18 agosto 2009
06 agosto 2009
Let it die
A heart of goldBut it lost it's prideBeautiful veins And bloodshot eyesI see your face In another lightWhy'd you have to go And let it dieWhy'd you have to goAnd let it dieWhy'd you have to goAnd let it dieIn too deepAnd out of timeWhy'd you have to goAnd let it dieA simple manAnd his blushing bride(Why'd you have to go)(And let it die)IntravenousIntertwined(Why'd you have to go)(And let it die)Hearts gone coldYour hands were tied(Why'd you have to go)(And let it die)Why'd you have to goAnd let it die(Why'd you have to go)(And let it die)Why'd you have to goAnd let it dieIn too deepAnd out of timeWhy'd you have to goAnd let it dieDo you ever think of meYou're so considerateDid you ever think of meOh so considerateIn too deepAnd lost in timeWhy'd you have to goAnd let it dieBeautiful veins And bloodshot eyesWhy'd you have to goAnd let it dieHearts gone coldAnd hands are tiedWhy'd you have to goAnd let it dieWhy'd you have to goAnd let it dieDo you ever think of meYou're so considerateDid you think of meOh so considerateIn too deepAnd lost in timeWhy'd you have to goAnd let it dieBeautiful veinsAnd bloodshot eyesWhy'd you have to goAnd let it dieHearts gone cold And hands are tiedWhy'd you have to goAnd let it dieWhy'd you have to goAnd let this dieWhy'd you have to goAnd let this dieWhy'd you have to goAnd let this dieWhy'd you have to goAnd let this dieWhy'd you have to goAnd let it die
Vai Mwai!
AMNESTY INTERNATIONAL APPREZZA LA COMMUTAZIONE DI OLTRE 4000 CONDANNE A MORTE IN KENYA
Amnesty International ha apprezzato la decisione delle autorita' del Kenya
di commutare in ergastolo oltre 4000 condanne a morte.
In una dichiarazione trasmessa dalla radio di stato, la Kenya Broadcasting
Corporation, il presidente Mwai Kibaki ha affermato che 'la prolungata
permanenza nel braccio della morte provoca angoscia e sofferenza non
necessarie, traumi psicologici e ansia e puo' costituire un trattamento
inumano'. Il presidente Kibaki ha inoltre chiesto al governo di avviare
uno studio per determinare se la pena di morte abbia o meno avuto
efficacia nella lotta contro il crimine, precisando peraltro che questa
commutazione di massa non significa che la pena di morte verra' abolita.
La pena di morte in Kenya e' prevista per i reati di rapina a mano armata
e omicidio. Nel paese non si registrano esecuzioni da 22 anni.
'Queste commutazioni rappresentano un passo avanti per i diritti umani in
Kenya' – ha dichiarato Piers Bannister, esperto di Amnesty International
sulla pena di morte. 'Ora auspichiamo che lo studio sollecitato dal
presidente dimostrera' che la pena di morte non ha alcun particolare
potere deterrente, brutalizza le societa' in cui e' imposta ed e' spesso
inflitta nei confronti di innocenti'.
'E' il momento che il Kenya si aggiunga a quella maggioranza di paesi,
attualmente 139, che hanno abolito la pena di morte per legge o nella
pratica' – ha concluso Bannister.
Roma, 5 agosto 2009
Un mese al confine
L’osservatorio sulle vittime dell’emigrazione FORTRESS EUROPE
(vincitore della Coppa Invisibili ai Mondiali Antirazzisti 2009)
http://fortresseurope.blogspot.com
presenta
UN MESE AL CONFINE. LUGLIO 2009
Il bollettino
Quattordici le vittime a luglio in Egitto, Grecia, Turchia e Spagna. La polizia egiziana torna a sparare sul confine con Israele: tre morti ammazzati, tra cui due rifugiati somali
L’inchiesta
Lavori forzati e torture per gli eritrei deportati dalla LibiaEcco che cosa rischiano gli eritrei respinti dall'Italia in questi giorni. Parlano tre esuli fuggiti dal campo di lavoro di Gel'alo. Arrestati sulla rotta per Lampedusa nel 2004, furono rimpatriati da Tripoli su un volo pagato dall'ItaliaVIDEO Eritrea: voices of tortureEritrea: le speranze dell'indipendenza tradite dalla repressioneService for life: il rapporto di Human Rights Watch Respingimenti: già 1.136 emigranti rispediti in Libia
L'Acnur incontra gli eritrei respinti e accusa l'Italia
Vittime di tratta tra i respinti in Libia. Parlano le donne nigeriane
Adescate tra i ceti poveri e costrette a pagare 40.000 euro di riscatto per tornare libere. Sono migliaia le ragazze nigeriane costrette a prostituirsi dal crimine organizzato. In tante sono arrivate via mare. L’Italia respinge anche loro
Sangue a Igoumenitsa: muore kurdo pestato dalla poliziaArivan Abdullah Osman aveva 29 anni. Fuggiva dal Kurdistan iraqeno. Viaggiava senza documenti. A Igoumenitsa doveva nascondersi sotto un camion pronto a imbarcarsi per l'Italia. La polizia l'ha ucciso di botte
America! Dal Corno d'Africa al Messico sognando gli StatesNon c'è soltanto l'Europa. In un mondo dove viaggiare è sempre più facile, emigranti e rifugiati africani guardano l'America come la nuova terra promessa. Eritrei, etiopi, nigeriani. Compiono viaggi epici attraverso la frontiera messicana e il mare dei Caraibi
Uccise migrante in mare, 12 anni di carcere a un pescatoreSanwà giaceva sul ponte implorando aiuto con un filo di voce, mentre il comandante gridava: “Qua passiamo tutti dei guai!”. Pochi minuti dopo i marinai udirono il tonfo. Qualche disperata bracciata e l'uomo scompariva per sempre, trascinato a fondo dai vestiti ammollati
Ospitavano due badanti, casa sotto sequestroÈ successo ad Arcevia, nelle Marche. Una donna di 83 anni e il figlio di 61 sono stati denunciati per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. Questa e tante altre notizie nella nuova sezione “Brevi dalla frontiera”
Lettera degli eritrei a Tripoli. Siamo torturati in LibiaDopo la denuncia del respingimento del primo luglio, ci scrive di nuovo la comunità eritrea della capitale libica. Sotto anonimato, per motivi di sicurezza. Drammatica la situazione nei campi libici. Violenze e soprusi che ricordano quelli del regime da cui sono fuggiti
The Northern Jungle. Reportage da Londra e CalaisSplendido documentario di Vincent Nguyen e Sebastien Desbordes. Parlano i rifugiati eritrei, i camionisti, i contrabbandieri, e i volontari. Intanto a Calais, come a Patrasso, la polizia attacca i rifugiatiPer approfondimenti, scarica il rapporto La loi de la jungle
Patrasso: la polizia rade al suolo il campo degli afganiBulldozer nella baraccopoli dei rifugiati data alle fiamme. Il video della BBC. Così si perdono le tracce dei 35 profughi che avevano fatto ricorso alla Cedu. Avevamo visitato il campo a maggio 2008. Le foto di come era prima. Le reazioni di Msf e Acnur. Il rapporto di Kinisi
05 agosto 2009
Blowing in the wind

Una giornata di festa per i bambini di Gaza. I piccoli rifugiati sono arrivati sulla spiaggia di Beit Lahiya, a pochi chilometri dal valico di Eretz, per lanciare tremila aquiloni. L'iniziativa, organizzata dalle agenzie dell'Onu in collaborazine con la Croce Rossa Internazionale e varie Ong che operano nella Striscia, mirava a stabilire un record da Guinness: il maggior numero di aquiloni fatti volare contemporaneamente. Per una volta, per gli abitanti della martoriata Gaza un primato positivo. Le foto sono di Aldo Soligno http://www.aldosoligno.com/
da http://mmedia.kataweb.it/
How many roads must a man walk down
Before you call him a man?
Yes, n how many seas must a white dove sail
Before she sleeps in the sand?
Yes, n how many times must the cannon balls fly
Before theyre forever banned?
The answer, my friend,
is blowin in the wind,
The answer is blowin in the wind.
How many times must a man look up
Before he can see the sky?
Yes, n how many ears must one man have
Before he can hear people cry?
Yes, n how many deaths will it take till he knows
That too many people have died?
The answer, my friend,
is blowin in the wind,
The answer is blowin in the wind.
How many years can a mountain exist
Before its washed to the sea?
Yes, n how many years can some people exist
Before theyre allowed to be free?
Yes, n how many times can a man turn his head,
Pretending he just doesnt see?
The answer, my friend,
is blowin in the wind,
The answer is blowin in the wind.
Froci e croci
"Froci a morte" e "Gli uffici bruceranno e voi morirete tutti". Sono alcune delle scritte, accompagnate da croci celtiche, comparse sui muri della sede del portale gay.it, a Ospedaletto, zona industriale di Pisa.
"Morirete tutti". È una delle scritte, vergata con la vernice spray, che i lavoratori del portale www.gay.it hanno trovato questa mattina ad Ospedaletto, zona artigianale di Pisa, sui muri della loro sede. Scritte ingiuriose come "Froci a morte" e minacce accompagnate da croci celtiche.
"In undici anni di attività e di convivenza con la città di Pisa - dice il direttore di gay.it, Alessio De Giorgi - non abbiamo mai avuto problemi né è mai accaduto nessun episodio omofobo come quello di stamani: in tanti anni, mai neppure uno scherzo, una minaccia, una scritta contro la nostra presenza storica in questa città che è sempre stata paladina dei diritti delle persone omosessuali. C'è solo da chiedersi se sia una coincidenza con l'inaugurazione del Festival gay che si apre dopodomani a Torre del Lago".
Le reazioni. Il sindaco di Pisa, Marco Filippeschi, esprime solidarietà all'azienda e parla di "un inqualificabile atto di violenza teppistica, ma anche politica, contro la comunità omosessuale,
che indichiamo alla opinione pubblica perché si unisca alla nostra condanna, mentre chiediamo con forza alle forze dell'ordine di individuare i responsabili".
Imma Battaglia, presidente di Di' Gay Project, scrive: "Ci aspettiamo in queste ore la massima
collaborazione dalle autorità di polizia per garantire sicurezza a Gay.it, allo svolgimento della manifestazione di Torre del Lago e alla comunità omosessuale".
E sulla vicenda interviene anche il circolo di cultura omosessuale Mario Mieli di Roma. Esprimiamo - si legge in una nota - la nostra totale solidarietà a gay.it e a tutto il suo staff. Questo ulteriore atto di intolleranza nei confronti della comunità lgbtq si inserisce in un clima di più generale minaccia alle persone gay, lesbiche e transessuali, complice l'assenza di una legislazione che le tuteli e che, proprio per questa mancanza di deterrenza legale, sfociano spesso in violenze fisiche".
Il portale www.gay.it registra mensilmente, in media, 700 mila contatti; nella sede di Ospedaletto lavorano circa 15 persone. Indaga la Digos.
(da www.repubblica.it 05 agosto 2009)
02 agosto 2009
Crimine d'odio
Le vittime sono un ragazzo e una ragazza. L'assalitore è riuscito a fuggire
Tel Aviv, assalto a circolo gay: uccise due persone, dodici feriti
TEL AVIV - Due giovani, un ragazzo e una ragazza, sono stati uccisi e altre dodici persone sono rimaste ferite in serata in seguito a un assalto compiuto da uno sconosciuto armato in un circolo gay nel centro di Tel Aviv. L'uomo, a volto coperto, ha fatto irruzione nel locale e da distanza ravvicinata ha aperto il fuoco in tutte le direzioni. Poi è riuscito a fuggire.
"Crediamo che sia un episodio di stampo essenzialmente criminale" ha detto il capo della polizia di Tel Aviv, Shahar Ayalon. L'ipotesi di un attentato palestinese non viene esclusa a priori, ma non sembra per ora quella più credibile. Implicitamente lo ha confermato lo stesso Ayalon quando, in risposta ad una domanda dei cronisti che chiedevano dettagli sulla caccia all'assalitore, ha precisato che i locali pubblici vicini non hanno avuto ordine di chiudere.
L'attacco è avvenuto nella sede dell'"Agudah", "Associazione israeliana per i diritti del singolo", dove si riuniscono membri della comunità glbt, al numero 28 di via Nachmani, nella zona centrale della città. Si tratta di un locale aperto da oltre 15 anni che offre accoglienza a giovani gay e lesbiche. Questi sono soliti incontrarsi più numerosi il sabato sera.
Il locale era molto affollato quando l'assassino, vestito di nero e con il volto coperto, ha fatto irruzione e ha aperto il fuoco con una mitraglietta Uzi. Le vittime sono un ragazzo e una ragazza molto giovani. I feriti sono almeno dodici, di cui quattro versano in gravi condizioni. Secondo alcune testimonianze, dopo l'attacco l'assalitore avrebbe cercato di raggiungere un altro locale per omosessuali, situato poco distante. Ma per ragioni ancora non accertate ha poi preferito dileguarsi.
Ha sparato senza dire nulla ma i responsabili dell'associazione hanno dichiarato che probabilmente si è trattato di un attacco mirato contro la comunità omosessuale, anche se minacce specifiche nei loro confronti non c'erano state. Hanno comunque lamentato i continui attacchi verbali fatti nei loro confronti dai rabbini ortodossi.
"Si tratta dell'attacco più grave nei confronti della comunità omosessuale" ha detto il parlamentare Nitzan Horowitz. Alcuni anni fa un ebreo integralista ferì a pugnalate, a Gerusalemme, tre partecipanti ad una Gay Parade. Nel centro di Tel Aviv si sono viste stasera scene di dolore miste a sorpresa. Molti hanno pensato agli anni bui dell'intifada armata, quando i kamikaze palestinese seminavano la morte nel centro della città. Ma stasera, a quanto pare, la morte è stata causata da un "crimine d'odio" e intolleranza, interno a Israele.
(1 agosto 2009)
01 agosto 2009
Di questo amore morirò
dal vivo, per la prima volta dopo trent'anni, è molto molto più bella...
E magari morirò
di tanto amore
magari no
chi lo può dire?
Un anno e più non è uno scherzo
può renderti diverso
un anno è la fotografia
di te stesso che vai via.
E lei è lei, non può cambiare
dolcissima e immortale
presto, dov'è la mia faccia più dura
che non veda che ho paura.
E mentre andrò dovrò pensare
tu non sei uomo da piegare
quante ne ho avute, quante ne ho volute
e poi dimenticate.
C'è chi mi odia per gli amori da un'ora
e chi mi cerca ancora
e non sa che avrei bisogno stasera
più che d'altro d'una preghiera
Perché so
perché lo so
Di tanto amore morirò
di questo amore morirò
avrò la faccia più dura
ma una parola e morirò
ha i suoi motivi la paura
dovrei saperlo già da un po'
Ehi come stai sapore amaro
di appuntamenti a cui mancavo
di pensieri sempre i più buoni
cancellati dalle intenzioni.
Estate di corsa temporali d'agosto
e poi cambiare ad ogni costo
ehi come stai, sapore amaro
di una fine sicura
perché so
perché lo so
Di tanto amore morirò
di questo amore morirò
avrò la faccia più dura
ma una parola e morirò
ha i suoi motivi la paura
dovrei saperlo già da un po'...
Ivano Fossati > La Mia Banda Suona Il Rock (1979) > Di Tanto Amore
31 luglio 2009
2 agosto
Se l'amore che avevo non sa più il mio nome
e qualche volta sogno perché voglio sognare
e nel sogno stringo i pugni
tengo fermo il respiro e sto ad ascoltare.
Qualche volta sono gli alberi d'Africa a chiamare
altre notti sono vele piegate a navigare.
Sono uomini e donne piroscafi e bandiere
viaggiatori viaggianti da salvare.
Delle città importanti mi ricordo Milano
livida e sprofondata per sua stessa mano.
E se l'amore che avevo non sa più il mio nome
E se l'amore che avevo non sa più il mio nome
Come i treni a vapore come i treni a vapore
di stazione in stazione di porta in porta
e di pioggia in pioggia
di dolore in dolore
il dolore passerà.
Come i treni a vapore
come i treni a vapore
il dolore passerà.
Io la sera mi addormento
e qualche volta sogno perché so sognare
e mi sogno i tamburi della banda che passa
o che dovrà passare.
Mi sogno la pioggia fredda e dritta sulle mani
i ragazzi della scuola che partono
già domani.
Mi sogno i sognatori che aspettano la primavera
o qualche altra primavera da aspettare ancora
fra un bicchiere di neve
e un caffè come si deve
quest'inverno passerà.
E se l'amore che avevo non sa più il mio nome
E se l'amore che avevo non sa più il mio nome
Come i treni a vapore come i treni a vapore
di stazione in stazione e di porta in porta
e di pioggia in pioggia
di dolore in dolore
il dolore passerà.
Ivano Fossati, I treni a vapore
29 luglio 2009
Coscienza
Nel corso di una cerimonia svoltasi oggi a Dublino, alla presenza del
gruppo rock irlandese U2, Amnesty International ha annunciato il
conferimento del premio 'Ambasciatore della coscienza' per l’anno 2009 ad
Aung San Suu Kyi. Gli U2, vincitori del premio negli anni passati, sono da
lungo tempo sostenitori della causa della leader birmana.
'Questo mese ricorre il ventesimo anniversario dell’arresto di Aung San
Suu Kyi. In questo lungo periodo, spesso denso di oscurita', Aung San Suu
Kyi e' rimasta un simbolo di speranza, coraggio e instancabile difesa dei
diritti umani, non solo del popolo di Myanmar ma di chiunque nel mondo' –
ha dichiarato Irene Khan, Segretaria generale di Amnesty International.
Vaclav Havel, premio Nobel per la pace e primo vincitore, nel 2003, del
premio 'Ambasciatore della coscienza' ha trasmesso il seguente messaggio:
'So, grazie alla mia stessa esperienza, che l’attenzione internazionale
puo', in una certa misura, proteggere da punizioni che altrimenti
verrebbero inflitte. Per questo, poco dopo essere stato eletto presidente,
candidai Aung San Suu Kyi al Nobel per la pace, che poi le venne
conferito. Dio solo sa cosa le sarebbe accaduto se la sua vicenda non
fosse stata tenuta alla ribalta come di nuovo accade oggi. Ringrazio
Amnesty International per la sua scelta e ammiro la solidarieta' che voi e
gli U2 state mostrando nei confronti di questa donna coraggiosa,
‘l’Ambasciatore della coscienza’ di ognuno di noi'.
Aung San Suu Kyi, leader della Lega nazionale per la democrazia, il
partito di opposizione di Myanmar, ha trascorso in stato di privazione
della liberta' 13 degli ultimi 20 anni, buona parte dei quali agli arresti
domiciliari. L’ultima ordinanza di arresti domiciliari avrebbe dovuto
scadere il 27 maggio di quest’anno, ma prima di quella data e' stata
arrestata e, il 18 maggio, sottoposta a processo, tuttora in corso, per
aver violato le norme sugli arresti domiciliari.
Oltre 2100 persone sono attualmente in carcere nel paese asiatico a causa delle loro idee. Amnesty International continua a chiedere che siano rilasciate.
Ulteriori informazioni
Il premio 'Ambasciatore della coscienza', giunto al suo sesto anno, e' un
riconoscimento all’eccezionale leadership e all’impegno nella lotta per
proteggere e promuovere i diritti umani. In passato, oltre agli U2, e'
stato conferito a Peter Gabriel, Nelson Mandela e Mary Robinson.
Ispirato da una poesia scritta per Amnesty International dal Nobel per la
letteratura Seamus Heaney, il premio intende promuovere l’azione
dell’organizzazione attraverso la vita, l’azione e l’esempio dei suoi
'Ambasciatori', che hanno fatto molto per sensibilizzare il mondo
attraverso la loro azione e l’esempio personale.
Roma, 27 luglio 2009
Circolare
Se è vero che il tempo è circolare, io aspetto che tornino i Led Zeppelin.
21 luglio 2009
20 luglio 2009
Otto anni fa
19 luglio 2009
Metodo Ponzio Pilato
"I francesi non hanno il bidet, ma hanno fatto la rivoluzione. Gli italiani una scelta l'hanno gia' fatta: la democrazia non gli interessa, preferiscono pulirsi il sedere."
Ascanio Celestini
Il razzismo è come il culo
"Il razzismo è come il culo: puoi vedere quello degli altri, ma non riesci mai a vedere il tuo."
Ascanio Celestini
18 luglio 2009
Liberi Nantes
“I Mondiali danno molto, ma non sono un mondo perfetto” dicono i Rude Boys della Sampdoria, ci sono molte tematiche e differenze di opinione, e la sfida è quella di “superare ogni tabù, per affrontare ogni tipo di problema con rispetto reciproco e nella convinzione di portare avanti le nostre lotte e rivendicazioni”, fanno eco i ragazzi di Luxembourg Against Racism. Nonostante le difficoltà incontrate quest’anno a causa del nubifragio che ha colpito la zona di Casalecchio di Reno e che ha allagato parte delle strutture, i Mondiali si sono ripresi, affrontando prontamente le emergenze e riorganizzando gli spazi della festa. Un intervento tempestivo realizzatosi anche grazie al Comune di Casalecchio e alla polisportiva Masi, che ha messo a disposizione le proprie strutture per accogliere chi aveva avuto delle difficoltà, ma soprattutto grazie allo spirito con cui i partecipanti hanno affrontato gli inevitabili disagi.
Domenica è stata la giornata conclusiva dei Mondiali Antirazziti, si sono disputate le finali del torneo di calcio, tutte ai rigori per motivi di tempo, e sono stati consegnati molti premi. Ai Mondiali non vengono premiati solo i vincitori “sul campo”, ma coloro che in un modo e nell’altro si sono distinti per la propria attività, fuori e dentro la manifestazione. La premiazione si è svolta nel pomeriggio, alla presenza dell’assessore allo Sport Piero Gasperini
La Coppa Amici è il premio dedicato agli amici dei Mondiali Antirazzisti, quelli che ci aiutano a realizzare la manifestazione. Da quest’anno si chiamerà Coppa Matteo Bagneresi in onore del tifoso del Parma scomparso l’anno scorso, che da sempre è stato a fianco alla manifestazione con impegno, gioia e passione. La coppa consegnata dai genitori di Matteo è andata ovviamente alle Barricate Parma 1922, che stanno portando avanti un progetto di cooperazione internazionale in ricordo di Bagna.
La Coppa Kilometri non poteva che andare alla squadra amazzonica Seleçao Brasileira proveniente da Belem, che ha anche animato i differenti spazi della festa con lezioni di danze tradizionali, workshop di costruzione di oggetti di carta pesta, dibattiti sui progetti di sport sociale sviluppati nel Parà e di promozione della cultura indigena.
La Coppa Fairplay è andata alla Polisportiva Zelig di Reggio Emilia, che sui campi ha sempre mantenuto un atteggiamento disponibile alla mediazione, da due anni inoltre partecipano all’iniziativa all’interno dell’Istituto di Pena Minorile il Pratello di Bologna.
La Coppa Ultrà va a tutti i gruppi ultras che per 5 giorni hanno gestito praticamente per 24 ore su 24 il Bar & Breakfast anche sotto il diluvio, riportando dentro i Mondiali i valori ultras, che sono stati uno degli elementi fondante di questa manifestazione. I ragazzi hanno idealmente dedicato la coppa a Bagna, consegnandola alle Barricate Parma.
La Coppa Kick Sexism è andata alla compagine della Republica Internationale di Leeds, per aver partecipato attivamente all’organizzazione di workshop sulle tematiche di genere (come quello sulla campagna white ribbon), per aver organizzato il torneo femminile e soprattutto per aver dimostrato con la loro presenza, come squadra mista, che il sessismo non riguarda solo le donne, ma tutti, uomini e donne.
La Coppa Piazza Antirazzista è stata assegnata alla squadra del sindacato tedesco DGB che ha portato moltissimo materiale illustrativo, partecipato attivamente ai diversi dibattiti.
La Coppa Invisibili va al sito web Fortress Europe (fortresseurope.blogspot.com), un blog che si occupa di censire tutti quelli che intraprendono un viaggio per arrivare in Europa e muoiono nei barconi o nei tir o spariscono senza lasciare tracce. Un premio simbolico che ovviamente è dedicato alle squadre che non hanno potuto partecipare come la rappresentativa di Rep. Dem. Congo e Gambia, per il visto negato, i collettivi studenteschi di Padova. Un premio che mira a restituire dignità a tutte le persone.
Nel torneo di calcio, che dai 32esimi si è giocato ai rigori, la vincitrice è stata l’Armata Rozza, seconda classificata Istoreco, terza classificata Zen Palermo.
Sabato si sono conclusi anche i tornei degli altri sport: il rugby ha disputato delle amichevoli “formative”, per insegnare i rudimenti del gioco, ma la coppa è stata assegnata a Celeste di Bologna, che si è voluta cimentare in uno sport considerato da molti ad appannaggio del mondo maschile. Il torneo di calcio femminile ha visto la vittoria di una squadra mista Peace Bologna, in finale contro il Bologna Five. Nel cricket la squadra del Calderara di Reno Cricket.
Il torneo di pallavolo (a cui hanno partecipato 16 squadre) ha visto nuovamente l’Armata Rozza prevalere sulla squadra XM24, mentre il torneo di basket che ha visto 32 compagini affrontarsi all’insegna del fairplay, ha decretato vincitori Sarà Dura No TAV.
I Mondiali Antirazzisti 2009 hanno visto la partecipazione di 5.000 persone.
Responsabilità
SENTENZE ALDROVANDI E SANDRI: DICHIARAZIONE DELLA SEZIONE ITALIANA DI
AMNESTY INTERNATIONAL
Le recenti sentenze riguardanti le uccisioni di Federico Aldrovandi e
Gabriele Sandri chiamano in causa la responsabilita' delle forze di
polizia italiane circa l'uso delle armi da fuoco e della forza.
Inserendosi in un contesto piu' ampio, caratterizzato dalla mancanza di un
organismo indipendente di monitoraggio sui diritti umani e sull'operato
delle forze di polizia, richiesto dagli standard internazionali e
sollecitato da tempo da Amnesty International, le due sentenze devono
interrogare le autorita' italiane in merito alla formazione e al
comportamento degli agenti di polizia e alla loro responsabilita' circa la
protezione delle persone.
Secondo Amnesty International, l’assunzione di responsabilita' per le
violazioni dei diritti umani commesse da pubblici ufficiali, comprese le
forze di polizia, dev’essere la norma. Le autorita' italiane devono dare
attuazione alle raccomandazioni degli organismi internazionali per
prevenire ulteriori tragici casi del genere.
Amnesty International ha seguito sin dall'inizio entrambe le vicende,
considerandole significative in relazione al tema dell'accertamento delle
responsabilita' delle forze di polizia per violazioni dei diritti umani.
L’organizzazione si esprimera' con maggiore dettaglio nel momento in cui
saranno note le motivazioni delle sentenze.
FINE DEL COMUNICATO Roma, 17 luglio 2009
17 luglio 2009
16 luglio 2009
13 luglio 2009
08 luglio 2009
09 giugno 2009
Boulevard nostalgia...
Ecco il capolavoro assoluto della dance di tutti i tempi:
La mia canzone preferita di quando avevo 10 anni:
... e la mia sigla preferita dello stesso periodo:
04 giugno 2009
19 giugno: Buon compleanno, Aung San Suu Kyi!
foto: Aung San Suu Kyi da giovane col marito Michael ArisCari amici e sostenitori,
Dal 27 maggio scorso Aung San Suu Kyi avrebbe dovuto respirare aria di libertà. Ma nessuno di noi se lo aspettava. In effetti non è più agli arresti domiciliari (dove si trova quasi continuativamente dal 1991), è passata (dal 14 maggio scorso) in ‘detenzione cautelare’ nella durissima prigione di Insein a Rangoon, in attesa di giudizio.
Come ogni anno in occasione del compleanno di Aung San Suu Kyi, che ricorre il 19 giugno vi esortiamo ad unirvi alla nostra petizione per richiedere la iberazione della leader della National League for Democracy e di oltre 2.000 prigionieri politici e monaci.
Vogliamo far sapere al Governo birmano che ASSK ed il popolo birmano non sono soli e che c'e' qualcuno che pensa a loro anche in Italia. Abbiamo bisogno del vostro aiuto per far si' che la campagna abbia l'effetto desiderato. Iniziate sin da ora a spedire lettere di protesta (aggiungete un vostro commento o augurio) e spedite il tutto all'Ambasciata birmana con sede a Roma:
Se preferite potete spedire una cartolina di auguri direttamente ad Aung San Suu Kyi (francobollo Asia 0,85 euro):
Margherita Bebi
Fantasie
Settimana 5-11 giugnoBilancia (23 settembre - 22 ottobre)
Il rapporto che hai con le tue fantasie è arrivato a un punto di svolta. Finora ti sei limitato a rimuginarci sopra malinconicamente. Ma non puoi più permetterti di rimandare la loro realizzazione a un mitico futuro. Se non vuoi che svaniscano in un limbo, dovrai impegnarti per far diventare realtà almeno una delle tue fantasie. Se ti metterai al lavoro, l’universo ti darà un grande aiuto.
Grazie, domani
ho comprato una pistola ad acqua piu' potente per i duelli col gatto
ho trovato delle fantastiche scarpette per il mio saggio di danza a soli 14 euro
per la terza volta in due giorni qualcuno mi ha detto "ma io ti ho gia' visto... oppure assomigli a qualcuno che conosco", me lo dicono continuamente e raramente corrisponde al vero,
il che significa che ho la faccia piu' comune della terra, ho una faccia piu' facciosa di charlie brown, ho la faccia-base
ho avuto per un minuto intero la ferma intenzione di rubare un melone alla coop perche' costava 3,22 euro ma poi ho rinunciato, e' difficile nascondere un melone
in tv c'e' la replica di una puntata vecchia dei Cesaroni e Blade Runner, io sono indecisa su cosa guardare e questo mi inquieta non poco
mi hanno pulito il vetro dell'auto per la milionesima volta, ho sbuffato "non ho soldi, me l'hanno gia' lavato ieri due volte", il ragazzo ha finito, ha sorriso, ha risposto "grazie, domani"
31 maggio 2009
Bologna busona
Interferenza

Interferenza queer nella campagna elettorale
Sono iniziati a comparire ieri, e già oggi se ne beccavano un po' dappertutto: "W Bologna Busona" recita a caratteri neri marcati su fondo fuxia il manifesto con cui il Cassero è intervenuto nella campagna elettorale bolognese. Un attacchinaggio selvaggio che ha colorato di rosa la città esprimendo il più goliardico degli auspici, rispolverando un verso della "Bologna" di Francesco Guccini:
Bologna è una strana signora, volgare matrona, Bologna bambina per bene, Bologna "busona", Bologna ombelico di tutto, mi spingi a un singhiozzo e ad un rutto, rimorso per quel che m' hai dato, che è quasi ricordo, e in odor di passato...
Busona è una parola del dialetto bolognese: al maschile può essere il più omofobo degli insulti, perchè il busone è il finocchio, il frocio. Ma busone vuole dire anche fortunato, che ha culo. E al femminile anche prostituta: giunonica, godereccia.
"Bologna Busona perchè è anche nostra - spiega Emiliano Zaino, presidente del Cassero - di una delle più grandi e attente e culturalmente prolifiche comunità di omosessuali in Italia terra che non riconosce ancora a migliaia di gay e di lesbiche i diritti civili fondamentali".
Il colpo d'occhio è straordinario. Ora vediamo che dice il cardinale...

da http://omoios.blogosfere.it
29 maggio 2009
Fortress Europe
Il leader libico Muammar Gheddafi visiterà l’Italia dal 10 al 12 giugno. Una tappa storica, che segna il riallineamento di Roma e Tripoli. Gheddafi parlerà di affari, ma anche e soprattutto di immigrazione, e di respingimenti in mare. Chi conosce quale destino attende gli emigranti e i rifugiati respinti al largo di Lampedusa e imprigionati nelle carceri libiche, non può rimanere indifferente e complice. Per questo invitiamo tutti a manifestare il proprio dissenso, per non rimanere indifferenti, e per essere migliori di chi ci rappresenta. Siamo tanti. Siamo molti di più di quanto possiate immaginare.
Siamo decine di migliaia di persone. Siamo una rete i cui nodi non si conoscono ancora, ma che in due anni ha sostenuto più di 350 iniziative e eventi in tutta Italia, quali la presentazione del libro “Mamadou va a morire” di Gabriele Del Grande (Fortress Europe), il film documentario “Come un uomo sulla terra” di Asinitas e Zalab, la commemorazione civile dei morti in mare alla Scuola di Italiano di Asinitas, l'esposizione dei manifesti 'luoghi comuni' nella rete di trasporti a Milano e tra breve a Roma, gli incontri formativi e di condivisione di iniziative da Torino a Trieste, da Milano a Napoli, da Trento a Palermo. Grazie a voi, sono state raccolte 7.000 firme in pochi mesi per chiedere una commissione parlamentare d’inchiesta sulle condizioni dei migranti in Libia. Grazie a voi, negli ultimi 20 giorni più di 30.000 persone hanno scaricato da Fortress Europe i reportage sulla Libia. Ma informarsi non basta. È arrivato il momento di fare di più.
Vi chiediamo di organizzare un evento nel periodo compreso tra il 10 giugno, data di arrivo di Gheddafi in Italia, e il 20 giugno, giornata mondiale del rifugiato. Scendete nelle strade, davanti alle Prefetture, raccogliete firme per la nostra petizione, distribuite il kit informativo che trovate sui nostri siti, organizzate proiezioni del documentario e dibattiti, coinvolgete gli emigrati e i rifugiati del vostro territorio. Per essere visibili, abbiamo bisogno di decine di iniziative, in tutta Italia, accomunate da un unico slogan: “IO NON RESPINGO”.
Penseremo noi a fare da ufficio stampa nazionale, voi comunicateci le adesioni e spediteci foto e video. Fare una grossa manifestazione a Roma è difficile. Farne cento in tutta Italia è più facile e può avere maggiore visibilità. Il governo italiano e quello libico devono sapere che esiste una massa critica, consapevole di quanto accade nei campi libici, che manifesta il proprio dissenso e chiede il rispetto del diritto internazionale, come già hanno fatto le Nazioni Unite, il Consiglio d'Europa, il Tavolo Asilo, la Cei.
Segnalate le adesioni a gabriele_delgrande@yahoo.it
Per le modalità di proiezione del film scrivete a: comeunuomosullaterra@zalab.org
Maggiori informazioni su
http://fortresseurope.blogspot.com
e
http://comeunuomosullaterra.blogspot.com
28 maggio 2009
Write the poem
Path
Go to your broken heart.
If you think you don’t have one, get one.
To get one, be sincere.
Learn sincerity of intent by letting
life enter, because you’re helpless, really,
to do otherwise.
Even as you try escaping, let it take you
and tear you open
like a letter sent
like a sentence inside
you’ve waited for all your life
though you’ve committed nothing.
Let it send you up.
Let it break you, heart.
Broken-heartedness is the beginning
of all real reception.
The ear of humility hears beyond the gates.
See the gates opening.
Feel your hands going akimbo on your hips,
your mouth opening like a womb
giving birth to your voice for the first time.
Go singing whirling into the glory
of being ecstatically simple.
Write the poem.
Cammino
Vai al tuo cuore infranto.
Se pensi di non averne uno, procuratelo.
Per procurartelo, sii sincero.
Impara la sincerità di intenti lasciando
entrare la vita, perché non puoi, davvero,
fare altrimenti.
Anche mentre cerchi di scappare, lascia che ti prenda
e ti laceri
come una lettera spedita
come una sentenza all’interno
che hai aspettato per tutta la vita
anche se non hai commesso nulla.
Lascia che ti spedisca.
Lascia che ti infranga, cuore.
L’avere il cuore infranto è l’inizio
di ogni vera accoglienza.
L’orecchio dell’umiltà ascolta oltre i cancelli.
Vedi i cancelli che si aprono.
Senti le tue mani sui tuoi fianchi,
la tua bocca che si apre come un utero
dando alla vita la tua voce per la prima volta.
Vai cantando volteggiando nella gloria
di essere estaticamente semplice.
Scrivi la poesia.
(2003)
Traduzione: Raffaella Marzano
da http://www.casadellapoesia.org



