05 agosto 2009

Blowing in the wind



Una giornata di festa per i bambini di Gaza. I piccoli rifugiati sono arrivati sulla spiaggia di Beit Lahiya, a pochi chilometri dal valico di Eretz, per lanciare tremila aquiloni. L'iniziativa, organizzata dalle agenzie dell'Onu in collaborazine con la Croce Rossa Internazionale e varie Ong che operano nella Striscia, mirava a stabilire un record da Guinness: il maggior numero di aquiloni fatti volare contemporaneamente. Per una volta, per gli abitanti della martoriata Gaza un primato positivo. Le foto sono di Aldo Soligno http://www.aldosoligno.com/

da http://mmedia.kataweb.it/



How many roads must a man walk down
Before you call him a man?
Yes, n how many seas must a white dove sail
Before she sleeps in the sand?
Yes, n how many times must the cannon balls fly
Before theyre forever banned?


The answer, my friend,
is blowin in the wind,
The answer is blowin in the wind.

How many times must a man look up
Before he can see the sky?
Yes, n how many ears must one man have
Before he can hear people cry?
Yes, n how many deaths will it take till he knows
That too many people have died?

The answer, my friend,
is blowin in the wind,
The answer is blowin in the wind.

How many years can a mountain exist
Before its washed to the sea?
Yes, n how many years can some people exist

Before theyre allowed to be free?
Yes, n how many times can a man turn his head,
Pretending he just doesnt see?

The answer, my friend,
is blowin in the wind,
The answer is blowin in the wind.

Froci e croci

PISA - Minacce di morte e croci celtiche contro i lavoratori del portale gay
"Froci a morte" e "Gli uffici bruceranno e voi morirete tutti". Sono alcune delle scritte, accompagnate da croci celtiche, comparse sui muri della sede del portale gay.it, a Ospedaletto, zona industriale di Pisa.

"Morirete tutti". È una delle scritte, vergata con la vernice spray, che i lavoratori del portale www.gay.it hanno trovato questa mattina ad Ospedaletto, zona artigianale di Pisa, sui muri della loro sede. Scritte ingiuriose come "Froci a morte" e minacce accompagnate da croci celtiche.

"In undici anni di attività e di convivenza con la città di Pisa - dice il direttore di gay.it, Alessio De Giorgi - non abbiamo mai avuto problemi né è mai accaduto nessun episodio omofobo come quello di stamani: in tanti anni, mai neppure uno scherzo, una minaccia, una scritta contro la nostra presenza storica in questa città che è sempre stata paladina dei diritti delle persone omosessuali. C'è solo da chiedersi se sia una coincidenza con l'inaugurazione del Festival gay che si apre dopodomani a Torre del Lago".

Le reazioni. Il sindaco di Pisa, Marco Filippeschi, esprime solidarietà all'azienda e parla di "un inqualificabile atto di violenza teppistica, ma anche politica, contro la comunità omosessuale,
che indichiamo alla opinione pubblica perché si unisca alla nostra condanna, mentre chiediamo con forza alle forze dell'ordine di individuare i responsabili".

Imma Battaglia, presidente di Di' Gay Project, scrive: "Ci aspettiamo in queste ore la massima
collaborazione dalle autorità di polizia per garantire sicurezza a Gay.it, allo svolgimento della manifestazione di Torre del Lago e alla comunità omosessuale".

E sulla vicenda interviene anche il circolo di cultura omosessuale Mario Mieli di Roma. Esprimiamo - si legge in una nota - la nostra totale solidarietà a gay.it e a tutto il suo staff. Questo ulteriore atto di intolleranza nei confronti della comunità lgbtq si inserisce in un clima di più generale minaccia alle persone gay, lesbiche e transessuali, complice l'assenza di una legislazione che le tuteli e che, proprio per questa mancanza di deterrenza legale, sfociano spesso in violenze fisiche".

Il portale www.gay.it registra mensilmente, in media, 700 mila contatti; nella sede di Ospedaletto lavorano circa 15 persone. Indaga la Digos.

(da www.repubblica.it 05 agosto 2009)

02 agosto 2009

People are people, so why should it be?





Crimine d'odio

Un uomo armato ha fatto irruzione nei locali di una associazione glbt
Le vittime sono un ragazzo e una ragazza. L'assalitore è riuscito a fuggire
Tel Aviv, assalto a circolo gay: uccise due persone, dodici feriti

TEL AVIV - Due giovani, un ragazzo e una ragazza, sono stati uccisi e altre dodici persone sono rimaste ferite in serata in seguito a un assalto compiuto da uno sconosciuto armato in un circolo gay nel centro di Tel Aviv. L'uomo, a volto coperto, ha fatto irruzione nel locale e da distanza ravvicinata ha aperto il fuoco in tutte le direzioni. Poi è riuscito a fuggire.
"Crediamo che sia un episodio di stampo essenzialmente criminale" ha detto il capo della polizia di Tel Aviv, Shahar Ayalon. L'ipotesi di un attentato palestinese non viene esclusa a priori, ma non sembra per ora quella più credibile. Implicitamente lo ha confermato lo stesso Ayalon quando, in risposta ad una domanda dei cronisti che chiedevano dettagli sulla caccia all'assalitore, ha precisato che i locali pubblici vicini non hanno avuto ordine di chiudere.
L'attacco è avvenuto nella sede dell'"Agudah", "Associazione israeliana per i diritti del singolo", dove si riuniscono membri della comunità glbt, al numero 28 di via Nachmani, nella zona centrale della città. Si tratta di un locale aperto da oltre 15 anni che offre accoglienza a giovani gay e lesbiche. Questi sono soliti incontrarsi più numerosi il sabato sera.
Il locale era molto affollato quando l'assassino, vestito di nero e con il volto coperto, ha fatto irruzione e ha aperto il fuoco con una mitraglietta Uzi. Le vittime sono un ragazzo e una ragazza molto giovani. I feriti sono almeno dodici, di cui quattro versano in gravi condizioni. Secondo alcune testimonianze, dopo l'attacco l'assalitore avrebbe cercato di raggiungere un altro locale per omosessuali, situato poco distante. Ma per ragioni ancora non accertate ha poi preferito dileguarsi.
Ha sparato senza dire nulla ma i responsabili dell'associazione hanno dichiarato che probabilmente si è trattato di un attacco mirato contro la comunità omosessuale, anche se minacce specifiche nei loro confronti non c'erano state. Hanno comunque lamentato i continui attacchi verbali fatti nei loro confronti dai rabbini ortodossi.

"Si tratta dell'attacco più grave nei confronti della comunità omosessuale" ha detto il parlamentare Nitzan Horowitz. Alcuni anni fa un ebreo integralista ferì a pugnalate, a Gerusalemme, tre partecipanti ad una Gay Parade. Nel centro di Tel Aviv si sono viste stasera scene di dolore miste a sorpresa. Molti hanno pensato agli anni bui dell'intifada armata, quando i kamikaze palestinese seminavano la morte nel centro della città. Ma stasera, a quanto pare, la morte è stata causata da un "crimine d'odio" e intolleranza, interno a Israele.
(1 agosto 2009)

01 agosto 2009

Di questo amore morirò



dal vivo, per la prima volta dopo trent'anni, è molto molto più bella...



E magari morirò
di tanto amore
magari no
chi lo può dire?

Un anno e più non è uno scherzo
può renderti diverso
un anno è la fotografia
di te stesso che vai via.

E lei è lei, non può cambiare
dolcissima e immortale
presto, dov'è la mia faccia più dura
che non veda che ho paura.

E mentre andrò dovrò pensare
tu non sei uomo da piegare
quante ne ho avute, quante ne ho volute
e poi dimenticate.

C'è chi mi odia per gli amori da un'ora
e chi mi cerca ancora
e non sa che avrei bisogno stasera
più che d'altro d'una preghiera

Perché so
perché lo so

Di tanto amore morirò
di questo amore morirò
avrò la faccia più dura

ma una parola e morirò
ha i suoi motivi la paura
dovrei saperlo già da un po'

Ehi come stai sapore amaro
di appuntamenti a cui mancavo
di pensieri sempre i più buoni
cancellati dalle intenzioni.

Estate di corsa temporali d'agosto
e poi cambiare ad ogni costo
ehi come stai, sapore amaro
di una fine sicura

perché so
perché lo so

Di tanto amore morirò
di questo amore morirò
avrò la faccia più dura

ma una parola e morirò
ha i suoi motivi la paura
dovrei saperlo già da un po'...

Ivano Fossati > La Mia Banda Suona Il Rock (1979) > Di Tanto Amore




31 luglio 2009

2 agosto


2 agosto 1980
85 morti 200 feriti


domenica 2 agosto 2009
Piazza Maggiore
ore 9:15
corteo fino alla stazione
per non dimenticare
per chiedere giustizia e verità

Se l'amore che avevo non sa più il mio nome

Io la sera mi addormento
e qualche volta sogno perché voglio sognare
e nel sogno stringo i pugni
tengo fermo il respiro e sto ad ascoltare.


Qualche volta sono gli alberi d'Africa a chiamare
altre notti sono vele piegate a navigare.
Sono uomini e donne piroscafi e bandiere
viaggiatori viaggianti da salvare.
Delle città importanti mi ricordo Milano
livida e sprofondata per sua stessa mano.

E se l'amore che avevo non sa più il mio nome
E se l'amore che avevo non sa più il mio nome
Come i treni a vapore come i treni a vapore
di stazione in stazione di porta in porta
e di pioggia in pioggia
di dolore in dolore
il dolore passerà.
Come i treni a vapore
come i treni a vapore
il dolore passerà.

Io la sera mi addormento
e qualche volta sogno perché so sognare
e mi sogno i tamburi della banda che passa
o che dovrà passare.
Mi sogno la pioggia fredda e dritta sulle mani
i ragazzi della scuola che partono
già domani.
Mi sogno i sognatori che aspettano la primavera
o qualche altra primavera da aspettare ancora
fra un bicchiere di neve
e un caffè come si deve
quest'inverno passerà.

E se l'amore che avevo non sa più il mio nome
E se l'amore che avevo non sa più il mio nome

Come i treni a vapore come i treni a vapore
di stazione in stazione e di porta in porta
e di pioggia in pioggia
di dolore in dolore
il dolore passerà.


Ivano Fossati, I treni a vapore

29 luglio 2009

Anche tu

Coscienza

AD AUNG SAN SUU KYI IL PREMIO 'AMBASCIATORE DELLA COSCIENZA' DI AMNESTY INTERNATIONAL

Nel corso di una cerimonia svoltasi oggi a Dublino, alla presenza del
gruppo rock irlandese U2, Amnesty International ha annunciato il
conferimento del premio 'Ambasciatore della coscienza' per l’anno 2009 ad
Aung San Suu Kyi. Gli U2, vincitori del premio negli anni passati, sono da
lungo tempo sostenitori della causa della leader birmana.


'Questo mese ricorre il ventesimo anniversario dell’arresto di Aung San
Suu Kyi. In questo lungo periodo, spesso denso di oscurita', Aung San Suu
Kyi e' rimasta un simbolo di speranza, coraggio e instancabile difesa dei
diritti umani, non solo del popolo di Myanmar ma di chiunque nel mondo' –
ha dichiarato Irene Khan, Segretaria generale di Amnesty International.


Vaclav Havel, premio Nobel per la pace e primo vincitore, nel 2003, del
premio 'Ambasciatore della coscienza' ha trasmesso il seguente messaggio:
'So, grazie alla mia stessa esperienza, che l’attenzione internazionale
puo', in una certa misura, proteggere da punizioni che altrimenti
verrebbero inflitte. Per questo, poco dopo essere stato eletto presidente,
candidai Aung San Suu Kyi al Nobel per la pace, che poi le venne
conferito. Dio solo sa cosa le sarebbe accaduto se la sua vicenda non
fosse stata tenuta alla ribalta come di nuovo accade oggi. Ringrazio
Amnesty International per la sua scelta e ammiro la solidarieta' che voi e
gli U2 state mostrando nei confronti di questa donna coraggiosa,
‘l’Ambasciatore della coscienza’ di ognuno di noi'.


Aung San Suu Kyi, leader della Lega nazionale per la democrazia, il
partito di opposizione di Myanmar, ha trascorso in stato di privazione
della liberta' 13 degli ultimi 20 anni, buona parte dei quali agli arresti
domiciliari. L’ultima ordinanza di arresti domiciliari avrebbe dovuto
scadere il 27 maggio di quest’anno, ma prima di quella data e' stata
arrestata e, il 18 maggio, sottoposta a processo, tuttora in corso, per
aver violato le norme sugli arresti domiciliari.


Oltre 2100 persone sono attualmente in carcere nel paese asiatico a causa delle loro idee. Amnesty International continua a chiedere che siano rilasciate.

Ulteriori informazioni
Il premio 'Ambasciatore della coscienza', giunto al suo sesto anno, e' un
riconoscimento all’eccezionale leadership e all’impegno nella lotta per
proteggere e promuovere i diritti umani. In passato, oltre agli U2, e'
stato conferito a Peter Gabriel, Nelson Mandela e Mary Robinson.
Ispirato da una poesia scritta per Amnesty International dal Nobel per la
letteratura Seamus Heaney, il premio intende promuovere l’azione
dell’organizzazione attraverso la vita, l’azione e l’esempio dei suoi
'Ambasciatori', che hanno fatto molto per sensibilizzare il mondo
attraverso la loro azione e l’esempio personale.


Roma, 27 luglio 2009

Circolare




Se è vero che il tempo è circolare, io aspetto che tornino i Led Zeppelin.

19 luglio 2009

Metodo Ponzio Pilato



"I francesi non hanno il bidet, ma hanno fatto la rivoluzione. Gli italiani una scelta l'hanno gia' fatta: la democrazia non gli interessa, preferiscono pulirsi il sedere."
Ascanio Celestini

Il razzismo è come il culo




"Il razzismo è come il culo: puoi vedere quello degli altri, ma non riesci mai a vedere il tuo."
Ascanio Celestini

18 luglio 2009

Overkill

Always take the weather with you

Emozioni Mondiali














































































Liberi Nantes


“Ai Mondiali Antirazzisti si impara molto, con la pratica, perché le parole servono, ma ad un certo punto si fermano. Questa manifestazione rappresenta un momento particolare per raccontare e raccontarsi, che non si ferma qui, ma continua 365 giorni l’anno nell’attività quotidiana di tutti i gruppi, di tutti i tifosi, di tutti i partecipanti”. Con queste parole Gianluca Di Girolami, dei Liberi Nantes, esprime il senso di tutti gli interventi espressi nel dibattito di domenica 12 luglio “12 anni di Mondiali “durante il quale i gruppi partecipanti hanno raccontato i loro esordi con la manifestazione e l’arricchimento reciproco costruito in tanti anni. Liberi Nantes che hanno vinto la coppa più importante, la Coppa Mondiali Antirazzisti, per il lavoro svolto in questi anni con i rifugiati e richiedenti asilo

“I Mondiali danno molto, ma non sono un mondo perfetto” dicono i Rude Boys della Sampdoria, ci sono molte tematiche e differenze di opinione, e la sfida è quella di “superare ogni tabù, per affrontare ogni tipo di problema con rispetto reciproco e nella convinzione di portare avanti le nostre lotte e rivendicazioni”, fanno eco i ragazzi di Luxembourg Against Racism. Nonostante le difficoltà incontrate quest’anno a causa del nubifragio che ha colpito la zona di Casalecchio di Reno e che ha allagato parte delle strutture, i Mondiali si sono ripresi, affrontando prontamente le emergenze e riorganizzando gli spazi della festa. Un intervento tempestivo realizzatosi anche grazie al Comune di Casalecchio e alla polisportiva Masi, che ha messo a disposizione le proprie strutture per accogliere chi aveva avuto delle difficoltà, ma soprattutto grazie allo spirito con cui i partecipanti hanno affrontato gli inevitabili disagi.

Domenica è stata la giornata conclusiva dei Mondiali Antirazziti, si sono disputate le finali del torneo di calcio, tutte ai rigori per motivi di tempo, e sono stati consegnati molti premi. Ai Mondiali non vengono premiati solo i vincitori “sul campo”, ma coloro che in un modo e nell’altro si sono distinti per la propria attività, fuori e dentro la manifestazione. La premiazione si è svolta nel pomeriggio, alla presenza dell’assessore allo Sport Piero Gasperini

La Coppa Amici è il premio dedicato agli amici dei Mondiali Antirazzisti, quelli che ci aiutano a realizzare la manifestazione. Da quest’anno si chiamerà Coppa Matteo Bagneresi in onore del tifoso del Parma scomparso l’anno scorso, che da sempre è stato a fianco alla manifestazione con impegno, gioia e passione. La coppa consegnata dai genitori di Matteo è andata ovviamente alle Barricate Parma 1922, che stanno portando avanti un progetto di cooperazione internazionale in ricordo di Bagna.

La Coppa Kilometri non poteva che andare alla squadra amazzonica Seleçao Brasileira proveniente da Belem, che ha anche animato i differenti spazi della festa con lezioni di danze tradizionali, workshop di costruzione di oggetti di carta pesta, dibattiti sui progetti di sport sociale sviluppati nel Parà e di promozione della cultura indigena.

La Coppa Fairplay è andata alla Polisportiva Zelig di Reggio Emilia, che sui campi ha sempre mantenuto un atteggiamento disponibile alla mediazione, da due anni inoltre partecipano all’iniziativa all’interno dell’Istituto di Pena Minorile il Pratello di Bologna.

La Coppa Ultrà va a tutti i gruppi ultras che per 5 giorni hanno gestito praticamente per 24 ore su 24 il Bar & Breakfast anche sotto il diluvio, riportando dentro i Mondiali i valori ultras, che sono stati uno degli elementi fondante di questa manifestazione. I ragazzi hanno idealmente dedicato la coppa a Bagna, consegnandola alle Barricate Parma.

La Coppa Kick Sexism è andata alla compagine della Republica Internationale di Leeds, per aver partecipato attivamente all’organizzazione di workshop sulle tematiche di genere (come quello sulla campagna white ribbon), per aver organizzato il torneo femminile e soprattutto per aver dimostrato con la loro presenza, come squadra mista, che il sessismo non riguarda solo le donne, ma tutti, uomini e donne.

La Coppa Piazza Antirazzista è stata assegnata alla squadra del sindacato tedesco DGB che ha portato moltissimo materiale illustrativo, partecipato attivamente ai diversi dibattiti.

La Coppa Invisibili va al sito web Fortress Europe (fortresseurope.blogspot.com), un blog che si occupa di censire tutti quelli che intraprendono un viaggio per arrivare in Europa e muoiono nei barconi o nei tir o spariscono senza lasciare tracce. Un premio simbolico che ovviamente è dedicato alle squadre che non hanno potuto partecipare come la rappresentativa di Rep. Dem. Congo e Gambia, per il visto negato, i collettivi studenteschi di Padova. Un premio che mira a restituire dignità a tutte le persone.

Nel torneo di calcio, che dai 32esimi si è giocato ai rigori, la vincitrice è stata l’Armata Rozza, seconda classificata Istoreco, terza classificata Zen Palermo.

Sabato si sono conclusi anche i tornei degli altri sport: il rugby ha disputato delle amichevoli “formative”, per insegnare i rudimenti del gioco, ma la coppa è stata assegnata a Celeste di Bologna, che si è voluta cimentare in uno sport considerato da molti ad appannaggio del mondo maschile. Il torneo di calcio femminile ha visto la vittoria di una squadra mista Peace Bologna, in finale contro il Bologna Five. Nel cricket la squadra del Calderara di Reno Cricket.

Il torneo di pallavolo (a cui hanno partecipato 16 squadre) ha visto nuovamente l’Armata Rozza prevalere sulla squadra XM24, mentre il torneo di basket che ha visto 32 compagini affrontarsi all’insegna del fairplay, ha decretato vincitori Sarà Dura No TAV.

I Mondiali Antirazzisti 2009 hanno visto la partecipazione di 5.000 persone.
foto: mia

Responsabilità

COMUNICATO STAMPA CS099-2009

SENTENZE ALDROVANDI E SANDRI: DICHIARAZIONE DELLA SEZIONE ITALIANA DI
AMNESTY INTERNATIONAL

Le recenti sentenze riguardanti le uccisioni di Federico Aldrovandi e
Gabriele Sandri chiamano in causa la responsabilita' delle forze di
polizia italiane circa l'uso delle armi da fuoco e della forza.

Inserendosi in un contesto piu' ampio, caratterizzato dalla mancanza di un
organismo indipendente di monitoraggio sui diritti umani e sull'operato
delle forze di polizia, richiesto dagli standard internazionali e
sollecitato da tempo da Amnesty International, le due sentenze devono
interrogare le autorita' italiane in merito alla formazione e al
comportamento degli agenti di polizia e alla loro responsabilita' circa la
protezione delle persone.

Secondo Amnesty International, l’assunzione di responsabilita' per le
violazioni dei diritti umani commesse da pubblici ufficiali, comprese le
forze di polizia, dev’essere la norma. Le autorita' italiane devono dare
attuazione alle raccomandazioni degli organismi internazionali per
prevenire ulteriori tragici casi del genere.

Amnesty International ha seguito sin dall'inizio entrambe le vicende,
considerandole significative in relazione al tema dell'accertamento delle
responsabilita' delle forze di polizia per violazioni dei diritti umani.
L’organizzazione si esprimera' con maggiore dettaglio nel momento in cui
saranno note le motivazioni delle sentenze.

FINE DEL COMUNICATO Roma, 17 luglio 2009

Passive

09 giugno 2009

Boulevard nostalgia...

Sono in un momento di nostalgia musicale, generata involontariamente (?) dal mio amico dr.Giovannino.

Ecco il capolavoro assoluto della dance di tutti i tempi:






La mia canzone preferita di quando avevo 10 anni:




... e la mia sigla preferita dello stesso periodo:

04 giugno 2009

19 giugno: Buon compleanno, Aung San Suu Kyi!

foto: Aung San Suu Kyi da giovane col marito Michael Aris

Da Euro Burma Office:

Cari amici e sostenitori,


Dal 27 maggio scorso Aung San Suu Kyi avrebbe dovuto respirare aria di libertà. Ma nessuno di noi se lo aspettava. In effetti non è più agli arresti domiciliari (dove si trova quasi continuativamente dal 1991), è passata (dal 14 maggio scorso) in ‘detenzione cautelare’ nella durissima prigione di Insein a Rangoon, in attesa di giudizio.

Da domani si attende la conclusione del processo che la vede accusata di aver infranto i termini dei domiciliari per aver consentito ad un americano, che si era intrufolato in casa sua, di restare due giorni per riposarsi. Paradossale, in quanto i responsabili della sicurezza del domiclio della Suu Kyi sono i militari birmani stessi. Più facile pensare ad un ennesimo complotto dei generali per tenere lontano dalle prossime elezioni (previste nel 2010) la carismatica leader dell'opposizione del governo militare. Intanto rischia da 3 a 5 anni non più ai domiciliari ma ad Insein.

Come ogni anno in occasione del compleanno di Aung San Suu Kyi, che ricorre il 19 giugno vi esortiamo ad unirvi alla nostra petizione per richiedere la iberazione della leader della National League for Democracy e di oltre 2.000 prigionieri politici e monaci.

Vogliamo far sapere al Governo birmano che ASSK ed il popolo birmano non sono soli e che c'e' qualcuno che pensa a loro anche in Italia. Abbiamo bisogno del vostro aiuto per far si' che la campagna abbia l'effetto desiderato. Iniziate sin da ora a spedire lettere di protesta (aggiungete un vostro commento o augurio) e spedite il tutto all'Ambasciata birmana con sede a Roma:
Ambasciata Presso Lo Stato Italiano Myanmar

00135 Roma (RM) - Via della Camilluccia, 551


Se volete, potete mandare il vostro messaggio di auguri tramite email, sempre all`Ambasciata Birmana in Italia: meroma@tiscalinet.it
(Per favore mandate il vostro messaggio via posta nascosta (Bcc) al nostro indirizzo: burma@euro-burma.be, ma vi informo che solitamente il loro email viene disattivato quando cominciano ad arrivare gli emails.)

Se preferite potete spedire una cartolina di auguri direttamente ad Aung San Suu Kyi (francobollo Asia 0,85 euro):

Daw Aung San Suu Kyi
54 University Avenue
Bahan 11201
Yangon
Myanmar

Per favore inoltrate questo messaggio a chiunque possa essere interessato ad aiutarci.
Grazie per la vostra gentile collaborazione.
Margherita Bebi
- - -

Fantasie

Settimana 5-11 giugno

Bilancia (23 settembre - 22 ottobre)
Il rapporto che hai con le tue fantasie è arrivato a un punto di svolta. Finora ti sei limitato a rimuginarci sopra malinconicamente. Ma non puoi più permetterti di rimandare la loro realizzazione a un mitico futuro. Se non vuoi che svaniscano in un limbo, dovrai impegnarti per far diventare realtà almeno una delle tue fantasie. Se ti metterai al lavoro, l’universo ti darà un grande aiuto.

Grazie, domani

Riassunto surreale della giornata:

ho comprato una pistola ad acqua piu' potente per i duelli col gatto

ho trovato delle fantastiche scarpette per il mio saggio di danza a soli 14 euro

per la terza volta in due giorni qualcuno mi ha detto "ma io ti ho gia' visto... oppure assomigli a qualcuno che conosco", me lo dicono continuamente e raramente corrisponde al vero,
il che significa che ho la faccia piu' comune della terra, ho una faccia piu' facciosa di charlie brown, ho la faccia-base

ho avuto per un minuto intero la ferma intenzione di rubare un melone alla coop perche' costava 3,22 euro ma poi ho rinunciato, e' difficile nascondere un melone

in tv c'e' la replica di una puntata vecchia dei Cesaroni e Blade Runner, io sono indecisa su cosa guardare e questo mi inquieta non poco

mi hanno pulito il vetro dell'auto per la milionesima volta, ho sbuffato "non ho soldi, me l'hanno gia' lavato ieri due volte", il ragazzo ha finito, ha sorriso, ha risposto "grazie, domani"


31 maggio 2009

Bologna busona

Interferenza



Interferenza queer nella campagna elettorale

Sono iniziati a comparire ieri, e già oggi se ne beccavano un po' dappertutto: "W Bologna Busona" recita a caratteri neri marcati su fondo fuxia il manifesto con cui il Cassero è intervenuto nella campagna elettorale bolognese. Un attacchinaggio selvaggio che ha colorato di rosa la città esprimendo il più goliardico degli auspici, rispolverando un verso della "Bologna" di Francesco Guccini:

Bologna è una strana signora, volgare matrona, Bologna bambina per bene, Bologna "busona", Bologna ombelico di tutto, mi spingi a un singhiozzo e ad un rutto, rimorso per quel che m' hai dato, che è quasi ricordo, e in odor di passato...

Busona è una parola del dialetto bolognese: al maschile può essere il più omofobo degli insulti, perchè il busone è il finocchio, il frocio. Ma busone vuole dire anche fortunato, che ha culo. E al femminile anche prostituta: giunonica, godereccia.

"Bologna Busona perchè è anche nostra - spiega Emiliano Zaino, presidente del Cassero - di una delle più grandi e attente e culturalmente prolifiche comunità di omosessuali in Italia terra che non riconosce ancora a migliaia di gay e di lesbiche i diritti civili fondamentali".

Il colpo d'occhio è straordinario. Ora vediamo che dice il cardinale...

da http://omoios.blogosfere.it

29 maggio 2009

Baltic Pride - Riga, 16/5/2009




Free Burma

Fortress Europe

IO NON RESPINGO - Partecipa alla campagna nazionale!

Il leader libico Muammar Gheddafi visiterà l’Italia dal 10 al 12 giugno. Una tappa storica, che segna il riallineamento di Roma e Tripoli. Gheddafi parlerà di affari, ma anche e soprattutto di immigrazione, e di respingimenti in mare. Chi conosce quale destino attende gli emigranti e i rifugiati respinti al largo di Lampedusa e imprigionati nelle carceri libiche, non può rimanere indifferente e complice. Per questo invitiamo tutti a manifestare il proprio dissenso, per non rimanere indifferenti, e per essere migliori di chi ci rappresenta. Siamo tanti. Siamo molti di più di quanto possiate immaginare.

Siamo decine di migliaia di persone. Siamo una rete i cui nodi non si conoscono ancora, ma che in due anni ha sostenuto più di 350 iniziative e eventi in tutta Italia, quali la presentazione del libro “Mamadou va a morire” di Gabriele Del Grande (Fortress Europe), il film documentario “Come un uomo sulla terra” di Asinitas e Zalab, la commemorazione civile dei morti in mare alla Scuola di Italiano di Asinitas, l'esposizione dei manifesti 'luoghi comuni' nella rete di trasporti a Milano e tra breve a Roma, gli incontri formativi e di condivisione di iniziative da Torino a Trieste, da Milano a Napoli, da Trento a Palermo. Grazie a voi, sono state raccolte 7.000 firme in pochi mesi per chiedere una commissione parlamentare d’inchiesta sulle condizioni dei migranti in Libia. Grazie a voi, negli ultimi 20 giorni più di 30.000 persone hanno scaricato da Fortress Europe i reportage sulla Libia. Ma informarsi non basta. È arrivato il momento di fare di più.

Vi chiediamo di organizzare un evento nel periodo compreso tra il 10 giugno, data di arrivo di Gheddafi in Italia, e il 20 giugno, giornata mondiale del rifugiato. Scendete nelle strade, davanti alle Prefetture, raccogliete firme per la nostra petizione, distribuite il kit informativo che trovate sui nostri siti, organizzate proiezioni del documentario e dibattiti, coinvolgete gli emigrati e i rifugiati del vostro territorio. Per essere visibili, abbiamo bisogno di decine di iniziative, in tutta Italia, accomunate da un unico slogan: “IO NON RESPINGO”.

Penseremo noi a fare da ufficio stampa nazionale, voi comunicateci le adesioni e spediteci foto e video. Fare una grossa manifestazione a Roma è difficile. Farne cento in tutta Italia è più facile e può avere maggiore visibilità. Il governo italiano e quello libico devono sapere che esiste una massa critica, consapevole di quanto accade nei campi libici, che manifesta il proprio dissenso e chiede il rispetto del diritto internazionale, come già hanno fatto le Nazioni Unite, il Consiglio d'Europa, il Tavolo Asilo, la Cei.

Segnalate le adesioni a gabriele_delgrande@yahoo.it
Per le modalità di proiezione del film scrivete a: comeunuomosullaterra@zalab.org

Maggiori informazioni su

http://fortresseurope.blogspot.com
e
http://comeunuomosullaterra.blogspot.com

28 maggio 2009

Write the poem




Path

Go to your broken heart.
If you think you don’t have one, get one.
To get one, be sincere.
Learn sincerity of intent by letting
life enter, because you’re helpless, really,
to do otherwise.
Even as you try escaping, let it take you
and tear you open
like a letter sent
like a sentence inside
you’ve waited for all your life
though you’ve committed nothing.
Let it send you up.
Let it break you, heart.
Broken-heartedness is the beginning
of all real reception.
The ear of humility hears beyond the gates.
See the gates opening.
Feel your hands going akimbo on your hips,
your mouth opening like a womb
giving birth to your voice for the first time.
Go singing whirling into the glory
of being ecstatically simple.
Write the poem.


Cammino

Vai al tuo cuore infranto.
Se pensi di non averne uno, procuratelo.
Per procurartelo, sii sincero.
Impara la sincerità di intenti lasciando
entrare la vita, perché non puoi, davvero,
fare altrimenti.
Anche mentre cerchi di scappare, lascia che ti prenda
e ti laceri
come una lettera spedita
come una sentenza all’interno
che hai aspettato per tutta la vita
anche se non hai commesso nulla.
Lascia che ti spedisca.
Lascia che ti infranga, cuore.
L’avere il cuore infranto è l’inizio
di ogni vera accoglienza.
L’orecchio dell’umiltà ascolta oltre i cancelli.
Vedi i cancelli che si aprono.
Senti le tue mani sui tuoi fianchi,
la tua bocca che si apre come un utero
dando alla vita la tua voce per la prima volta.
Vai cantando volteggiando nella gloria
di essere estaticamente semplice.
Scrivi la poesia.


(2003)

Traduzione: Raffaella Marzano

da http://www.casadellapoesia.org

26 aprile 2009

Against all odds



ogni tanto i sogni mi parlano e mi spavento, perché loro hanno sempre saputo la verità.

03 aprile 2009

15 marzo 2009

Non aver paura

DIRITTI UMANI IN ITALIA: ADESIONE ALLA CAMPAGNA NAZIONALE “NON AVER PAURA”

Mercoledì 18 marzo alle 10,30 presso il Teatro Ambra Jovinelli a Roma, verrà presentata alla stampa la campagna nazionale “Non aver paura. Apriti agli altri, apri ai diritti”, cui la Sezione Italiana di AI ha deciso di aderire. Si tratta di una campagna di coalizione promossa da un schieramento inedito, per ampiezza e pluralità (ben 26 promotori!). L’Alto Commissariato Onu per i rifugiati, numerose associazioni laiche e religiose, insieme a Ong internazionali e alle principali organizzazioni sindacali, hanno infatti per la prima volta deciso di unire le forze per promuovere su tutto il territorio nazionale un’iniziativa culturale che ha l’obiettivo di favorire la conoscenza reciproca e il dialogo, abbattendo i pregiudizi e gli stereotipi che determinano paure ingiustificate e sono alla base di episodi di intolleranza e razzismo, sempre più numerosi nel nostro paese.

Come le altre organizzazioni promotrici, AI diffonderà il messaggio della campagna, sottolineando la necessità dell’apertura e del rispetto per l’altro. Prossimamente vi trasmetteremo il "manifesto della campagna", un documento su cui sarà possibile raccogliere adesioni di singole persone, che verranno consegnate al Presidente della Repubblica in occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato promossa dalle Nazioni Unite, il 20 giugno.

Riguardo invece ai rappresentanti istituzionali e i politici – sia locali sia nazionali – che vogliano prendere un impegno nel senso richiesto dalla campagna, potranno farlo sottoscrivendo una Carta di intenti, un impegno esplicito ad adoperarsi, nella loro attività, per “spezzare il corto circuito creato da paura, razzismo e xenofobia, evitando di creare allarmi ingiustificati e di far ricorso a pericolose generalizzazioni…”.

A loro volta, agli operatori della comunicazione verrà ricordato di attenersi alla Carta di Roma, codice deontologico che concerne richiedenti asilo, rifugiati, vittime della tratta e migranti, redatto dall’Ordine dei giornalisti e dalla Federazione nazionale della stampa italiana.

Nel corso della presentazione di mercoledì prossimo, verrà proiettato in anteprima lo spot radiotelevisivo realizzato da Mimmo Calopresti, che ne ha curato soggetto e regia e che interverrà insieme all’autore delle musiche Giancarlo Russo e agli attori Francesca Reggiani, Lello Arena, Salvatore Marino, Cumba Sall e Viorel Samuel Cirpaciu.

12 marzo 2009

Meno diritti, meno giustizia


control: alt! canc!

Campagna dell'organizzazione internazionale Reporter senza Frontiere: Cina in testa ma anche Australia e Corea del Sud esercitano un controllo rigido sulla comunicazione via web
Censura su Internet, rischio anche in Occidente
di Alessandro Oppes


Un tasto speciale, "ctrl", ovvero "control", riprodotto in maniera ossessiva su tutta la tastiera del computer. Reporter senza Frontiere presenta con questa immagine la nuova campagna contro la censura su Internet. Il "controllo" è quello totale e assoluto esercitato dai regimi dittatoriali sulle informazioni circolanti in rete. Ma, secondo quanto denuncia l'organizzazione internazionale per la difesa della libertà di stampa, anche alcuni paesi democratici hanno adottato misure preoccupanti.

Per questo Rsf, oltre a denunciare le gravissime violazioni della libertà da parte dei dodici "nemici di Internet" (Arabia Saudita, Birmania, Cina, Corea del Nord, Cuba, Egitto, Iran, Uzbekistan, Siria, Tunisia, Turkmenistan e Vietnam), ha deciso di mettere "sotto vigilanza" altri undici governi, nel timore che gli abusi si possano estendere in altre aree del mondo.

Le democrazie sotto osservazione sono quella australiana e la sud-coreana. Nel gennaio 2008, il Parlamento australiano ha esaminato un progetto di legge che esige che i provider di Internet creino sempre due collegamenti in ogni casa, uno per gli adulti e un altro per i bambini, entrambi sottomessi a un filtro rigido e segreto. Il progetto è considerato da Rsf come un grave attentato alla confidenzialità della corrispondenza privata, perché viene presentato in un momento in cui la legislazione contro il terrorismo permette già a un'agenzia indipendente del governo di intercettare qualunque messaggio e-mail sospetto e di compiere indagini sugli internauti anche in assenza di un'autorizzazione giudiziaria.

Anche in Corea del Sud, secondo Reporter senza Frontiere, sono state adottate misure "sproporzionate" per regolare l'acesso alla rete. Il 7 gennaio scorso è stato arrestato un blogger con l'accusa di aver messo in pericolo "gli scambi economici sui mercati", così come "la credibilità della nazione" con la pubblicazione di alcuni articoli su uno dei forum di dibattito più importanti del paese.

Attualmente, denuncia l'organizzazione per la libertà di stampa, nel mondo ci sono 69 ciberdissidenti in carcere: in vetta alla lista nera, ancora una volta, la Cina, seguita da Vietnam e Iran. I dodici paesi indicati come "nemici di Internet" secondo Rsf hanno trasformato le loro reti in Intranet, impedendo agli internauti di accedere a quelle informazioni che i governi considerano "indesiderabili". Oltre a censurare, i regimi dimostrano anche grande efficacia nella repressione, spesso giustificata con la necessità di difendere la "sicurezza nazionale".

Accusate di aver collaborato spesso con i regimi censori - anche loro malgrado, per le fortissime pressioni dei governi - alcune delle grandi imprese globali di Internet hanno reagito con coraggio nei mesi scorsi: Google, Yahoo e Microsoft hanno aderito alla fine del 2008 ai principi del "Global Network Initiative", affermando pubblicamente la volontà di rispettare la libertà di espressione dei loro clienti in tutto il mondo. Una dichiarazione di principio che si spera possa diventare realtà. Per questo nei giorni scorsi Rsf ha lanciato insieme ad Amnesty International un appello ai direttori generali delle tre compagnie, chiedendo che oggi, giornata mondiale contro la cyber-censura, diano un segnale forte a difesa della libertà d'espressione.

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12 MARZO 2009
GIORNATA MONDIALE CONTRO LA CYBERCENSURA
http://www.rsf.org/
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Le prove, il culo e la virtù della vanga

11 marzo 2009

Mimose di strada

COMUNICATO STAMPA
Noi l'8 marzo lo festeggiamo così
L'otto marzo, tradizionalmente giorno di festa della donna, è una ricorrenza fortunata per Fiori di Strada. Come lo scorso anno, lo ricorderà chi ci segue da più tempo, gli operatori hanno potuto festeggiarla contribuendo a liberare due ragazze e a far arrestare i loro aguzzini. Complice anche la felice ricorrenza, abbiamo deciso di condividere la nostra esperienza.
La notte il 6 e 7 marzo 2009, i nostri operatori sono riusciti ad incontrare Maria (nome di fantasia), una ragazza bulgara mai avvistata in precedenza. Grazie alla collaborazione con il Reparto Sicurezza della Polizia Municipale di Bologna, sono riusciti a prenderla e a portarla via dalla strada. Dopo una notte insonne, Maria è riuscita a fornire le indicazioni utili per trovare Giulia, una sua connazionale tenuta in ostaggio dai suoi stessi sfruttatori: la notte successiva gli operatori di Fiori di Strada, congiuntamente agli uomini del Comando dei Carabinieri di San Lazzaro, sono riusciti a portare in salvo anche lei.
Subito dopo inoltre, Fiori di strada ha collaborato con lo stesso Comando dei Carabinieri, che hanno provveduto all'arresto del gruppo di sfruttatori delle due ragazze: un italiano e tre bulgari, che vista la mala parata stavano abbandonando in fretta l'Italia e sono stati fermati ad Ancona mentre erano pronti ad imbarcarsi.
Maria e Giulia, dopo la fuga dai loro aguzzini, erano terrorizzate, piangevano soventemente pensando ai figli lontani e ad ogni angolo di muro o a ogni passaggio di macchina si irrigidivano perché temevano di rivedere i loro sfruttatori. Tuttora continuano a chiedere se davvero non saranno rimandate in strada perché non riescono a credere di essere davvero libere.
Non possiamo fare a meno di pensare che la liberazione di Maria e Giulia, e l'arresto dei loro sfruttatori, sia il regalo migliore che i nostri operatori potevano fare a tutte le donne.

Fiori di Strada Associazione Onlus
Casella postale 2138 - 40137- Bologna
Emergenze 24 ore 392.900.800.1
Uffici 392.900.800.2 Fax 051.97.111.61
info@fioridistrada.it
www.fioridistrada.it

10 marzo 2009

Dichiarazione d'amore


"UNA DICHIARAZIONE D’AMORE PER I DIRITTI UMANI".

ALESSANDRO GASSMAN TESTIMONIAL DELLA CAMPAGNA PER DESTINARE IL 5 X 1000 AD AMNESTY INTERNATIONAL

Alessandro Gassman e' il testimonial della campagna per destinare il 5x1000 ad Amnesty International e alle sue attivita in favore dei diritti umani. Il 5x1000 e' uno strumento di autofinanziamento fondamentale per
Amnesty International che, per mantenere la propria voce indipendente, non accetta alcun tipo di finanziamento da parte dei governi.
La campagna di comunicazione, prodotta dall’agenzia ZowArt di Roma, prevede un annuncio stampa che sara pubblicato gratuitamente su mensili, settimanali e quotidiani; uno spot radiofonico che verra diffuso a livello
nazionale e locale attraverso il circuito Area; un banner che sarà veicolato attraverso portali e circuiti web durante tutti i mesi "caldi" della campagna.
Infine Amnesty International ha realizzato un sito apposito per la campagna, raggiungibile dall’url:
www.amnesty.it/5per1000.
"Anche quest’anno ho deciso di destinare il mio 5x1000 ad Amnesty International. Scegliere Amnesty significa sostenere la lotta contro le violazioni dei diritti umani nel mondo. Trasforma anche tu la
dichiarazione dei redditi in una dichiarazione d’amore" – afferma Alessandro Gassman nello spot radiofonico.
Alessandro Gassman, testimonial di Amnesty International dal 2007, e' attualmente in scena al Teatro Eliseo di Roma con lo spettacolo "La parola ai giurati", patrocinato dall’associazione per i diritti umani.


Ulteriori informazioni
Amnesty International e' un’organizzazione non governativa indipendente, una comunita globale di difensori dei diritti umani, fondata nel 1961 dall’avvocato inglese Peter Benenson, che lancio' una campagna per
l’amnistia in favore dei prigionieri di coscienza di tutto il mondo. Conta attualmente due milioni e duecentomila soci, sostenitori e donatori in piu' di 150 paesi. La Sezione Italiana di Amnesty International,
costituitasi nel 1975, conta oltre 80.000 soci.
La visione di Amnesty International e' quella di un mondo dove i diritti sanciti dalla Dichiarazione universale dei diritti umani e dagli altri documenti sulla protezione internazionale siano riconosciuti, garantiti e
tutelati. Nel perseguimento di questa visione, la missione di Amnesty International e' di svolgere attivita di ricerca e azione finalizzate a prevenire ed eliminare gravi violazioni di tali diritti.
Nei moduli della Dichiarazione dei redditi (730, Unico e CUD) e' possibile devolvere il 5x1000 del gettito Irpef alle Onlus: basta firmare nella casella 'Sostegno delle organizzazioni non lucrative di utilita sociale,
delle associazioni di promozione sociale, ecc..'.e scrivere nell’apposito spazio il codice fiscale della Onlus scelta.
Il codice fiscale di Amnesty International e' 03031110582.

FINE DEL COMUNICATO Roma, 10 marzo 2009

Maledizione

Non ti chiamo mio, intendo bene che mai tu lo sei stato, e se una volta illusi l'anima con un mio simile pensiero, ora crudelmente sono punita. Eppure ti chiamo mio: mio seduttore, mio impostore, mio nemico, mio assassino, fonte della mia sventura, tomba della mia letizia, baratro della mia felicità. Io ti chiamo mio e mi dico tua, e se queste parole lusingarono una volta il tuo orgoglio prostrato alla mia adorazione, suonino oggi come una maledizione contro di te, una maledizione per tutta l'eternità. Non compiacerti al pensiero che sia mia intenzione d'inseguirti o di armare la mia mano con un pugnale, per meritare così il tuo scherno! Ovunque tu fuggirai, io rimarrò sempre tua. Ama cento altre donne, io rimarrò sempre tua; sì, nell'ora della morte sarò ancora tua. Le parole stesse che adopero contro di te, ti provino che io sono tua. Tu hai ardito ingannare una creatura fino al punto di divenire tutto per essa, fino al punto che non avrei desiderata altra gioia che d'essere tua schiava. Io sono tua, tua, tua: la tua maledizione.
Tua Cordelia

Soren Kierkegaard, Diario del seduttore, RCS, Milano 2005

Fuck the pain away

09 marzo 2009

basta Colpire duro

AMNESTY INTERNATIONAL CHIEDE ALLE AUTORITA' CINESI DI 'APRIRE IL TIBET'

Amnesty International ha chiesto oggi al governo cinese di consentire l’ingresso in Tibet agli osservatori sui diritti umani e ai giornalisti e di porre fine alla campagna "Colpire duro", lanciata in vista delle proteste per il 50° anniversario della fallita rivolta del 1959.
L’organizzazione per i diritti umani ha sottolineato che le crescenti misure di sicurezza poste in essere dalle autorita' cinesi rischiano di esacerbare una situazione gia' tesa.
"Misure estreme di sicurezza possono solo aumentare la tensione e causare ulteriori violazioni dei diritti umani" – ha dichiarato Roseann Rife, vicedirettrice del Programma Asia – Pacifico di Amnesty International.
Negli ultimi 12 mesi il controllo sulle informazioni provenienti dal Tibet e' stato rigido. I giornalisti stranieri hanno potuto visitare la regione solo in visite guidate di gruppo organizzate dal governo, mentre agli
osservatori dell’Onu sui diritti umani l’accesso e' stato negato del tutto.
Nonostante la chiusura della regione e il recente aumento della presenza militare, Amnesty International sta ricevendo segnalazioni di violazioni dei diritti umani ai danni della popolazione tibetana: detenzioni e
arresti arbitrari, prolungati periodi di carcere, negazione del diritto di espressione, associazione e riunione nonche' del diritto dei tibetani di preservare cultura, linguaggio e religione.
"Le autorita' cinesi devono immediatamente ‘aprire il Tibet’, consentire l’ingresso agli osservatori sui diritti umani e alla stampa internazionale e invitare gli esperti dell’Onu sui diritti umani a visitare la regione" –
ha affermato Rife.
In un "libro bianco" diffuso un mese fa, il governo di Pechino ha sostenuto che tutte le proteste degli ultimi mesi non sarebbero altro che tentativi, da parte di forze anti-cinesi occidentali, di provocare
disordini e di sostenere la "cricca del Dalai Lama", con l’obiettivo di ostacolare e dividere la Cina.
"Se questa e' la loro posizione, significa che le autorita' cinesi non riescono a riconoscere la profondita' del radicato risentimento della popolazione tibetana" – ha concluso Rife.
Ulteriori informazioni
Negli ultimi 12 mesi contadini, nomadi, studenti, operai e intellettuali si sono uniti alle proteste dei monaci e delle monache contro le crescenti violazioni dei diritti umani, l’intensificazione della campagna di
"educazione patriottica" e la repressione.
Le autorita' cinesi continuano a descrivere le proteste come episodi isolati animati da intenti separatisti e che nulla hanno a che vedere coi diritti umani.

FINE DEL COMUNICATO Roma, 9 marzo 2009