati, sono da
lungo tempo sostenitori della causa della leader birmana.
'Questo mese ricorre il ventesimo anniversario dell’arresto di Aung San
Suu Kyi. In questo lungo periodo, spesso denso di oscurita', Aung San Suu
Kyi e' rimasta un simbolo di speranza, coraggio e instancabile difesa dei
diritti umani, non solo del popolo di Myanmar ma di chiunque nel mondo' –
ha dichiarato Irene Khan, Segretaria generale di Amnesty International.
Vaclav Havel, premio Nobel per la pace e primo vincitore, nel 2003, del
premio 'Ambasciatore della coscienza' ha trasmesso il seguente messaggio:
'So, grazie alla mia stessa esperienza, che l’attenzione internazionale
puo', in una certa misura, proteggere da punizioni che altrimenti
verrebbero inflitte. Per questo, poco dopo essere stato eletto presidente,
candidai Aung San Suu Kyi al Nobel per la pace, che poi le venne
conferito. Dio solo sa cosa le sarebbe accaduto se la sua vicenda non
fosse stata tenuta alla ribalta come di nuovo accade oggi. Ringrazio
Amnesty International per la sua scelta e ammiro la solidarieta' che voi e
gli U2 state mostrando nei confronti di questa donna coraggiosa,
‘l’Ambasciatore della coscienza’ di ognuno di noi'.
Aung San Suu Kyi, leader della Lega nazionale per la democrazia, il
partito di opposizione di Myanmar, ha trascorso in stato di privazione
della liberta' 13 degli ultimi 20 anni, buona parte dei quali agli arresti
domiciliari. L’ultima ordinanza di arresti domiciliari avrebbe dovuto
scadere il 27 maggio di quest’anno, ma prima di quella data e' stata
arrestata e, il 18 maggio, sottoposta a processo, tuttora in corso, per
aver violato le norme sugli arresti domiciliari.
Oltre 2100 persone sono attualmente in carcere nel paese asiatico a causa delle loro idee. Amnesty International continua a chiedere che siano rilasciate.
Ulteriori informazioni
Il premio 'Ambasciatore della coscienza', giunto al suo sesto anno, e' un
riconoscimento all’eccezionale leadership e all’impegno nella lotta per
proteggere e promuovere i diritti umani. In passato, oltre agli U2, e'
stato conferito a Peter Gabriel, Nelson Mandela e Mary Robinson.
Ispirato da una poesia scritta per Amnesty International dal Nobel per la
letteratura Seamus Heaney, il premio intende promuovere l’azione
dell’organizzazione attraverso la vita, l’azione e l’esempio dei suoi
'Ambasciatori', che hanno fatto molto per sensibilizzare il mondo
attraverso la loro azione e l’esempio personale.
Roma, 27 luglio 2009
Circolare
Se è vero che il tempo è circolare, io aspetto che tornino i Led Zeppelin.
21 luglio 2009
20 luglio 2009
Otto anni fa
19 luglio 2009
Metodo Ponzio Pilato
"I francesi non hanno il bidet, ma hanno fatto la rivoluzione. Gli italiani una scelta l'hanno gia' fatta: la democrazia non gli interessa, preferiscono pulirsi il sedere."
Ascanio Celestini
Il razzismo è come il culo
"Il razzismo è come il culo: puoi vedere quello degli altri, ma non riesci mai a vedere il tuo."
Ascanio Celestini
18 luglio 2009
Liberi Nantes
“I Mondiali danno molto, ma non sono un mondo perfetto” dicono i Rude Boys della Sampdoria, ci sono molte tematiche e differenze di opinione, e la sfida è quella di “superare ogni tabù, per affrontare ogni tipo di problema con rispetto reciproco e nella convinzione di portare avanti le nostre lotte e rivendicazioni”, fanno eco i ragazzi di Luxembourg Against Racism. Nonostante le difficoltà incontrate quest’anno a causa del nubifragio che ha colpito la zona di Casalecchio di Reno e che ha allagato parte delle strutture, i Mondiali si sono ripresi, affrontando prontamente le emergenze e riorganizzando gli spazi della festa. Un intervento tempestivo realizzatosi anche grazie al Comune di Casalecchio e alla polisportiva Masi, che ha messo a disposizione le proprie strutture per accogliere chi aveva avuto delle difficoltà, ma soprattutto grazie allo spirito con cui i partecipanti hanno affrontato gli inevitabili disagi.
Domenica è stata la giornata conclusiva dei Mondiali Antirazziti, si sono disputate le finali del torneo di calcio, tutte ai rigori per motivi di tempo, e sono stati consegnati molti premi. Ai Mondiali non vengono premiati solo i vincitori “sul campo”, ma coloro che in un modo e nell’altro si sono distinti per la propria attività, fuori e dentro la manifestazione. La premiazione si è svolta nel pomeriggio, alla presenza dell’assessore allo Sport Piero Gasperini
La Coppa Amici è il premio dedicato agli amici dei Mondiali Antirazzisti, quelli che ci aiutano a realizzare la manifestazione. Da quest’anno si chiamerà Coppa Matteo Bagneresi in onore del tifoso del Parma scomparso l’anno scorso, che da sempre è stato a fianco alla manifestazione con impegno, gioia e passione. La coppa consegnata dai genitori di Matteo è andata ovviamente alle Barricate Parma 1922, che stanno portando avanti un progetto di cooperazione internazionale in ricordo di Bagna.
La Coppa Kilometri non poteva che andare alla squadra amazzonica Seleçao Brasileira proveniente da Belem, che ha anche animato i differenti spazi della festa con lezioni di danze tradizionali, workshop di costruzione di oggetti di carta pesta, dibattiti sui progetti di sport sociale sviluppati nel Parà e di promozione della cultura indigena.
La Coppa Fairplay è andata alla Polisportiva Zelig di Reggio Emilia, che sui campi ha sempre mantenuto un atteggiamento disponibile alla mediazione, da due anni inoltre partecipano all’iniziativa all’interno dell’Istituto di Pena Minorile il Pratello di Bologna.
La Coppa Ultrà va a tutti i gruppi ultras che per 5 giorni hanno gestito praticamente per 24 ore su 24 il Bar & Breakfast anche sotto il diluvio, riportando dentro i Mondiali i valori ultras, che sono stati uno degli elementi fondante di questa manifestazione. I ragazzi hanno idealmente dedicato la coppa a Bagna, consegnandola alle Barricate Parma.
La Coppa Kick Sexism è andata alla compagine della Republica Internationale di Leeds, per aver partecipato attivamente all’organizzazione di workshop sulle tematiche di genere (come quello sulla campagna white ribbon), per aver organizzato il torneo femminile e soprattutto per aver dimostrato con la loro presenza, come squadra mista, che il sessismo non riguarda solo le donne, ma tutti, uomini e donne.
La Coppa Piazza Antirazzista è stata assegnata alla squadra del sindacato tedesco DGB che ha portato moltissimo materiale illustrativo, partecipato attivamente ai diversi dibattiti.
La Coppa Invisibili va al sito web Fortress Europe (fortresseurope.blogspot.com), un blog che si occupa di censire tutti quelli che intraprendono un viaggio per arrivare in Europa e muoiono nei barconi o nei tir o spariscono senza lasciare tracce. Un premio simbolico che ovviamente è dedicato alle squadre che non hanno potuto partecipare come la rappresentativa di Rep. Dem. Congo e Gambia, per il visto negato, i collettivi studenteschi di Padova. Un premio che mira a restituire dignità a tutte le persone.
Nel torneo di calcio, che dai 32esimi si è giocato ai rigori, la vincitrice è stata l’Armata Rozza, seconda classificata Istoreco, terza classificata Zen Palermo.
Sabato si sono conclusi anche i tornei degli altri sport: il rugby ha disputato delle amichevoli “formative”, per insegnare i rudimenti del gioco, ma la coppa è stata assegnata a Celeste di Bologna, che si è voluta cimentare in uno sport considerato da molti ad appannaggio del mondo maschile. Il torneo di calcio femminile ha visto la vittoria di una squadra mista Peace Bologna, in finale contro il Bologna Five. Nel cricket la squadra del Calderara di Reno Cricket.
Il torneo di pallavolo (a cui hanno partecipato 16 squadre) ha visto nuovamente l’Armata Rozza prevalere sulla squadra XM24, mentre il torneo di basket che ha visto 32 compagini affrontarsi all’insegna del fairplay, ha decretato vincitori Sarà Dura No TAV.
I Mondiali Antirazzisti 2009 hanno visto la partecipazione di 5.000 persone.
Responsabilità
SENTENZE ALDROVANDI E SANDRI: DICHIARAZIONE DELLA SEZIONE ITALIANA DI
AMNESTY INTERNATIONAL
Le recenti sentenze riguardanti le uccisioni di Federico Aldrovandi e
Gabriele Sandri chiamano in causa la responsabilita' delle forze di
polizia italiane circa l'uso delle armi da fuoco e della forza.
Inserendosi in un contesto piu' ampio, caratterizzato dalla mancanza di un
organismo indipendente di monitoraggio sui diritti umani e sull'operato
delle forze di polizia, richiesto dagli standard internazionali e
sollecitato da tempo da Amnesty International, le due sentenze devono
interrogare le autorita' italiane in merito alla formazione e al
comportamento degli agenti di polizia e alla loro responsabilita' circa la
protezione delle persone.
Secondo Amnesty International, l’assunzione di responsabilita' per le
violazioni dei diritti umani commesse da pubblici ufficiali, comprese le
forze di polizia, dev’essere la norma. Le autorita' italiane devono dare
attuazione alle raccomandazioni degli organismi internazionali per
prevenire ulteriori tragici casi del genere.
Amnesty International ha seguito sin dall'inizio entrambe le vicende,
considerandole significative in relazione al tema dell'accertamento delle
responsabilita' delle forze di polizia per violazioni dei diritti umani.
L’organizzazione si esprimera' con maggiore dettaglio nel momento in cui
saranno note le motivazioni delle sentenze.
FINE DEL COMUNICATO Roma, 17 luglio 2009
17 luglio 2009
16 luglio 2009
13 luglio 2009
08 luglio 2009
09 giugno 2009
Boulevard nostalgia...
Ecco il capolavoro assoluto della dance di tutti i tempi:
La mia canzone preferita di quando avevo 10 anni:
... e la mia sigla preferita dello stesso periodo:
04 giugno 2009
19 giugno: Buon compleanno, Aung San Suu Kyi!
foto: Aung San Suu Kyi da giovane col marito Michael ArisCari amici e sostenitori,
Dal 27 maggio scorso Aung San Suu Kyi avrebbe dovuto respirare aria di libertà. Ma nessuno di noi se lo aspettava. In effetti non è più agli arresti domiciliari (dove si trova quasi continuativamente dal 1991), è passata (dal 14 maggio scorso) in ‘detenzione cautelare’ nella durissima prigione di Insein a Rangoon, in attesa di giudizio.
Come ogni anno in occasione del compleanno di Aung San Suu Kyi, che ricorre il 19 giugno vi esortiamo ad unirvi alla nostra petizione per richiedere la iberazione della leader della National League for Democracy e di oltre 2.000 prigionieri politici e monaci.
Vogliamo far sapere al Governo birmano che ASSK ed il popolo birmano non sono soli e che c'e' qualcuno che pensa a loro anche in Italia. Abbiamo bisogno del vostro aiuto per far si' che la campagna abbia l'effetto desiderato. Iniziate sin da ora a spedire lettere di protesta (aggiungete un vostro commento o augurio) e spedite il tutto all'Ambasciata birmana con sede a Roma:
Se preferite potete spedire una cartolina di auguri direttamente ad Aung San Suu Kyi (francobollo Asia 0,85 euro):
Margherita Bebi
Fantasie
Settimana 5-11 giugnoBilancia (23 settembre - 22 ottobre)
Il rapporto che hai con le tue fantasie è arrivato a un punto di svolta. Finora ti sei limitato a rimuginarci sopra malinconicamente. Ma non puoi più permetterti di rimandare la loro realizzazione a un mitico futuro. Se non vuoi che svaniscano in un limbo, dovrai impegnarti per far diventare realtà almeno una delle tue fantasie. Se ti metterai al lavoro, l’universo ti darà un grande aiuto.
Grazie, domani
ho comprato una pistola ad acqua piu' potente per i duelli col gatto
ho trovato delle fantastiche scarpette per il mio saggio di danza a soli 14 euro
per la terza volta in due giorni qualcuno mi ha detto "ma io ti ho gia' visto... oppure assomigli a qualcuno che conosco", me lo dicono continuamente e raramente corrisponde al vero,
il che significa che ho la faccia piu' comune della terra, ho una faccia piu' facciosa di charlie brown, ho la faccia-base
ho avuto per un minuto intero la ferma intenzione di rubare un melone alla coop perche' costava 3,22 euro ma poi ho rinunciato, e' difficile nascondere un melone
in tv c'e' la replica di una puntata vecchia dei Cesaroni e Blade Runner, io sono indecisa su cosa guardare e questo mi inquieta non poco
mi hanno pulito il vetro dell'auto per la milionesima volta, ho sbuffato "non ho soldi, me l'hanno gia' lavato ieri due volte", il ragazzo ha finito, ha sorriso, ha risposto "grazie, domani"
31 maggio 2009
Bologna busona
Interferenza

Interferenza queer nella campagna elettorale
Sono iniziati a comparire ieri, e già oggi se ne beccavano un po' dappertutto: "W Bologna Busona" recita a caratteri neri marcati su fondo fuxia il manifesto con cui il Cassero è intervenuto nella campagna elettorale bolognese. Un attacchinaggio selvaggio che ha colorato di rosa la città esprimendo il più goliardico degli auspici, rispolverando un verso della "Bologna" di Francesco Guccini:
Bologna è una strana signora, volgare matrona, Bologna bambina per bene, Bologna "busona", Bologna ombelico di tutto, mi spingi a un singhiozzo e ad un rutto, rimorso per quel che m' hai dato, che è quasi ricordo, e in odor di passato...
Busona è una parola del dialetto bolognese: al maschile può essere il più omofobo degli insulti, perchè il busone è il finocchio, il frocio. Ma busone vuole dire anche fortunato, che ha culo. E al femminile anche prostituta: giunonica, godereccia.
"Bologna Busona perchè è anche nostra - spiega Emiliano Zaino, presidente del Cassero - di una delle più grandi e attente e culturalmente prolifiche comunità di omosessuali in Italia terra che non riconosce ancora a migliaia di gay e di lesbiche i diritti civili fondamentali".
Il colpo d'occhio è straordinario. Ora vediamo che dice il cardinale...

da http://omoios.blogosfere.it
29 maggio 2009
Fortress Europe
Il leader libico Muammar Gheddafi visiterà l’Italia dal 10 al 12 giugno. Una tappa storica, che segna il riallineamento di Roma e Tripoli. Gheddafi parlerà di affari, ma anche e soprattutto di immigrazione, e di respingimenti in mare. Chi conosce quale destino attende gli emigranti e i rifugiati respinti al largo di Lampedusa e imprigionati nelle carceri libiche, non può rimanere indifferente e complice. Per questo invitiamo tutti a manifestare il proprio dissenso, per non rimanere indifferenti, e per essere migliori di chi ci rappresenta. Siamo tanti. Siamo molti di più di quanto possiate immaginare.
Siamo decine di migliaia di persone. Siamo una rete i cui nodi non si conoscono ancora, ma che in due anni ha sostenuto più di 350 iniziative e eventi in tutta Italia, quali la presentazione del libro “Mamadou va a morire” di Gabriele Del Grande (Fortress Europe), il film documentario “Come un uomo sulla terra” di Asinitas e Zalab, la commemorazione civile dei morti in mare alla Scuola di Italiano di Asinitas, l'esposizione dei manifesti 'luoghi comuni' nella rete di trasporti a Milano e tra breve a Roma, gli incontri formativi e di condivisione di iniziative da Torino a Trieste, da Milano a Napoli, da Trento a Palermo. Grazie a voi, sono state raccolte 7.000 firme in pochi mesi per chiedere una commissione parlamentare d’inchiesta sulle condizioni dei migranti in Libia. Grazie a voi, negli ultimi 20 giorni più di 30.000 persone hanno scaricato da Fortress Europe i reportage sulla Libia. Ma informarsi non basta. È arrivato il momento di fare di più.
Vi chiediamo di organizzare un evento nel periodo compreso tra il 10 giugno, data di arrivo di Gheddafi in Italia, e il 20 giugno, giornata mondiale del rifugiato. Scendete nelle strade, davanti alle Prefetture, raccogliete firme per la nostra petizione, distribuite il kit informativo che trovate sui nostri siti, organizzate proiezioni del documentario e dibattiti, coinvolgete gli emigrati e i rifugiati del vostro territorio. Per essere visibili, abbiamo bisogno di decine di iniziative, in tutta Italia, accomunate da un unico slogan: “IO NON RESPINGO”.
Penseremo noi a fare da ufficio stampa nazionale, voi comunicateci le adesioni e spediteci foto e video. Fare una grossa manifestazione a Roma è difficile. Farne cento in tutta Italia è più facile e può avere maggiore visibilità. Il governo italiano e quello libico devono sapere che esiste una massa critica, consapevole di quanto accade nei campi libici, che manifesta il proprio dissenso e chiede il rispetto del diritto internazionale, come già hanno fatto le Nazioni Unite, il Consiglio d'Europa, il Tavolo Asilo, la Cei.
Segnalate le adesioni a gabriele_delgrande@yahoo.it
Per le modalità di proiezione del film scrivete a: comeunuomosullaterra@zalab.org
Maggiori informazioni su
http://fortresseurope.blogspot.com
e
http://comeunuomosullaterra.blogspot.com
28 maggio 2009
Write the poem
Path
Go to your broken heart.
If you think you don’t have one, get one.
To get one, be sincere.
Learn sincerity of intent by letting
life enter, because you’re helpless, really,
to do otherwise.
Even as you try escaping, let it take you
and tear you open
like a letter sent
like a sentence inside
you’ve waited for all your life
though you’ve committed nothing.
Let it send you up.
Let it break you, heart.
Broken-heartedness is the beginning
of all real reception.
The ear of humility hears beyond the gates.
See the gates opening.
Feel your hands going akimbo on your hips,
your mouth opening like a womb
giving birth to your voice for the first time.
Go singing whirling into the glory
of being ecstatically simple.
Write the poem.
Cammino
Vai al tuo cuore infranto.
Se pensi di non averne uno, procuratelo.
Per procurartelo, sii sincero.
Impara la sincerità di intenti lasciando
entrare la vita, perché non puoi, davvero,
fare altrimenti.
Anche mentre cerchi di scappare, lascia che ti prenda
e ti laceri
come una lettera spedita
come una sentenza all’interno
che hai aspettato per tutta la vita
anche se non hai commesso nulla.
Lascia che ti spedisca.
Lascia che ti infranga, cuore.
L’avere il cuore infranto è l’inizio
di ogni vera accoglienza.
L’orecchio dell’umiltà ascolta oltre i cancelli.
Vedi i cancelli che si aprono.
Senti le tue mani sui tuoi fianchi,
la tua bocca che si apre come un utero
dando alla vita la tua voce per la prima volta.
Vai cantando volteggiando nella gloria
di essere estaticamente semplice.
Scrivi la poesia.
(2003)
Traduzione: Raffaella Marzano
da http://www.casadellapoesia.org
10 maggio 2009
09 maggio 2009
26 aprile 2009
Against all odds
ogni tanto i sogni mi parlano e mi spavento, perché loro hanno sempre saputo la verità.
03 aprile 2009
Look at the stars
Per tutte le mie amiche con un tormento in fondo al cuore...
15 marzo 2009
Non aver paura
Mercoledì 18 marzo alle 10,30 presso il Teatro Ambra Jovinelli a Roma, verrà presentata alla stampa la campagna nazionale “Non aver paura. Apriti agli altri, apri ai diritti”, cui la Sezione Italiana di AI ha deciso di aderire. Si tratta di una campagna di coalizione promossa da un schieramento inedito, per ampiezza e pluralità (ben 26 promotori!). L’Alto Commissariato Onu per i rifugiati, numerose associazioni laiche e religiose, insieme a Ong internazionali e alle principali organizzazioni sindacali, hanno infatti per la prima volta deciso di unire le forze per promuovere su tutto il territorio nazionale un’iniziativa culturale che ha l’obiettivo di favorire la conoscenza reciproca e il dialogo, abbattendo i pregiudizi e gli stereotipi che determinano paure ingiustificate e sono alla base di episodi di intolleranza e razzismo, sempre più numerosi nel nostro paese.
Come le altre organizzazioni promotrici, AI diffonderà il messaggio della campagna, sottolineando la necessità dell’apertura e del rispetto per l’altro. Prossimamente vi trasmetteremo il "manifesto della campagna", un documento su cui sarà possibile raccogliere adesioni di singole persone, che verranno consegnate al Presidente della Repubblica in occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato promossa dalle Nazioni Unite, il 20 giugno.
Riguardo invece ai rappresentanti istituzionali e i politici – sia locali sia nazionali – che vogliano prendere un impegno nel senso richiesto dalla campagna, potranno farlo sottoscrivendo una Carta di intenti, un impegno esplicito ad adoperarsi, nella loro attività, per “spezzare il corto circuito creato da paura, razzismo e xenofobia, evitando di creare allarmi ingiustificati e di far ricorso a pericolose generalizzazioni…”.
A loro volta, agli operatori della comunicazione verrà ricordato di attenersi alla Carta di Roma, codice deontologico che concerne richiedenti asilo, rifugiati, vittime della tratta e migranti, redatto dall’Ordine dei giornalisti e dalla Federazione nazionale della stampa italiana.
Nel corso della presentazione di mercoledì prossimo, verrà proiettato in anteprima lo spot radiotelevisivo realizzato da Mimmo Calopresti, che ne ha curato soggetto e regia e che interverrà insieme all’autore delle musiche Giancarlo Russo e agli attori Francesca Reggiani, Lello Arena, Salvatore Marino, Cumba Sall e Viorel Samuel Cirpaciu.
12 marzo 2009
control: alt! canc!
Censura su Internet, rischio anche in Occidente
di Alessandro Oppes
Un tasto speciale, "ctrl", ovvero "control", riprodotto in maniera ossessiva su tutta la tastiera del computer. Reporter senza Frontiere presenta con questa immagine la nuova campagna contro la censura su Internet. Il "controllo" è quello totale e assoluto esercitato dai regimi dittatoriali sulle informazioni circolanti in rete. Ma, secondo quanto denuncia l'organizzazione internazionale per la difesa della libertà di stampa, anche alcuni paesi democratici hanno adottato misure preoccupanti.
Per questo Rsf, oltre a denunciare le gravissime violazioni della libertà da parte dei dodici "nemici di Internet" (Arabia Saudita, Birmania, Cina, Corea del Nord, Cuba, Egitto, Iran, Uzbekistan, Siria, Tunisia, Turkmenistan e Vietnam), ha deciso di mettere "sotto vigilanza" altri undici governi, nel timore che gli abusi si possano estendere in altre aree del mondo.
Le democrazie sotto osservazione sono quella australiana e la sud-coreana. Nel gennaio 2008, il Parlamento australiano ha esaminato un progetto di legge che esige che i provider di Internet creino sempre due collegamenti in ogni casa, uno per gli adulti e un altro per i bambini, entrambi sottomessi a un filtro rigido e segreto. Il progetto è considerato da Rsf come un grave attentato alla confidenzialità della corrispondenza privata, perché viene presentato in un momento in cui la legislazione contro il terrorismo permette già a un'agenzia indipendente del governo di intercettare qualunque messaggio e-mail sospetto e di compiere indagini sugli internauti anche in assenza di un'autorizzazione giudiziaria.
Anche in Corea del Sud, secondo Reporter senza Frontiere, sono state adottate misure "sproporzionate" per regolare l'acesso alla rete. Il 7 gennaio scorso è stato arrestato un blogger con l'accusa di aver messo in pericolo "gli scambi economici sui mercati", così come "la credibilità della nazione" con la pubblicazione di alcuni articoli su uno dei forum di dibattito più importanti del paese.
Attualmente, denuncia l'organizzazione per la libertà di stampa, nel mondo ci sono 69 ciberdissidenti in carcere: in vetta alla lista nera, ancora una volta, la Cina, seguita da Vietnam e Iran. I dodici paesi indicati come "nemici di Internet" secondo Rsf hanno trasformato le loro reti in Intranet, impedendo agli internauti di accedere a quelle informazioni che i governi considerano "indesiderabili". Oltre a censurare, i regimi dimostrano anche grande efficacia nella repressione, spesso giustificata con la necessità di difendere la "sicurezza nazionale".
Accusate di aver collaborato spesso con i regimi censori - anche loro malgrado, per le fortissime pressioni dei governi - alcune delle grandi imprese globali di Internet hanno reagito con coraggio nei mesi scorsi: Google, Yahoo e Microsoft hanno aderito alla fine del 2008 ai principi del "Global Network Initiative", affermando pubblicamente la volontà di rispettare la libertà di espressione dei loro clienti in tutto il mondo. Una dichiarazione di principio che si spera possa diventare realtà. Per questo nei giorni scorsi Rsf ha lanciato insieme ad Amnesty International un appello ai direttori generali delle tre compagnie, chiedendo che oggi, giornata mondiale contro la cyber-censura, diano un segnale forte a difesa della libertà d'espressione.
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12 MARZO 2009
GIORNATA MONDIALE CONTRO LA CYBERCENSURA
http://www.rsf.org/
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11 marzo 2009
Mimose di strada
Noi l'8 marzo lo festeggiamo così
L'otto marzo, tradizionalmente giorno di festa della donna, è una ricorrenza fortunata per Fiori di Strada. Come lo scorso anno, lo ricorderà chi ci segue da più tempo, gli operatori hanno potuto festeggiarla contribuendo a liberare due ragazze e a far arrestare i loro aguzzini. Complice anche la felice ricorrenza, abbiamo deciso di condividere la nostra esperienza.
La notte il 6 e 7 marzo 2009, i nostri operatori sono riusciti ad incontrare Maria (nome di fantasia), una ragazza bulgara mai avvistata in precedenza. Grazie alla collaborazione con il Reparto Sicurezza della Polizia Municipale di Bologna, sono riusciti a prenderla e a portarla via dalla strada. Dopo una notte insonne, Maria è riuscita a fornire le indicazioni utili per trovare Giulia, una sua connazionale tenuta in ostaggio dai suoi stessi sfruttatori: la notte successiva gli operatori di Fiori di Strada, congiuntamente agli uomini del Comando dei Carabinieri di San Lazzaro, sono riusciti a portare in salvo anche lei.
Subito dopo inoltre, Fiori di strada ha collaborato con lo stesso Comando dei Carabinieri, che hanno provveduto all'arresto del gruppo di sfruttatori delle due ragazze: un italiano e tre bulgari, che vista la mala parata stavano abbandonando in fretta l'Italia e sono stati fermati ad Ancona mentre erano pronti ad imbarcarsi.
Maria e Giulia, dopo la fuga dai loro aguzzini, erano terrorizzate, piangevano soventemente pensando ai figli lontani e ad ogni angolo di muro o a ogni passaggio di macchina si irrigidivano perché temevano di rivedere i loro sfruttatori. Tuttora continuano a chiedere se davvero non saranno rimandate in strada perché non riescono a credere di essere davvero libere.
Non possiamo fare a meno di pensare che la liberazione di Maria e Giulia, e l'arresto dei loro sfruttatori, sia il regalo migliore che i nostri operatori potevano fare a tutte le donne.
Fiori di Strada Associazione Onlus
Casella postale 2138 - 40137- Bologna
Emergenze 24 ore 392.900.800.1
Uffici 392.900.800.2 Fax 051.97.111.61
info@fioridistrada.it www.fioridistrada.it
10 marzo 2009
Dichiarazione d'amore

Amnesty International che, per mantenere la propria voce indipendente, non accetta alcun tipo di finanziamento da parte dei governi.
La campagna di comunicazione, prodotta dall’agenzia ZowArt di Roma, prevede un annuncio stampa che sara pubblicato gratuitamente su mensili, settimanali e quotidiani; uno spot radiofonico che verra diffuso a livello
nazionale e locale attraverso il circuito Area; un banner che sarà veicolato attraverso portali e circuiti web durante tutti i mesi "caldi" della campagna.
Infine Amnesty International ha realizzato un sito apposito per la campagna, raggiungibile dall’url: www.amnesty.it/5per1000.
"Anche quest’anno ho deciso di destinare il mio 5x1000 ad Amnesty International. Scegliere Amnesty significa sostenere la lotta contro le violazioni dei diritti umani nel mondo. Trasforma anche tu la
dichiarazione dei redditi in una dichiarazione d’amore" – afferma Alessandro Gassman nello spot radiofonico.
Alessandro Gassman, testimonial di Amnesty International dal 2007, e' attualmente in scena al Teatro Eliseo di Roma con lo spettacolo "La parola ai giurati", patrocinato dall’associazione per i diritti umani.
Ulteriori informazioni
Amnesty International e' un’organizzazione non governativa indipendente, una comunita globale di difensori dei diritti umani, fondata nel 1961 dall’avvocato inglese Peter Benenson, che lancio' una campagna per
l’amnistia in favore dei prigionieri di coscienza di tutto il mondo. Conta attualmente due milioni e duecentomila soci, sostenitori e donatori in piu' di 150 paesi. La Sezione Italiana di Amnesty International,
costituitasi nel 1975, conta oltre 80.000 soci.
La visione di Amnesty International e' quella di un mondo dove i diritti sanciti dalla Dichiarazione universale dei diritti umani e dagli altri documenti sulla protezione internazionale siano riconosciuti, garantiti e
tutelati. Nel perseguimento di questa visione, la missione di Amnesty International e' di svolgere attivita di ricerca e azione finalizzate a prevenire ed eliminare gravi violazioni di tali diritti.
Nei moduli della Dichiarazione dei redditi (730, Unico e CUD) e' possibile devolvere il 5x1000 del gettito Irpef alle Onlus: basta firmare nella casella 'Sostegno delle organizzazioni non lucrative di utilita sociale,
delle associazioni di promozione sociale, ecc..'.e scrivere nell’apposito spazio il codice fiscale della Onlus scelta.
Il codice fiscale di Amnesty International e' 03031110582.
Maledizione
Tua Cordelia
Soren Kierkegaard, Diario del seduttore, RCS, Milano 2005
Fuck the pain away
09 marzo 2009
basta Colpire duro
Amnesty International ha chiesto oggi al governo cinese di consentire l’ingresso in Tibet agli osservatori sui diritti umani e ai giornalisti e di porre fine alla campagna "Colpire duro", lanciata in vista delle proteste per il 50° anniversario della fallita rivolta del 1959.
L’organizzazione per i diritti umani ha sottolineato che le crescenti misure di sicurezza poste in essere dalle autorita' cinesi rischiano di esacerbare una situazione gia' tesa.
"Misure estreme di sicurezza possono solo aumentare la tensione e causare ulteriori violazioni dei diritti umani" – ha dichiarato Roseann Rife, vicedirettrice del Programma Asia – Pacifico di Amnesty International.
Negli ultimi 12 mesi il controllo sulle informazioni provenienti dal Tibet e' stato rigido. I giornalisti stranieri hanno potuto visitare la regione solo in visite guidate di gruppo organizzate dal governo, mentre agli
osservatori dell’Onu sui diritti umani l’accesso e' stato negato del tutto.
Nonostante la chiusura della regione e il recente aumento della presenza militare, Amnesty International sta ricevendo segnalazioni di violazioni dei diritti umani ai danni della popolazione tibetana: detenzioni e
arresti arbitrari, prolungati periodi di carcere, negazione del diritto di espressione, associazione e riunione nonche' del diritto dei tibetani di preservare cultura, linguaggio e religione.
"Le autorita' cinesi devono immediatamente ‘aprire il Tibet’, consentire l’ingresso agli osservatori sui diritti umani e alla stampa internazionale e invitare gli esperti dell’Onu sui diritti umani a visitare la regione" –
ha affermato Rife.
In un "libro bianco" diffuso un mese fa, il governo di Pechino ha sostenuto che tutte le proteste degli ultimi mesi non sarebbero altro che tentativi, da parte di forze anti-cinesi occidentali, di provocare
disordini e di sostenere la "cricca del Dalai Lama", con l’obiettivo di ostacolare e dividere la Cina.
"Se questa e' la loro posizione, significa che le autorita' cinesi non riescono a riconoscere la profondita' del radicato risentimento della popolazione tibetana" – ha concluso Rife.
Ulteriori informazioni
Negli ultimi 12 mesi contadini, nomadi, studenti, operai e intellettuali si sono uniti alle proteste dei monaci e delle monache contro le crescenti violazioni dei diritti umani, l’intensificazione della campagna di
"educazione patriottica" e la repressione.
Le autorita' cinesi continuano a descrivere le proteste come episodi isolati animati da intenti separatisti e che nulla hanno a che vedere coi diritti umani.
FINE DEL COMUNICATO Roma, 9 marzo 2009
07 marzo 2009
27 febbraio 2009
Soffice esplosione
Settimana 27 febbraio / 5 marzo 2009"Per vedere quello che abbiamo sotto il naso dobbiamo impegnarci continuamente", scriveva George Orwell. Anche se questo è vero per la maggior parte di noi, scommetto che la prossima settimana tu sarai l'eccezione alla regola. Ti accorgerai che è più facile del solito sfuggire alla routine della vita quotidiana. Di conseguenza, i segreti ovvi che finora non sei riuscito a vedere ti batteranno delicatamente sulla fronte e ti diranno: "Guardaci!". Dopo lo stupore iniziale, ti sentirai più rilassato – anche se non sapevi di essere teso – e avrai una calda e soffice esplosione di speranza.
Con tutto il cuore
Il 13 febbraio AI Mexico ha unito le forze con le altre associazioni di donne in Messico per chiedere la pubblicazione e il miglioramento della Direttiva sulla Salute NOM-046-SSA2-2005 per garantire che i medici forniscano completa attenzione alle donne vittime di violenza, inclusa la violenza sessuale. AI Messico ha anche ribadito che la Direttiva sulla Salute dovrebbe includere una garanzia chiara di accesso legale e sicuro all'interruzione di gravidanza per le vittime di violenza sessuale.Centinaia di lettere e di cuori di carta sono stati mandati da attivisti ditutto il mondo. AI Mexico li ha consegnati al Ministero della Salute durante l'evento.
Obiettivo dell'azione: migliorare l'attenzione dei medici verso le vittime di violenza.
Segue messaggio di Tonio Tessada di AI Mexico:
Cari attivisti di AI di tutto il mondo,
vogliamo ringraziarvi per il vostro lavoro e per i messaggi a favore ditutte le donne messicane inviati ai nostri Uffici Nazionali. L'azione è stata un successo e i cuori sono stati usati per formare la frase "Guarantee their rights" (= garantite i loro diritti).
Molte organizzazioni per i diritti delle donne e gruppi della società civile hanno risposto alla nostra chiamata e visto che il loro lavoro è vitale è stato gratificante averle con noi. La mattina del 13 Febbraio è stata una giornata piena di vita e colori con i palloncini e gli striscioni che abbiamo portato al Ministro della Salute per chiedere il rispetto per i diritti sessuali e riproduttitivi delle donne, assicurando in particolare il diritto alla contraccezione e all'aborto legale per le vittime di violenza sessuale. Tra i vari messaggi, "Per il 14 Febbraio non vogliamo regali, vogliamo che il governo messicano rispetti i suoi obblighi", "accesso ai servizi di salute per tutte le donne!" e "Le donne ne hanno abbastanza della violenza contro di loro...basta ostacoli!"
AI ha consegnato più di 3.000 tra lettere, cartoline e messaggi al Ministero della Salute.
I CUORI arrivati in tempo per la consegna provenivano da diversi stati messicani e da paesi di tutto il mondo: Ecuador, Peru, Polonia, Finlandia, USA, Tunisia, Italia, Danimarca, Olanda, Svizzera e Canada.
Grazie a tutti!
Continueremo a consegnare al Ministero i cuori che arriveranno nei prossimi giorni.
Troppa carne al fuoco
Commentando l’annuncio dell’invio di ulteriori truppe in Afghanistan da parte del presidente Usa Barack Obama e il sollecito a fare altrettanto rivolto alla Nato, Amnesty International ha affermato che occorre un
maggiore impegno delle forze presenti in Afghanistan per accertare le responsabilita' delle perdite civili causate da azioni militari.
"Il 2008 e' stato l’anno piu' violento per la popolazione civile dalla caduta dei talebani e il risentimento degli afgani per le vittime civili causate da raid notturni e altre azioni militari sta aumentando" – ha dichiarato Sam Zarifi, direttore del Programma Asia e Pacifico di Amnesty International. "Agli Usa e ai loro alleati spetta assicurare che il nuovo arrivo di truppe nel paese migliori la sicurezza degli afgani, anziche' porre la vita di questi ultimi ancora piu' a rischio".
Il caso dell’uccisione di due fratelli a Kandahar in piena notte, nel gennaio 2008, e' un chiaro esempio della mancata assunzione di responsabilita' da parte delle forze internazionali. Secondo quanto emerso dalle ricerche effettuate da Amnesty International, Abdul Habib e Mohammed Ali sono stati colpiti a bruciapelo nella propria abitazione, nonostante fossero disarmati, da uomini in mimetica. A oltre un anno di distanza,
nessuno ha ammesso le proprie responsabilita', nonostante le sollecitazioni di Amnesty International, della Commissione indipendente afgana per i diritti umani e del Relatore speciale dell’Onu sulle
esecuzioni extragiudiziali, sommarie o arbitrarie.
L’Isaf ha fatto sapere ad Amnesty International che nessun soldato Nato/Isaf e' stato coinvolto nell’episodio. A oggi, neanche gli Usa hanno ammesso di avervi preso parte. Amnesty International ha tuttavia appreso
che l’operazione e' stata condotta da personale della base Firebase Gecko (nota anche come Firebase Maholic), situata nell’ex abitazione del leader talebano Mullah Omar a Kandahar, ora utilizzata come base Usa per ospitare truppe internazionali regolari, forze speciali e personale di servizi di sicurezza, come la Cia. Queste ultime entita' vengono spesso citate come "agenzie di altri governi" e conosciute con la sigla Oga (Other government agencies).
Le forze di sicurezza afgane a Kandahar hanno confermato di non esercitare alcun controllo ne' comando sulle attivita' delle forze speciali e delle Oga di stanza a Firebase Gekco e di non poter pertanto fornire alcun
rimedio ai civili che vengono coinvolti nelle azioni compiute da unita' che operano nella zona.
"La perdurante impunita' nella vicenda dell’omicidio dei due fratelli mette in evidenza la mancanza di assunzione di responsabilita' delle forze occidentali in Afghanistan" – ha aggiunto Zarifi. "La situazione del paese e' in bilico e la popolazione si domanda sempre piu' spesso se il governo e i suoi alleati internazionali stiano facendo abbastanza per proteggerla.
I talebani hanno attizzato il risentimento dell’opinione pubblica e le forze internazionali non hanno ancora mostrato di voler davvero svolgere indagini, punire i responsabili e risarcire le vittime".
Amnesty International ha apprezzato la recente adozione, da parte delle forze Nato e Usa, di procedure per ridurre i danni ai civili, ma ha sottolineato che c’e' ancora grande confusione per quanto riguarda la
catena di comando, il mandato e le regole d’ingaggio delle forze militari presenti in Afghanistan e provenienti da circa 40 paesi.
FINE DEL COMUNICATO Roma, 26 febbraio 2009



