30 settembre 2010
La crisi
stesso modo. La crisi è la miglior cosa che possa accadere a
persone e interi paesi perché è proprio la crisi a portare il progresso.
La creatività nasce dall'ansia, come il giorno nasce dalla notte
oscura.
... è nella crisi che nasce l'inventiva, le scoperte e le grandi
strategie. Chi supera la crisi supera se stesso senza essere superato.
Chi attribuisce le sue sconfitte e i suoi errori alla crisi violenta
il proprio talento e rispetta più i problemi che le soluzioni.
La vera crisi è la crisi dell'incompetenza.
Lo sbaglio delle persone e dei paesi è la pigrizia nel trovare soluzioni.
Senza crisi non ci sono sfide, senza sfide la vita è routine, una
lenta agonia. Senza crisi non ci sono meriti. è nella crisi che il meglio
di ognuno di noi affiora perché senza crisi qualsiasi vento è una carezza.
Parlare di crisi è creare movimento; adagiarsi su di essa vuol dire esaltare
il conformismo. Invece di questo, lavoriamo duro!
L'unica crisi minacciosa è la tragedia di non voler lottare per superarla.
Albert Einstein (1879-1955)
14 aprile 2010
Il gatto in noi

09 aprile 2010
O ovo e a galinha
La gallina è il travestimento dell'uovo.
La gallina esiste perché l'uovo attraversi il tempo.
Di uovo in uovo si arriva a Dio.
http://claricelispector.blogspot.com/2007/11/o-ovo-e-galinha.html
grazie Maurinho :-)
Pasqua a Torino
Grazie Gingi :-)
02 aprile 2010
Ya no te espero (in memoria di Orlando Zapata Tamayo)
COMUNICATO STAMPA CS018-2010
CUBA: DOPO LA MORTE DI ORLANDO ZAPATA TAMAYO, AMNESTY INTERNATIONAL SOLLECITA IL RILASCIO DI TUTTI I PRIGIONIERI DI COSCIENZA
All’indomani della morte di Orlando Zapata Tamayo a seguito di uno sciopero della fame, Amnesty International ha sollecitato il presidente cubano Raúl Castro a rilasciare immediatamente e incondizionatamente tutti i prigionieri di coscienza.
Orlando Zapata Tamayo aveva trascorso diverse settimane in sciopero della fame per protestare contro le condizioni detentive.
‘Questa tragica morte illustra in modo terribile la disperazione dei prigionieri di coscienza di Cuba, che non hanno la speranza di vedere la fine di un’iniqua e prolungata detenzione’ - ha dichiarato Gerardo Ducos,
ricercatore di Amnesty International sui Caraibi. ‘E’ necessario che siano condotte piene indagini per chiarire se i maltrattamenti siano stati una concausa della morte di Zapata Tamayo’.
Orlando Zapata Tamayo era stato arrestato nel marzo 2003. Nel maggio 2004 era stato condannato a tre anni di carcere per ‘mancanza di rispetto’, ‘disordini pubblici’ e ‘resistenza’. Aveva subito altri processi per
‘disobbedienza’ e ‘disordini in un istituto di pena’, l’ultimo dei quali nel maggio 2009, totalizzando complessivamente 36 anni di carcere.
‘Di fronte a una sentenza cosi’ lunga, il fatto che Orlando Zapata Tamayo non vedesse altra forma di protesta se non lasciarsi morire di fame e’ un terribile segnale della costante repressione nei confronti dei dissidenti
politici cubani’ – ha proseguito Ducos. ‘La sua morte evidenzia l’urgente necessita’ che Cuba inviti esperti internazionali sui diritti umani, affinche’ verifichino il rispetto delle norme in materia, in particolare il Patto internazionale sui diritti civili e politici’.
Orlando Zapata Tamayo era uno dei 55 prigionieri di coscienza adottati da Amnesty International a Cuba. La maggior parte di essi faceva parte di un gruppo di 75 attivisti arrestati nel corso della massiccia repressione del marzo 2003. In assenza di un potere giudiziario indipendente, i processi celebrati a Cuba risultano spesso sommari e privi delle garanzie previste dal diritto internazionale. Una volta emessa una condanna, le possibilita’ di modificarla in appello sono praticamente nulle.
FINE DEL COMUNICATO Roma, 24 febbraio 2010
24 marzo 2010
I am the captain of my soul
Dal profondo della notte che mi avvolge,
buia come il pozzo più profondo che va da un polo all'altro,
ringrazio gli dei chiunque essi siano
per l'indomabile anima mia.
Nella feroce morsa delle circostanze
non mi sono tirato indietro né ho gridato per l'angoscia.
Sotto i colpi d'ascia della sorte
il mio capo è sanguinante, ma indomito.
Oltre questo luogo di collera e lacrime
incombe solo l'Orrore delle ombre,
eppure la minaccia degli anni
mi trova, e mi troverà, senza paura.
Non importa quanto sia stretta la porta,
quanto piena di castighi la vita.
Io sono il padrone del mio destino:
io sono il capitano della mia anima.
William Henley, Book of Verses, 1888
21 marzo 2010
La bocca del lupo
Erano anni che non vedevo qualcosa di così toccante e violentemente poetico.
Una benedizione.
Una bella recensione sul Sole24Ore:
www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Tempo%20libero%20e%20Cultura/2010/02/domenica-letture-bocca-del-lupo-escobar.shtml?uuid=579d9490-23aa-11df-8e72-0c32b5f5c920
Happiness
I'm near the window with coffee,
and the usual early morning stuff
that passes for thought.
When I see the boy and his friend
walking up the road
to deliver the newspaper.
They wear caps and sweaters,
and one boy has a bag over his shoulder.
They are so happy
they aren't saying anything, these boys.
I think if they could, they would take
each other's arm.
It's early in the morning,
and they are doing this thing together.
They come on, slowly.
The sky is taking on light,
though the moon still hangs pale over the water.
Such beauty that for a minute
death and ambition, even love,
doesn't enter into this.
Happiness. It comes on
unexpectedly. And goes beyond, really,
any early morning talk about it.
Happiness, by Raymond Carver
18 gennaio 2010
La ausencia

Cuando el amor se va,
parece que se inmensa.
¡Cómo le aumenta el alma
a la carne la pena!
Cuando se pone el sol
lo ahondan las estrellas.
Juan Ramón Jiménez
El monte y el río
En mi patria hay un rio.
Ven conmigo.
La noche al monte sube.
El hambre baja al río.
Ven conmigo.
Quiénes son los que sufren?
No sé, pero son míos.
Ven conmigo.
No sé, pero me llaman
y me dicen "Sufrimos".
Ven conmigo.
Y me dicen: "Tu pueblo,
tu pueblo desdichado,
entre el monte y el río,
con hambre y con dolores,
no quiere luchar solo,
te está esperando, amigo".
Oh tú, la que yo amo,
pequeña, grano rojo
de trigo,
será dura la lucha,
la vida será dura,
pero vendrás conmigo.
Pablo Neruda
03 gennaio 2010
Polvere di gesso
29 dicembre 2009
Venite amici
Venite amici che non è tardi
per scoprire un mondo nuovo.
Io vi propongo di andare più in là dell'orizzonte
e se anche non abbiamo l'energia
che in giorni lontani
mosse la terra e il cielo,
siamo ancora gli stessi,
unica eguale tempra di eroici cuori
indeboliti forse dal fato
ma con ancora la voglia di combattere
di cercare
di trovare
e di non cedere.
Alfred Tennyson
25 ottobre 2009
analisi grammaticale
infinito presente
aver vissuto da Dio
infinito passato
Dio è risorto
perfetto
Dio è morto
cazzo
accoppiamoci
congiuntivo esortativo
divide! (lat.)
imperativo presente
veni, vidi, vici
perfetto,
ma mi sarei acceso almeno una sigaretta
Pier Mario Giovannone, E' partita Iva, Esperia 2008
23 ottobre 2009
Ci sto lavorando
È stato ieri o forse l’altro ieri,
tornavo a casa che il sole era già in piedi,
la mia piantina lì sul davanzale,
mi supplicava di darle da bere.
Pensavo tanto, non ne trovavo il senso…
Ma volevo ridere, adesso che ci penso.
Io lì seduto che me ne stavo mite,
la mia piantina urlava ho sete.
Uno, due e tre, comincerò da me.
E non sarà di certo facile.
Sto già contando quarantadue, ma…
Ci sto lavorando…
Dovuta agli animi irrequieti,
Dovuta come il sonno,
Dovuta al corpo stanco,
Dovuta al cuore.
Dovuta a chi ha dovuto…
senz’altro anche dovuta a chi…
Dovuta e qui si tace…
Dovuta un po’ di pace.
Poi ho creduto di averla catturata,
L’irrequietezza d’un tratto dileguata.
È per la gioia che stavo per ballare, quando…
Il mio sorriso mescolavo al pianto.
Vivo in un mondo che mi porta lontano,
quello in cui vivo veramente mi è cattivo,
a petto in fuori urlavo io lo cambierò,
urlavo ma ero io per primo che dovevo cambiare…
Uno, due e tre, continuerò da me.
No, non ho detto che sia facile,
Sto già contando quarantadue, ma…
Ci sto lavorando… Ancora un po’.
Dopo un bel poco ancora un poco e dopo un po’…
Un altro po’…
Ivan Segreto, Puzzle, da Porta Vagnu, 2004
Quieto patato
vendimi
il mattino.
Un sole giallo melone
un'aria fresca insalata
un corpo allegro rapanello.
Mercato
vendimi
il pomeriggio.
Un sole arancio arancio
un'aria dolce anguria
un corpo pieno pomodoro.
Mercato
vendimi
la sera.
Una luna chiara mela
un'aria buia uva
un corpo quieto patato.
Roberto Piumini, Io mi ricordo quieto patato... - Poesie, Nuove Edizioni Romane, 1980
labirinti
un labirinto
di mille stanze:
ne ho solo due
ecco chi sono
(ecco il mio male):
un minotauro
da bilocale
Pier Mario Giovannone, E' partita Iva, Empiria 2008
24 settembre 2009
Acque
31 agosto 2009
I am mine
30 agosto 2009
06 agosto 2009
Let it die
A heart of goldBut it lost it's prideBeautiful veins And bloodshot eyesI see your face In another lightWhy'd you have to go And let it dieWhy'd you have to goAnd let it dieWhy'd you have to goAnd let it dieIn too deepAnd out of timeWhy'd you have to goAnd let it dieA simple manAnd his blushing bride(Why'd you have to go)(And let it die)IntravenousIntertwined(Why'd you have to go)(And let it die)Hearts gone coldYour hands were tied(Why'd you have to go)(And let it die)Why'd you have to goAnd let it die(Why'd you have to go)(And let it die)Why'd you have to goAnd let it dieIn too deepAnd out of timeWhy'd you have to goAnd let it dieDo you ever think of meYou're so considerateDid you ever think of meOh so considerateIn too deepAnd lost in timeWhy'd you have to goAnd let it dieBeautiful veins And bloodshot eyesWhy'd you have to goAnd let it dieHearts gone coldAnd hands are tiedWhy'd you have to goAnd let it dieWhy'd you have to goAnd let it dieDo you ever think of meYou're so considerateDid you think of meOh so considerateIn too deepAnd lost in timeWhy'd you have to goAnd let it dieBeautiful veinsAnd bloodshot eyesWhy'd you have to goAnd let it dieHearts gone cold And hands are tiedWhy'd you have to goAnd let it dieWhy'd you have to goAnd let this dieWhy'd you have to goAnd let this dieWhy'd you have to goAnd let this dieWhy'd you have to goAnd let this dieWhy'd you have to goAnd let it die