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23 gennaio 2012

Cose che ho imparato nel 2011

A volte stare vicino a qualcuno è l’unica cosa che puoi fare, ma in genere è l’unica cosa che serve.

Bisogna imparare a non fare sempre quello che ti chiedono, ma a dare solo l’impressione di farlo.

Ci sono cose a cui non pensiamo più che ci rendono tristi, proprio perché non ci pensiamo più.

Il tempo libero fa sorridere e fa dimagrire.

Spalmare la nutella sul pan di spagna è un’esperienza negativa.

21 aprile 2011

Guardare più lontano

Bilancia 23 settembre – 22 ottobre
settimana 22-28 aprile 2011
Ottant’anni fa, un esploratore che visitava la Nuova Zelanda scoprì che i maori hanno una vista così acuta che molti di loro riescono a vedere a occhio nudo le quattro lune più grandi di Giove. Questo è il tipo di visione che potresti avere nei prossimi giorni, Bilancia. I presagi astrali dicono che hai la capacità di vedere più lontano e più in profondità in ogni area della realtà sulla quale deciderai di concentrarti. Verità interiori che finora ti sono sfuggite sono pronte a essere svelate dal tuo sguardo penetrante. Per ottenere risultati migliori, libera la tua mente da qualsiasi aspettativa. Cerca di percepire quello che c’è veramente, non quello che vorresti che ci fosse.

30 settembre 2010

26 agosto 2010

Pausa

Bilancia, settimana 27 agosto - 2 settembre
Metaforicamente parlando, il contachilometri sta per tornare indietro. Le grandi scorte che hai accumulato stanno per esaurirsi. Le lezioni che hai cominciato un anno fa sono finite, almeno per il momento, e non sei ancora pronto per le prossime. Questi segnali mi fanno pensare che dovresti prenderti un po’ di tempo per riflettere e valutare la situazione. Anche se il mondo venisse a bussare alla tua porta e ti chiedesse una dichiarazione categorica o un’azione decisa, secondo me dovresti rimandare. Hai bisogno di una pausa significativa.


Ecco, come mi succede ogni tanto, è passato un periodo in cui non avevo voglia di scrivere, troppe cose da fare dal vero e voglia di comunicare di persona. Di solito, e anche stavolta è stato così, sono i periodi in cui sono successe più cose. Belle, normali e anche bruttissime. Magari ne scriverò, magari no.
Ho davvero bisogno di pensare.

09 dicembre 2009

Rapporti umani

Questa è la Pincia. La portai a casa in braccio avvolta in una giacca che aveva poco più di due mesi ed è rimasta con noi nella mia famiglia di origine per diciotto anni, da quando io ne avevo quindici a quando ormai ero già uscita di casa.
La Pincia era come una personcina e sapeva tirare fuori il meglio da ognuno di noi. Era lei ad aver addomesticato la freddezza di mia madre, la chiusura di mio padre, il cinismo ferito di mio fratello. Ho visto mia madre esercitare affetto e pazienza per insegnarle delle piccole cose come neanche san francesco avrebbe saputo fare, ho visto mio fratello pulirle gli occhi con il cotone idrofilo e asciugarle il musino con amore quando non stava bene, e ho visto per la prima volta mio padre piangere quando l'ha dovuta portare a far sopprimere, ormai vecchia, per una malattia incurabile.

Se avere un rapporto umano con qualcuno significa riuscire a costruire uno scambio reciproco di affetto, comunicazione, comprensione, fiducia, conforto, beh, allora il nostro con lei era un rapporto umano, migliore di quello con tanti umani veri, perché la parte migliore era lei.

05 dicembre 2009

Golgota


Per anni ho fotografato soltanto cieli. Cieli e nuvole. Dalla mia prigione altro non si poteva fare, altro non si vedeva. Cieli, nuvole e tetti di coppi, abbaini e terrazze, lucernai e comignoli, e antenne antenne antenne, infinite crocifissioni di oscuri figli di dio, un dio decisamente minore.

orizzonti limitati



Questa foto mi è stata fatta dieci anni fa, da qualche parte in Olanda, da una persona che mi voleva molte bene mentre io non me accorgevo (che mi faceva la foto e che mi voleva molto bene).

anima (la finestra nel cielo)


In certi momenti è impossibile impedirsi di guardare indietro, ripiegarsi su se stessi quasi a voler impedire che la vita ti porti via tutto quello che sei, cioè la memoria di quel che sei stato, giorno dopo giorno, con tutto il tuo carico di emozioni e speranze, errori e dolori.
Questa foto è stata fatta moltissimi anni fa, quando abitavo ancora a casa dei miei, dalla finestra del bagno con una reflex, la Pentax P30T, la prima cosa importante che mi sono potuta comprare con i risparmi del lavoro al pub. Ogni notte che tornavo dal lavoro con la paga infilavo diecimila lire dentro al mio personalissimo salvadanaio, una bottiglia di birra Fisher da 66, di quelle col tappo a scatto.

26 aprile 2009

Against all odds



ogni tanto i sogni mi parlano e mi spavento, perché loro hanno sempre saputo la verità.