23 maggio 2008

Nel giro giusto

I miei contatti son sempre gli stessi
potrò mai averne diversi
qualcuno che non sappia chi sono
se nella cassaforte io tengo dell'oro

fammi entrare per favore
nel tuo giro giusto...
ho bisogno di socializzare
di uscire dal mio guscio...

io devo uscire dalla mia alienazione
ti chiedo se mi fai promozione
fammi entrare per favore
nel tuo giro giusto...
ho bisogno di socializzare
di uscire dal mio guscio...

una buona parola per conoscere gli altri che
che mi sembrano sempre più felici di me

fammi entrare per favore
nel tuo giro giusto...
ho bisogno di socializzare
di uscire dal mio guscio...

se frequento te
è la volta giusta che
trovo uno spazio per me
se frequento te
se frequento te
è la volta giusta che
trovo uno spazio per me

fammi entrare per favore
nel tuo giro giusto...
ho bisogno di socializzare
di uscire dal mio guscio...

fammi entrare per favore
fammi entrare per favore
fammi entrare per favore
fammi entrare per favore
nel tuo giro giusto


Bugo, Nel giro giusto, da Contatti, 2008

:-D

fiatella

Chiusa in casa a lavorare. tempo brutto, tempo bello, tempo brutto. ancora tempo brutto.
delle volte ci si sente così soli e abbandonati che anche la zaffata di fiatella del proprio gatto diventa un piccolo conforto di calore e familiarità.
ma forse capita così anche con gli umani, fiatella compresa.
:-/

Bene, Bravo, Ban!

LE MONDE, Francia
http://www.lemonde.fr

La Birmania accetterà tutti gli aiuti. Il regime militare che governa la Birmania ha finalmente acconsentito a lasciar entrare gli aiuti umanitari e i soccorritori, qualunque sia la loro nazionalità. L'annuncio è stato dato dal segretario delle nazioni unite Ban Ki-Moon, dopo un incontro con il leader della giunta, il generale Than Shwe. Fino a oggi, il permesso di entrare era stato accordato solo ad alcuni team medici dei paesi vicini. Sono passate tre settimane da quando il ciclone Nargis ha colpitola regione del delta dell'Irrawaddy, lasciando più di 130mila tra morti e dispersi.

dalla rassegna stampa di Internazionale: www.internazionale.it

22 maggio 2008

I media rispettino il popolo Rom

APPELLO - 21 maggio 2008
Campagna "Giornalisti contro il Razzismo"

Negli ultimi giorni abbiamo assistito a una forte campagna politica e d'informazione riguardante il tema dell'immigrazione. Siamo rimasti molto impressionati per i toni e i contenuti di molti servizi giornalistici, riguardanti specialmente il popolo rom. Troppo spesso nei titoli, negli articoli, nei servizi i rom in quanto tali - come popolo - sono stati indicati come pericolosi, violenti, legati alla criminalità, fonte di problemi per la nostra società.

Purtroppo l'enfasi e le distorsioni di questo ultimo periodo sono solo l'epilogo di un processo che va avanti da anni, con il mondo dell'informazione e la politica inclini a offrire un caprio espiatorio al malessere italiano.

Singoli episodi di cronaca nera sono stati enfatizzati e attribuiti a un intero popolo; vecchi e assurdi stereotipi sono stati riproposti senza alcuno spirito critico e senza un'analisi reale dei fatti. Il popolo rom è storicamente soggetto, in tutta Europa, a discriminazione ed emarginazione, e il nostro paese è stato più volte criticato dagli organismi internazionali per la sua incapacità di tutelare la minoranza rom e di garantire a tutti i diritti civili sanciti dalla Costituzione italiana, dalla Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali e dalla Dichiarazione universale dei diritti umani.

Siamo molto preoccupati, perché i mezzi di informazione rischiano di svolgere un ruolo attivo nel fomentare diffidenza e xenofobia sia verso i rom sia verso gli stranieri residenti nel nostro paese. Alcuni lo stanno già facendo, a volte con modalità inquietanti che evocano le prime pagine dei quotidiani italiani degli anni Trenta, quando si costruiva il "nemico" - ebrei, zingari, dissidenti - preparando il terreno culturale che ha permesso le leggi razziali del 1938 e l'uccisione di centinaia di migliaia di rom nei campi di sterminio nazisti.

Invitiamo i colleghi giornalisti allo scrupoloso rispetto delle regole deontologiche e alla massima attenzione affinché non si ripetano episodi di discriminazione. Chiediamo all'Ordine dei giornalisti di rivolgere un analogo invito a tutta la categoria. Ai cittadini ricordiamo l'opportunità di segnalare alle redazioni e all'Ordine dei giornalisti ogni caso di xenofobia, discriminazione, incitamento all'odio razziale riscontrato nei media.

Promotori:
Lorenzo Guadagnucci, giornalista Firenze (3803906573)
Beatrice Montini, giornalista Firenze (3391618039)
Zenone Sovilla, giornalista Trento (3479305530)

Aderisci all'appello:
http://www.giornalismi.info/mediarom/

21 maggio 2008

Pacchetto pacco, ovvero perché dobbiamo sempre farci riconoscere?

COMUNICATO STAMPA - 21 maggio 2008

IL 'PACCHETTO SICUREZZA' RISCHIA DI MINACCIARE LE GARANZIE FONDAMENTALI IN MATERIA DI PROCEDURE D'ASILO

ROMA - L'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) esprime seria preoccupazione per l'eventuale introduzione, con l'approvazione da parte del Consiglio dei Ministri del cosiddetto 'pacchetto sicurezza', di alcune misure particolarmente restrittive per quanto concerne il diritto d'asilo.

Tra le modifiche alla legislazione vigente figurerebbe l'abolizione dell'effetto sospensivo del ricorso avanzato dal richiedente asilo che, in prima istanza, abbia ricevuto una decisione negativa alla sua domanda di protezione. Un richiedente asilo la cui domanda non è stata accolta dalla Commissione Territoriale competente potrebbe quindi essere espulso prima di avere la possibilità di presentare un ricorso o comunque prima che il tribunale competente si sia pronunciato. In tal modo, il ricorso perderebbe completamente la sua efficacia.

L'UNHCR ritiene che tale modifica alla legislazione italiana in materia d'asilo si porrebbe in netto contrasto con uno dei princìpi fondamentali del diritto, nonché con quanto stabilito dall'articolo 13 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali, ove si enuncia che 'ogni persona [*] ha diritto ad un ricorso effettivo davanti ad un'istanza nazionale'. La direttiva comunitaria sulla procedura di asilo, inoltre, definisce la possibilità di un 'rimedio effettivo dinanzi a un giudice' come 'principio fondamentale del diritto comunitario'.

Una decisione errata in prima istanza può comportare conseguenze gravi ed irreparabili per il richiedente asilo espulso nel suo paese d'origine. L'Alto Commissariato chiede quindi al Governo italiano di riconsiderare le restrizioni introdotte nel 'pacchetto sicurezza' concernenti l'effetto sospensivo del ricorso. I richiedenti asilo, prima di essere eventualmente espulsi o respinti, dovrebbero poter avere accesso ad un ricorso efficace, come previsto dal diritto europeo ed internazionale.
---
Per ulteriori informazioni:
Ufficio stampa -- 06 80212318 -- 06 80212315
Portavoce: Laura Boldrini -- 06 80212315 -- 335 5403194
www.unhcr.it

20 maggio 2008

discriminazione

Prima di tutto vennero a prendere gli zingari e fui contento perché rubacchiavano.



Poi vennero a prendere gli ebrei e stetti zitto perché mi stavano antipatici.



Poi vennero a prendere gli omosessuali e fui sollevato perché mi erano fastidiosi.



Poi vennero a prendere i comunisti ed io non dissi niente perché non ero comunista.



Un giorno vennero a prendere me e non c'era rimasto nessuno a protestare.



Bertolt Brecht



grazie a Maurinho per avermi mandato questa mail

nel frattempo ha smesso di piovere... :-)

umore umido

oggi qui piove, piove e piove, con la caparbietà degli stupidi.
i miei fiori sono fradici.
la mia anima si arruffa.

19 maggio 2008

balconi


Mi sento solo
solo
come quei balconi
con le tapparelle abbassate
abbandonati
dove la pioggia cade
la sabbia si posa
si posa la polvere

e che se avessero voce
li sentiresti
invocare gli uccelli
se avessero mani li vedresti
disegnarsi gerani e azalee

aspetto come loro
qualcuno che mi riapra:

pavimento da calpestare
veicolo di luce
altro
non so immaginare



versi: Piermario Giovannone, da Austro e Favonio, Genesi Editrice, Torino 1994

rivoluzioni

Appoggiati con i gomiti al terrazzo, come Linus e Charlie Brown, considerazioni filosofiche ed esistenziali avvolte da nuvole di fumo di citronella, sotto una pioggerella strafottente...

Dammi retta: per noi disordinati, la vera rivoluzione è buttare via!

LA VERA RIVOLUZIONE E' BUTTARE VIA

Tattoo 1


primo possibile tatuaggio, solo i fiori ovviamente...
orgogliosamente autorizzata dall'artista! :-))))

17 maggio 2008

Stamp!


Giornata mondiale contro l'omofobia

IV Giornata mondiale contro l'omofobia
17 maggio 2008

Nata su iniziativa di Louis-Georges Tin curatore del Dictionnaire de l’homophobie (Presses Universitaires de France, 2003), si celebra il 17 maggio la Giornata mondiale contro l'omofobia.

Sono più di 40 le nazioni che aderiscono con varie iniziative alla giornata contro l'omofobia, e lo scorso anno il supporto è arrivato anche dal Parlamento europeo con una Risoluzione sull'omofobia in Europa.

Anche quest'anno prosegue la campagna di sensibilizzazione delle istituzioni (Comuni, Province e Regioni) affinché approvino un ordine del giorno contro l'omofobia [...]

da www.omofobia.it

16 maggio 2008

f(e)elin(g)s...


Sono proprio una gattara... ieri sera a casa di amici ho fatto amicizia con un nerettino delizioso di nome Maigret. E' stato un colpo di fulmine, fusa e comprensione reciproca al primo sguardo!

:-)
Maigret: da Raffaella e Sergio
illustrazione: da www.danielegneus.com

Amnesty Bologna cerca attivisti e attiviste

Care amiche e cari amici,
il gruppo Amnesty di Bologna cerca attivisti e attiviste!

Per cominciare potreste unirvi a noi
come attivisti e attiviste per un giorno in occasione delle
Giornate dell'Attivismo di Amnesty International
Noi saremo presenti con il tavolino di raccolta firme e fotografie
sabato 24 maggio,
dalle ore 18 in avanti
a Villa Serena - via della Barca 1, Bologna

nell'ambito dell'iniziativa VIVA BRASIL DAY
che sarà animata da musica dal vivo, cucina tipica,
esposizione opere grafiche, video e molto altro.

Poi cerchiamo persone interessate a darci una mano per il
Centro di Documentazione sui Diritti Umani,
inaugurato il 19 aprile scorso, e che vorremmo tenere aperto in altre giornate oltre al sabato pomeriggio.

Per darci la vostra adesione/disponibilità scriveteci
all'indirizzo gr019@amnesty.it , lasciandoci il vostro nome
e recapito telefonico, e indicando a quale attività siete interessati/e.

Anche un piccolo contributo fa una grande differenza, quindi vi aspettiamo!
- -
Gruppo Amnesty di Bologna
via Irma Bandiera 1/5 - 40133 BO
tel 051 434384 - fax 051 6145363
mail: gr019@amnesty.it
web: www.amnestybologna.it
riunioni tutti i martedì alle 21

Krazy Kat and Ignatz Mouse



Who the hell is ? He is a comic strip character, created in 1910 by George Herriman. The comic was named "Krazy Kat" and was first published with this name on 1913. It ran until 1944, when its author died.

The story is quite simple. There's three main characters, "Krazy", a cat (We'll never know if it's a male or a female), "Ignatz", a mouse and "Pupp" a dog who is also the Sheriff.

Krazy is in love with Ignatz, which hates him and spend most of his time to throw a brick onto Krazy's head.

For Krazy's point of view, this brick-throwing thing is just a manifestation of Ignatz's love for him/her.
Offisser Pupp is in love with Krazy and spend the most of his time sending Ignatz to jail, because he can't stand seeing him throwing bricks at Krazy's head. All of this crazy things happens in the Coconino county, which is inspired from the Arizona's deserts, but a lot more funny.

Not very promising hmmm ?

Just add to all that stuff some fantasy, some poetry, a wonderful and somewhat surrealistic drawing, shake a lot, powder with some of Herriman's special recipe, and the magic is here.

March with pride to end prejudice

AMNESTY INTERNATIONAL PRESS RELEASE
15 May 2008

Europe: Lesbians and gay men march with pride to end prejudice

Amnesty International calls on governments in Europe to secure the right of lesbian, gay, bisexual, and transgender people to celebrate their identity at a series of pride marches and other public events that take place each year between April and November.

“Equality before the law with no discrimination is the message that gay rights activists take to the streets. Yet more often than not they are prevented from doing so in safety,” said Nicola Duckworth, Europe and Central Asia Programme Director at Amnesty International.

In a number of countries, mainly in Eastern Europe, participants in pride events too often face threats and official hostility even before they march. They are jeered, spat at, and pummelled with bottles, eggs, excrement, and fists by protesters, sometimes while police look on.

On 11 May, 60 would-be participants sought to travel to the Moldovan capital in defiance of a ban a pride march – the sixth time such a ban had been imposed. There, at least three times as many protesters surrounded their bus, forced open the doors, and seized their banners and flags while police watched from half a dozen patrol cars parked nearby.

Even the Eurovision Song Contest to be held on 20-24 May in Belgrade is not safe from anti-gay protesters. In Serbia, where safety concerns have prevented the Gay-Straight Alliance from organizing a pride event, an extremist group has threatened violence against anyone they perceive as lesbian or gay at the event. In a number of East European countries, some events are banned outright, in violation of international law.

Authorities breach their obligations claiming security concerns and the violation of what they perceive as spiritual and moral values.

Amnesty International is campaigning for the rights of lesbian, gay, bisexual and transgender people to be free from physical and verbal attacks and threats; free to assemble and organise events; and adequately protected by law enforcement officials.

At the end of this month for the second year running, Amnesty International activists from over 20 countries will take part in Riga’s pride march to display international support and solidarity.

The march will be a test of how far respect for equality extends. “Regardless of the obstacles thrown in their way, lesbian and gay activists are claiming their human rights. It is the duty of governments to deliver on their obligations,” Nicola Duckworth said.

Public Document

****************************************
For more information please call Amnesty International's press office in London, UK, on +44 20 7413 5566 or email: press@amnesty.org
International Secretariat, Amnesty International, 1 Easton St., London WC1X 0DW, UK www.amnesty.org

L'oroscopo di Rob Brezsny 16/23 maggio 2008


Bilancia (23 settembre - 22 ottobre)


'Caro Rob, sono Bilancia da una vita e rimango sempre sconcertato quando sento dire che le Bilance non sanno prendere decisioni. Secondo la mia esperienza personale, invece, siamo esperti di completezza. Ci sforziamo sempre di rispettare il punto di vista degli altri e quando prendiamo una decisione cerchiamo di tenere conto di tutte le informazioni disponibili, anche se sono in contrasto con la nostra visione delle cose. So bene che la fretta e la velocità dominano la nostra cultura: la maggior parte delle persone è stata contagiata dall'idea che ‘se una cosa non si può fare subito, non è interessante'. Da questo punto di vista le Bilance possono sembrare esitanti e incerte. In realtà siamo riflessive e giudiziose. Ti prego, aiutami a sfatare questo luogo comune'.–Bilancia Oculata


Cara Oculata, le tue osservazioni sono giuste. Le riferirò ai lettori della Bilancia, perché è fondamentale che nei prossimi giorni non siano fraintesi.

14 maggio 2008

saggio di danza



... farò del mio meglio...

:-/ :-)

Pictures of you


I've been looking so long
at these pictures of you
That I almost believe that they're real
I've been living so long
with my pictures of you
That I almost believe
that the pictures are
All I can feel

Remembering
You standing quiet in the rain
As I ran to your heart to be near
And we kissed as the sky fell in
Holding you close
How I always held close in your fear

Remembering
You running soft through the night
You were bigger and brighter
and wider than snow
And screamed at the make-believe
Screamed at the sky
And you finally found all your courage
To let it all go

Remembering
You fallen into my arms
Crying for the death of your heart
You were stone white
So delicate
Lost in the cold
You were always so lost in the dark

Remembering
You how you used to be
Slow drowned
You were angels
So much more than everything
Hold for the last time
then slip away quietly
Open my eyes
But I never see anything

If only I'd thought of the right words
I could have held on to your heart
If only I'd thought of the right words
I wouldn't be breaking apart
All my pictures of you

Looking so long
at these pictures of you
But I never hold on to your heart
Looking so long
for the words to be true
But always just breaking apart
My pictures of you

There was nothing in the world
That I ever wanted more
Than to feel you deep in my heart
There was nothing in the world
That I ever wanted more
Than to never feel the breaking apart
All my pictures of you


The Cure, Pictures of you, da Disintegration

13 maggio 2008

It takes courage to love

Eleanor Roosevelt with Fala


Ho cominciato a studiare gli scritti di Eleanor Roosevelt, madrina della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, e sto scoprendo una personalità sorprendente.



(1 April 1939)



It takes courage to love, but pain through love is the purifying fire which those who love generously know. We all know people who are so much afraid of pain that they shut themselves up like clams in a shell and, giving out nothing, receive nothing and therefore shrink until life is a mere living death.




Eleanor Roosevelt, da My Day (1935 - 1962)




fonte testo e immagine: wikipedia

12 maggio 2008

Quella notte alla Diaz - Il G8 diventa un fumetto


DOSSIER GENOVA G8
IL RAPPORTO ILLUSTRATO DELLA PROCURA DI GENOVA
SUI FATTI DELLA SCUOLA DIAZ
Gloria Bardi - Gabriele Gamberini
Collezione Cronaca Storica
www.beccogiallo.it


E' uscita la prima ricostruzione "a strisce" degli avvenimenti di Genova del 21 luglio 2001. Il testo riporta fedelmente il rapporto della Procura e contiene ricostruzioni e interrogatori.

CONCITA DE GREGORIO
La Repubblica - Genova - 10 / 5 / 2008

Piu' di un film, più di un racconto. Il fumetto ha questo, di più: riproduce la realtà nella forma dell´immaginazione. La rispetta, però lascia a chi legge il compito di indovinare il movimento, i suoni, i colori, la velocità dell´azione. Costringe chi lo legge ad entrarci dentro: impegna le emozioni in un lavoro personale e privato. Ti apre laporta nella forma elementare di un disegno, quelli che grezzi tutti facevamo da bambini: avanti c´è posto, vieni pure anche tu, diventa il supereroe del tuo cartone preferito. Ecco perche' il racconto a fumetti della notte alla scuola Diaz è ¨ una calamita ipnotica da cui non puoi separarti fino all´ultimo quadro: non puoi chiudere, non puoi smettere perché chi sta vivendo quella storia in quel momento sei tu. Ecco perché,anche, è un´esperienza favolosa e terribile: entri in quella scuola quella notte, adesso e proprio tu, e però non ci sono supereroi né manga, non c'e' il Giustiziere Nero sconfitto dalla Spada di luce. C´è la storia come è successa davvero, come la raccontano le pagine degli atti giudiziari, non ci può essere un dubbio è andata proprio così, sono i verbali: sei dentro la vita vera, non sei un avatar di second life, non è un gioco di guerra, è quel che è stato quel giorno e adesso eccolo qui, puoi vederlo, camminarci dentro.

Sette anni, trenta libri, venti spettacoli e docu-film dopo il G8 di Genova esce oggi per le edizioni Beccogiallo la prima ricostruzione a fumetti di quel che successe la notte del 21 luglio 2001 "presso l´istituto scolastico Armando Diaz". Il testo riporta fedelmente ilrapporto della Procura di Genova: la "Memoria illustrativa" che contieneri costruzioni verbali testimonianze interrogatori. Duecentosessantunopagine: il resoconto tecnico dell´accusa. La sceneggiatrice del fumetto,Gloria Bardi, è una scrittrice ed autrice teatrale genovese, docente distoria e filosofia. Ha scelto, spiega, di mantenere intatto il linguaggiodei verbali ("il suo statuto epistemologico") proprio perché la freddezza dei vocaboli accostata all´eloquenza immaginifica dei disegni raggiunge un risultato straniante e più eloquente del vero. I fumetti, in bianco enero, sono di Gabriele Gamberini, pittore e disegnatore bolognese. I volti delle persone, le sedie i caloriferi della scuola, gli zaini rovesciati, le bocche spalancate e i caschi degli agenti: tutto è proprio come l´havisto chi c´era eppure più nitido, fermo, diverso. E' come in quelle illustrazioni dei processi a porte chiuse dove vedi gli accusati in gabbia: all´improvviso ne riconosci dettagli che non avevi messo a fuoco mai. Uno sguardo, l´anello ad una mano, una cravatta allentata, un gesto.

In appendice al volume Gloria Bardi intervista Nando Dalla Chiesa; Francesco Barilli (coordinatore del sito web Reti invisibili) parla con Enrica Bartesaghi e con Lorenzo Guadagnucci, la prima madre di Sara, "una della Diaz", il secondo giornalista economico del "Resto del Carlino" anche lui aggredito e arrestato nella scuola quella notte e autore di vari diari e ricostruzioni di quei giorni. Il racconto a fumetti si apre con il computer su cui un agente, a Bolzaneto, sta mettendo a verbale gli arresti eseguiti nella notte. "Al termine di una perquisizione domiciliare abbiamo proceduto all´arresto dei nominati in oggetto poiché responsabili del delitto di associazione per delinquere finalizzata alla devastazione e al saccheggio nonché del delitto di detenzione abusiva di armi, virgola, da guerra, aperta parentesi, bombe molotov, chiusa parentesi, punto". I 93 arrestati quattro giorni dopo vengono tutti scarcerati: nessuna prova, nessuna convalida. E' da qui che parte la Memoria illustrativa della Procura: Genova, 21 luglio,"dopo la mezzanotte erano state private della libertà persone che è ragionevole pensare si trovassero nella scuola del tutto casualmente e lecitamente (...) persone che recano segni di violenza riscontrabili sui loro corpi (...) violenza, uso brutale della forza su persone inermi".

A verbale le contraddizioni degli agenti del reparto mobile a bordo del Magnum indicato dal vicequestore Massimiliano di Bernardini come il "mezzo colpito da oggetti contundenti lanciati dalle finestre della scuola". Gli agenti: "un sasso ha colpito il parabrezza". "La venatura era a forma di esse spezzata", "si trattava di un buco se ben ricordo con una crenatura tipo ragnatela", "non ho visto il sasso", "una venatura? Non ricordo", "ho detto parabrezza? Mi sarò sbagliato".

Le testimonianze delle vittime: il giornalista inglese Mark C., "sono uscito dalla scuola mi hanno sbattuto in terra e picchiato tre quattro minuti, poco dopo un agente col casco antisommossa è tornato indietro e mi ha dato un calcio nella schiena - nel disegno, a questo punto, si vede solo la suola della scarpa dell´agente - tutti gli altri hanno cominciato a calciarmi tutte le mie costole si rompevano sentivo il sangue in bocca non potevo respirare". Emma Nick, ragazzina coi capelli lisci: "Sembrava un burattino accasciato in una pozza di sangue". Un tenente dei carabinieri, deposizione del 17 luglio 2003: "Giunto di fronte al cancello mi resi conto che a terra giaceva unapersona apparentemente priva di sensi". Disegno dell´agente che lo trascina via per la braccia, in primo piano le mani inanimate. Quadro grigio, scritta: "Ho perso conoscenza".

Gloria Bardi, che della Memoria ha scelto i testi per la trama del fumetto, non era in piazza a Genova quei giorni: «Non ho preso parte alle manifestazioni. Mi consegnò la memoria un amico avvocato, Armando Roccella, mi disse "credo che potresti ricavarne uno spettacolo. Le persone devono sapere". La mia speranza è che il libro sia letto e apprezzato anche da quanti non hanno simpatia per la parte politica a cui appartengono le vittime e magari ne hanno per le forze dell´ordine. Infatti chi riconosce nell´ordine un proprio valore di riferimento dovrebbe essere il primo a non volere il disordine, l´illegalità, l´arbitrio l´abuso, la sospensione del controllo da parte di chi lo esercita per mandato".
dalla rassegna stampa di www.veritaegiustizia.it

corazza


Katsushika Hokusai (葛飾北斎; Edo, 1760 – Tokyo, 10 maggio 1849), Turtles.

11 maggio 2008

La truffa

Birmania, la truffa dei generali nel Paese distrutto
I soldati distribuiscono schede già votate.

Confiscati a Rangoon due aerei del Pam

Il Corriere della Sera-10 maggio 2008

Cinque camionette dell'esercito birmano passano spaventando risciò e cani sonnacchiosi. Le armi sono ben in vista. In piena città ostentano Rpg con il razzo in canna come andassero in battaglia. Che cosa ci fanno militari tanto agguerriti così lontani dal disastro? Perché non sono sul Golfo del Bengala a dare una mano nelle zone travolte dal ciclone Nargis? Un membro dell'opposizione alla dittatura militare estrae la risposta dalla tasca. È un foglietto di quattro dita per lato. Da una parte ha il timbro della caserma di zona, dall'altro il suo nome, cognome, indirizzo scritti a mano. «Prima di aiutare le persone, vogliono vincere il referendum sulla loro Costituzione. E ci riusciranno con questi».

Gli oppositori in esilio protestano davanti all'ambasciata birmana a Bangkok (Epa)
Dimenticate i soliti brogli, gli elettori inventati, le urne sostituite. La giunta al potere in Myanmar, l'ex Birmania, sta per aggiudicarsi il record del voto più fasullo del pianeta. «Due settimane fa - racconta il giovane attivista che, ovviamente, deve restare anonimo - sono stato convocato in caserma. "Votare sì alla nuova Costituzione è un dovere patriottico", mi ha spiegato un ufficiale. "Allora prendi questo foglietto. Non c'è bisogno che voti. Ci penserò io per te. Tu devi solo andare al seggio a consegnare il foglietto, non mancare"». Il ragazzo si guarda intorno per essere sicuro che nessuno ascolti. «Hanno fatto così con tutti i miei vicini di casa, con i membri della Lega nazionale per la democrazia. "Passerà un mio soldato, ha concluso l'ufficiale, per dirti a che ora presentarti". Dobbiamo essere puntuali anche nel fingere di votare. Vogliono una farsa perfetta. Per questo hanno bisogno di tutti i loro controllori per vincere un referendum che gli garantirà il potere in eterno».

Monaci rasati e vestiti d'arancione sfilano con la ciotola in mano per la questua mattutina. Myawaddi è un angolo di Birmania così lontano dal resto del Paese che, mentre a Rangoon c'è penuria di ogni cosa, qui il mercato straripa di odori, i monaci non sono mai scesi in strada contro il regime. Delatori, intimidazioni e un relativo benessere non bastano, però, ad evitare sgambetti nell'urna, via al super-broglio dunque. «I generali - hanno scritto venerdì i parlamentari eletti nel 1990 assieme alla premio Nobel Aung San Suu Kyi e poi destituiti - stanno usando mezzi pesanti per assicurarsi un risultato positivo». L'agenzia d'informazioni cattolica AsiaNews riferisce di simpatizzanti governativi che girano per l'ex capitale Rangoon «obbligando i cittadini a votare sì al referendum, in modo anticipato e irregolare, in cambio di aiuti alimentari. Anche chi vuole materiale per ricostruire la propria abitazione, oppure tende e coperte, si vede costretto a cedere» al ricatto. Pensando al lavorio sotterraneo per il voto farlocco si comprendono meglio anche le critiche che arrivano dall'Occidente. Onu, Caritas, Medici senza frontiere, Germania, Francia, Stati Uniti, la Farnesina di Franco Frattini, da ogni parte si chiede di aprire le porte della Birmania ai soccorritori. Tutto inutile, però.

«Al momento il Myanmar non è in grado di accogliere soccorritori da Paesi stranieri - mette in chiaro il Myanma Ahli, quotidiano semi ufficiale della giunta -. Siamo impegnati, però a distribuire gli aiuti ricevuti con i nostri mezzi». «Due nostri aerei con biscotti energetici sufficienti a centomila persone sono stati requisiti sulla pista di Rangoon - ha denunciato venerdì il Programma alimentare mondiale -. Sospendiamo il ponte aereo». Passa qualche ora e il governo birmano smentisce. Ma gli aerei restano a terra. «Forse - azzarda il giovane oppositore costretto a votare "sì" - i generali apriranno la Birmania a referendum vinto, quando non dovranno più temere testimoni stranieri in circolazione durante il presunto voto». Con i senzatetto (stimati ormai a due milioni) esposti a ogni malattia, c'è da sperare che il risultato del voto di oggi arrivi in fretta.

dalla rassegna stampa di Euro-Burma Office

10 maggio 2008

"Ho danzato sulle rovine" di Milana Terloeva

Anche in ricordo della giornalista Anna Politkovskaja e del suo lavoro

L’Associazione Anna Politkovskaja in collaborazione con la casa editrice Il Corbaccio presenta il libro della giovane giornalista cecena

Milana Terloeva
HO DANZATO SULLE ROVINE

Edizioni Il Corbaccio

Milana Terloeva ha 27 anni ed è sopravvissuta alle due guerre che in Cecenia hanno ucciso circa 250 mila persone, tra cui molti dei suoi amici e famigliari. È passata dal suo piccolo paese natale, a tre ore da Groznyj, alla scuola di giornalismo della Facoltà di Scienze Politiche di Parigi grazie a Études sans frontières. Nel suo libro, diario personale e diario di guerra al tempo stesso, racconta la storia recente di questo paese straziato, attraverso mille aneddoti di vita vissuta: la fuga dal suo villaggio sotto i bombardamenti, le giornate passate alla facoltà di Groznyj accerchiata dall’esercito russo, la vita in famiglia, gli amici che scompaiono, le fughe in Inguscezia durante gli attacchi, l’arrivo a Parigi e la scoperta di un’Europa piena di contraddizioni, capace di grandi progetti di solidarietà, ma capace anche di tenere gli occhi chiusi sulle tragedie dei popoli che abitano alle sue porte. È anche per rompere questa indifferenza che Milana ha voluto pubblicare il suo libro prima di tornare a vivere in Cecenia.

www.associazionepolitkovskaja.eu
info@associazionepolitkovskaja.eu

09 maggio 2008

L'essenziale

In quel momento apparve la volpe.“Buon giorno”, disse la volpe.“Buon giorno”, rispose gentilmente il piccolo principe, voltandosi: ma non vide nessuno.“Sono qui”, disse la voce, “sotto al melo…”.“Chi sei? ” domandò il piccolo principe, “sei molto carino…”.“Sono una volpe”, disse la volpe.“Vieni a giocare con me”, le propose il piccolo principe, “sono così triste…”.“Non posso giocare con te”, disse la volpe, “non sono addomesticata”.“Ah! scusa”, fece il piccolo principe. Ma dopo un momento di riflessione soggiunse: “Che cosa vuol dire 'addomesticare'?”.“Non sei di queste parti, tu”, disse la volpe, “che cosa cerchi?”.“Cerco gli uomini”, disse il piccolo principe. “che cosa vuol dire 'addomesticare'?”.“Gli uomini”, disse la volpe, “hanno dei fucili e cacciano. E' molto noioso! Allevano anche delle galline. E' il loro solo interesse. Tu cerchi delle galline?”.“No”, disse il piccolo principe. “Cerco degli amici. Che cosa vuol dire ‘addomesticare’?”.“E una cosa da molto dimenticata. Vuol dire 'creare dei legami'…”.“Creare dei legami?”.“Certo”, disse la volpe. “Tu, fino ad ora, per me, non sei che un ragazzino uguale a centomila ragazzini. E non ho bisogno di te. E neppure tu hai bisogno di me. Io non sono per te che una volpe uguale a centomila volpi. Ma se tu mi addomestichi, noi avremo bisogno l'uno dall'altro. Tu sarai per me unico al mondo, e io sarò per te unica al mondo”.“Comincio a capire”, disse il piccolo principe. “C’è un fiore… credo che mi abbia addomesticato…”.“E' possibile”, disse la volpe. “Capita di tutto sulla Terra…”.“Oh! non sulla Terra”, disse il piccolo principe.La volpe sembrò perplessa: “Su un altro pianeta?”.“Sì”.“Ci sono dei cacciatori su questo pianeta?”“No”.“Questo mi interessa! E delle galline?”.“No”.“Non c'è niente di perfetto”, sospirò la volpe. Ma la volpe ritornò alla sua idea: “La mia vita è monotona. Io do la caccia alle galline, e gli uomini danno la caccia a me. Tutte le galline si assomigliano, e tutti gli uomini si assomigliano. E io mi annoio perciò. Ma se tu mi addomestichi, la mia vita sarà come illuminata. Conoscerò un rumore di passi che sarà diverso da tutti gli altri. Gli altri passi mi fanno nascondere sotto terra. Il tuo, mi farà uscire dalla tana, come una musica. E poi, guarda! Vedi, laggiù in fondo, dei campi di grano? Io non mangio il pane e il grano, per me è inutile. I campi di grano non mi ricordano nulla. E questo è triste! Ma tu hai dei capelli color dell’oro. Allora sarà meraviglioso quando mi avrai addomesticato. Il grano, che è dorato, mi farà pensare a te. E amerò il rumore del vento nel grano…”.La volpe tacque e guardò a lungo il piccolo principe: “Per favore… addomesticami”, disse.“Volentieri”, rispose il piccolo principe, “ma non ho molto tempo, però. Ho da scoprire degli amici, e da conoscere molte cose”.“Non si conoscono che le cose che si addomesticano”, disse la volpe. “Gli uomini non hanno più tempo per conoscere nulla. Comprano dai mercanti le cose già fatte. Ma siccome non esistono mercanti di amici, gli uomini non hanno più amici. Se tu vuoi un amico addomesticami!”.“Che bisogna fare?” domandò il piccolo principe.“Bisogna essere molto pazienti”, rispose la volpe. “In principio tu ti sederai un po' lontano da me, così, nell’erba. Io ti guarderò con la coda dell'occhio e tu non dirai nulla. Le parole sono una fonte di malintesi. Ma ogni giorno tu potrai sederti un po' più vicino…”.Il piccolo principe ritornò l'indomani.“Sarebbe stato meglio ritornare alla stessa ora”, disse la volpe. “Se tu vieni, per esempio, tutti i pomeriggi alle quattro, dalle tre io comincerò ad essere felice. Col passare dell'ora aumenterà la mia felicità. Quando saranno le quattro, incomincerò ad agitarmi e ad inquietarmi; scoprirò il prezzo della felicità! Ma se tu vieni non si sa quando, io non saprò mai a che ora prepararmi il cuore… Ci vogliono i riti”.“Che cos'è un rito?” disse il piccolo principe.“Anche questa è una cosa da tempo dimenticata”, disse la volpe. “E' quello che fa un giorno diverso dagli altri giorni, un'ora dalle altre ore. C'è un rito, per esempio, presso i miei cacciatori. Il giovedì ballano con le ragazze del villaggio. Allora il giovedì è un giorno meraviglioso! lo mi spingo sino alla vigna. Se i cacciatori ballassero in un giorno qualsiasi, i giorni si assomiglierebbero tutti, e non avrei mai vacanza”.Così il piccolo principe addomesticò la volpe.E quando l'ora della partenza fu vicina: “Ah” disse la volpe, “…piangerò”.“La colpa è tua”, disse il piccolo principe, “io, non ti volevo far del male, ma tu hai voluto che ti addomesticassi…”.“E' vero”, disse la ,volpe.“Ma piangerai!” disse il piccolo principe.“E' certo”, disse la volpe.“Ma allora che ci guadagni?”.“Ci guadagno”, disse la volpe, “il colore del grano”.Poi soggiunse: “Va' a rivedere le rose. Capirai che la tua è unica al mondo. Quando ritornerai a dirmi addio, ti regalerò un segreto”.Il piccolo principe se ne andò a rivedere le rose.“Voi non siete per niente simili alla mia rosa, voi non siete ancora niente”, disse. “Nessuno vi ha addomesticato, e voi non avete addomesticato nessuno. Voi siete come era la mia volpe. Non era che una volpe uguale a centomila altre. Ma ne ho fatto il mio amico ed ora è per me unica al mondo”.E le rose erano a disagio.“Voi siete belle, ma siete vuote”, disse ancora. “Non si può morire per voi. Certamente un qualsiasi passante crederebbe che la mia rosa vi rassomigli, ma lei, lei sola, è più importante di tutte voi, perché è lei che ho innaffiata. Perché è lei che ho messa sotto la campana di vetro. Perché è lei che ho riparata col paravento. Perché su di lei ho ucciso i bruchi (salvo i due o tre per le farfalle). Perché è lei che ho ascoltato lamentarsi o vantarsi, o anche qualche volta tacere. Perché è la mia rosa”.E ritornò dalla volpe.“Addio”, disse.“Addio”, disse la volpe. “Ecco il mio segreto. E' molto semplice: non si vede bene che col cuore. L'essenziale è invisibile agli occhi”.“L'essenziale è invisibile agli occhi”, ripeté il piccolo principe, per ricordarselo.“E' il tempo che tu hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa così importante”.“E' il tempo che ho perduto per la mia rosa…” sussurrò il piccolo principe per ricordarselo.“Gli uomini hanno dimenticato questa verità. Ma tu non la devi dimenticare. Tu diventi responsabile per sempre di quello che hai addomesticato. Tu sei responsabile della tua rosa…”.“Io sono responsabile della mia rosa…” ripeté il piccolo principe per ricordarselo.

Antoine de Saint-Exupéry, da Il piccolo principe.

Happiness

Happiness is not a goal, it is a by-product.

Paradoxically, the one sure way not to be happy is deliberately to map out a way of life in which one would please oneself completely and exclusively.

Eleanor Roosevelt, You Learn by Living, 1960, p. 95

08 maggio 2008

il ciclone e la farfalla

BIRMANIA: SUU KYI CHIEDE AIUTO AL MONDO, "E' URGENTE"

Appello alla comunita' internazionale da Aung San Suu Kyi, la leader dell'opposizione birmana che ha chiesto soccorsi "urgenti" a favore del suo Paese, il Myanmar, devastato sabato scorso dal passaggio del ciclone Nargis. "Le vittime del ciclone hanno urgente bisogno di assistenza di emergenza da parte delle agenzie internazionali, Onu compresa", afferma la premio Nobel per la Pace 1991 in una nota diramata dal suo partito Lnd, la Lega Nazionale per la Democrazia. Suu Kyi si trova attualmente agli arresti domiciliari, condizione nella quale ha trascorso la maggior parte degli ultimi diciotto anni, nella propria residenza alla periferia di Yangon, la vecchia capitale del'ex Birmania gia' conosciuta come Rangoon.

La Repubblica, 8 maggio 2008 - dalla rassegna stampa dell'Euro-Burma Office

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The Euro-Burma Office is to promote the development of democracy in Burma by assisting the Burmese democracy movement prepare for a transition to democracy.

Euro-Burma Office
Square Gutenberg 11/2 1000 Bruxelles, Belgium
tel: (32 2) 280 0691 / 280 2452
cel: 32 47 828 1784 (Belgium)
cel: 1 240 328 8413 (USA)fax: (32 2) 280 0310

e-mail: euro-burma@verizon.net / beauzm@gmail.com
website:
www.euro-burma.eu

il ciclone e i generali

Myanmar: Amnesty International sollecita le autorita’ a cooperare con la comunita’ internazionale per assicurare aiuti efficaci alle vittime del ciclone Nargys

All’indomani del tremendo impatto del ciclone Nargys, che ha fatto decine di migliaia di vittime e ha costretto alla fuga un milione di persone, Amnesty International ha sollecitato il governo di Myanmar ad aprire le frontiere alle organizzazioni di soccorso e a garantire che gli aiuti saranno distribuiti secondo le effettive necessità e senza discriminazione.

“La lentezza del governo nel rilasciare i visti sta costando vite umane e alcuni donatori stanno ritardando l’invio degli aiuti, nel timore che questi saranno imboscati dai militari” – ha dichiarato Benjamin Zawacki, ricercatore di Amnesty International su Myanmar.

Amnesty International ha chiesto pertanto al governo di Myanmar di rimuovere le restrizioni al rilascio dei visti e alle procedure doganali che, negli ultimi giorni, hanno ostacolato l’ingresso degli organismi umanitari internazionali e rallentato la distribuzione degli aiuti. Sebbene alcuni aiuti internazionali siano arrivati nell’ex capitale Yangon, il governo non ha ancora approntato lo sforzo logistico indispensabile per portare assistenza alle popolazioni maggiormente colpite nel sud del paese.

http://www.amnesty.it/pressroom/comunicati/CS63-2008.html

Prima o poi... arriva Partòt

Volevo cambiare laboratorio, ma poi... il richiamo della samba è potentissimo!!! Mi sa che ne faccio due o tre e poi scelgo alla fine...
:-)
la Parata Partòt è una delle invenzioni più geniali della Bologna degli ultimi anni. Bellezza, intelligenza, cuore.
guadare le foto per credere!

http://www.fest-festival.net/

07 maggio 2008

Jamyang Kyi

TIBET: AMNESTY INTERNATIONAL LANCIA UN APPELLO PER JAMYANG KYI, SCRITTRICE E MUSICISTA SCOMPARSA DA UN MESE

Amnesty International ha lanciato un appello alle autorita’ cinesi chiedendo informazioni sulla sorte di Jamyang Kyi, una nota scrittrice e musicista tibetana, arrestata il 1° aprile e il cui ultimo contatto con la famiglia risale ormai al 7 aprile.

L’appello on line puo’ essere sottoscritto su www.amnesty.it

L’organizzazione per i diritti umani teme che Jamyang Kyi sia vittima di una sparizione forzata, possa subire torture e che la sua stessa vita sia in pericolo.

Il 1° aprile Jamyang Kyi, produttrice televisiva per i programmi in lingua tibetana della sede della tv pubblica della provincia del Qinghai, e’ stata portata via dal suo ufficio a Xining da agenti della sicurezza in abiti civili. Inizialmente detenuta presso l’Ufficio della sicurezza pubblica di Xining, e’ stata trasferita, il 4 o 5 aprile, in una localita’ sconosciuta. Nei suoi confronti non e’ stata emessa alcuna accusa formale.

Fino al 7 aprile Jamyang Kyi e’ riuscita a mantenersi in contatto con la famiglia attraverso il suo telefono cellulare, che pero’ da quel giorno risulta spento. Durante due perquisizioni nella sua abitazione, gli agenti di polizia avrebbero confiscato il suo computer e altri effetti personali.

Jamyang Kyi e’ estremamente conosciuta tra i tibetani per i suoi scritti sulle tematiche di genere. Ha inoltre pubblicato tre album, che uniscono il pop moderno alla musica tradizionale tibetana e nel 2006 ha girato gli Stati Uniti tenendo concerti e svolgendo interventi pubblici. Il suo blog, all’indirizzo www.tibetabc.cn/user1/jamyangkyi/index.html, e’ molto famoso tra i giovani tibetani, sebbene non sia stato piu’ aggiornato da diversi mesi prima della sua detenzione.


FINE DEL COMUNICATO Roma, 7 maggio 2008

Per ulteriori informazioni, approfondimenti e interviste:
Amnesty International Italia – Ufficio stampaTel. 06 4490224 - cell. 348-6974361, e-mail: press@amnesty.it

06 maggio 2008

In ripresa

Sembrava morta, poi invece ha messo due gettini nuovi, la mia piantina di fragola che ho preso sul sentiero, mi sa che ce la fa...
:-)

Giovedì mattina

Per circa due anni, quasi tutti i giovedì mattina, con il sole e con la pioggia, sono venute a casa mia, e quasi ogni volta era difficile superare lo choc di vederle togliersi il velo e la veste per diventare di botto a colori. Eppure, quando le mie studentesse entravano in quella stanza, si levavano di dosso molto di più. Lentamente, ognuna di loro acquisiva una forma, un profilo, diventava il suo proprio, inimitabile sé. Quel piccolo mondo, quel soggiorno con la finestra che incorniciava i miei amati monti Elburz, diventò il nostro rifugio, il nostro universo autonomo, una sorta di sberleffo alla realtà di volti impauriti e nascosti nei veli della città sotto di noi. (...)
Qui e ora, nell'altro mondo che tanto spesso veniva evocato dalle nostre discussioni, siedo e ripenso a me e alle mie studentesse, le mie ragazze, come le chiamavo, mentre leggiamo Lolita in una stanza piena di un sole fasullo, a Teheran. E tuttavia, per rubare le parole a Humbert, il poeta-criminale di Lolita, ho bisogno che anche tu, lettore, cerchi di pensare a noi, perché altrimenti non potremo esistere davvero. Contro la tirannia del tempo e della politica, cerca di immaginarci come a volte neppure noi osavamo fare: nei momenti più riservati e intimi, nellepiù straordinariamente normali circostanze della vita, mentre ascoltiamo un po' di musica, ci innamoriamo, camminiamo per strade ombrose, o leggiamo Lolita a Teheran. E prova a ripensare a noi dopo che quelle cose ci sono state confiscate diventando una volta per tutte un piacere proibito.

Azar Nafisi, Leggere Lolita a Teheran, Adelphi 2003

05 maggio 2008

goccia d'ambra




- come stai? cosa fai?
ci sentiamo?

mi hai messo in una goccia d'ambra
mi porti come ciondolino, quando ti piace

versi: Piermario Giovannone, da Le Piume di Jacopone, Genesi Editrice 2000

Buone notizie: il caso di Sami al Hajj

Liberato un detenuto di Guantanamo per cui abbiamo mandato appelli anche noi gruppo AI Bologna. :-)
ps: se lo trovate ancora in programmazione in qualche sala, andate a vedere Rendition.

Campagna Chiudere Guantánamo, ora!

Aggiornamento USA: il caso di Sami al Hajj

Il 1° maggio, dopo più di sei anni di detenzione nel carcere di Guantanamo, il cameraman dell'emittente Al Jazeera, Sami al-Hajj, è stato scarcerato ed è rientrato nel suo paese, in Sudan.
Grazie a tutti coloro che hanno inviato appelli in suo favore!

Azioni urgenti: firmate gli appelli!

da www.amnesty.it

Giornata internazionale del lavoro: un appello on line per i sindacalisti colombiani

Messico: deve essere fatta giustizia per le donne di Atenco

01 maggio 2008

Conosci


Oporto, giardino del Museo di Arte Contemporanea, panchina al sole, marzo 2008.

Conosci i miei occhi se guardano lontano da te
le mani che non so curare,
conosci le stanze poco illuminate dov'è
possibile arrivare bendati.


Pronunciare una ferita
quando è appena ricucita
non è semplice.
Arginare la tensione
contenere un'emozione
è più nobile.


Ecco un'ombra che mi lega
la certezza di qualcosa
che poi cambia.
Scavare o tralasciare il senso
voltarsi e non guardare dentro
Ammettere o tacere,
avvicinarsi e rimanere.


Conosci i miei occhi quando guardano verso di te,
i giorni normali senza un gesto da ricordare.
Conosci i colori e la parte più scura di me
difficile da raccontare.


Conosci i miei occhi quando guardano lontano da te,
i particolari delle mani che non so curare,
conosci i ricordi e la parte più scura di me
difficile da raccontare.



Cristina Donà, Conosci, da La quinta stagione, 2007

29 aprile 2008

L'oro, l'argento e il cianuro 2 - aggiornamento

Purtroppo l'operazione lanciata in precedenza (cessione simbolo Amnesty a casa orafa che produce gioiellini in argento per il 60° della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani) è appunto già lanciata, i gioielli sono già fatti e presenti in alcune catene di negozi, non si può tornare indietro,
MA
alla XXIII Assemblea Generale dei soci di Amnesty Italia, che si è tenuta lo scorso fine settimana a Chianciano, siamo riusciti a ottenere che:

1) il comitato direttivo della Sezione Italiana chieda al Segretariato Internazionale di Amnesty di stilare delle linee guida per l'utilizzo di metalli preziosi nell'oggettistica Amnesty, linee guida che finora non c'erano;

2) che la Sezione Italiana si astenga da qualsiasi altra operazione del genere finché il Segretariato Internazionale non dà una risposta.

:-)
[Fondamentalmente Amnesty International è una associazione di cittadini informati e ROMPICOGLIONI (e lo rivendico con orgoglio!! - come dice la Santanché...); il segreto sta nell'essere in tanti e insistere garbatamente fino allo sfinimento dell'interlocutore. Detto questo, non sarebbe serio - e sarebbe anche un po' strano - se non fossimo dei rompicoglioni anche verso l'interno, sorvegliando continuamente le policy dell'Associazione.]

Nel caso di metalli come oro e argento, credo che per ora la linea guida possa essere solo di NON usarli, visto il modo in cui vengono estratti nell'80% delle miniere del mondo e visto che, a differenza dei diamanti, non è materialmente possibile tracciare da dove provengono.

Deve cambiare il modo in cui vengono estratti. In realtà, infatti, esistono modi di estrarre i metalli che non comportano l'uso del cianuro, MA COSTANO DI PIU'. Se li usassero, le grandi compagnie estrattifere guadagnerebbero un po' meno, quindi se ne fregano e continuano col cianuro causando morte, malattia e povertà estrema.

La prossima mossa dovrebbe essere quindi di far partire una campagna di pressione sulle compagnie estrattifere per costringerli a usare metodi che non comportino l'uso del cianuro, dicendogli in pratica: cari signori del luccichìo, se non ve ne siete accorti state violando pesantemente i diritti umani di un sacco di gente; se non cambiate metodo, rinunciando a una parte dei vostri profitti, forse dovrete rinunciare a TUTTI i profitti, perché allora bisognerà proprio smettere di comperare il vostro oro e argento. Cordiali saluti...

24 aprile 2008

L'oro, l'argento e il cianuro

Flaviano Bianchini, geologo e ricercatore, è un ragazzo marchigiano che ha meno di trent'anni e che ha rischiato la vita in America Centrale per dimostrare con dei dati precisi che l'estrazione dell'oro e dell'argento nella maggior parte delle miniere del mondo viene fatta con un metodo che uccide la gente a grappoli. Quella che non muore ha comunque malattie gravissime. Quella che non è malata comunque non ha un filo d'acqua da bere. E comunque paga più tasse delle imprese estrattrici, alle quali i governi concedono generosi (e interessati) sconti fiscali.
Flaviano è stato più volte minacciato di morte. Amnesty l'ha difeso e l'ha aiutato a scappare prima che fosse fatto secco. L'ha invitato ad esporre i risultati delle sue ricerche all'Assemblea Generale del 2007. Anche noi abbiamo spedito appelli in sua difesa. L'abbiamo incontrato, invitato a parlare nella nostra città, ospitato nelle nostre case.

POI AMNESTY ITALIA HA DECISO DI PRODURRE UNA LINEA DI GIOIELLI IN ARGENTO PER IL 60° DELLA DICHIARAZIONE UNIVERSALE DEI DIRITTI UMANI.

Poi dice che uno non si deve incazzare.
Questa è la lettera di Flaviano.
Leggetela per favore.
E fatevi le collanine con la pasta al sale.

"Ciao a tutti! Scusate il disturbo. Qui è il Vostro caro (quantomeno per i francobolli delle lettere che avete spedito per me) Flaviano Bianchini. Per motivi di privacy siete tutti in ccn ma siete tutti di amnesty. Dato che con Voi ho un rapporto più "personale" vorrei anticiparVi una cosa per l'assemblea generale. Io la reputo una cosa importante. Spero la reputiate tale anche Voi. Ve la incollo qui sotto. Grazie, scusate ancora per il disturbo.
Ciao
Flaviano

Non smetterò mai di ringraziare Amnesty International per quello che fa ogni giorno in difesa dei diritti umani. E non smetterò mai di ringraziarla perquello che ha fatto per me e per tutti quelli che si sono trovati insituazioni simili. Qualche giorno fa ho saputo che è stata lanciata un'operazione commerciale che prevede l'uso di argento. Saranno prodotti dei gioielli con incisi ilsimbolo di Amnesty e degli articoli della dichiarazione universale dei diritti dell'uomo.

L'argento viene estratto con lo stesso identico procedimento dell'oro. Purtroppo, a causa di una mia imperdonabile negligenza, non approfondiscoquasi mai, nelle mie conferenze, questo tema. Dato il prezzo dell'oro, e dato il fatto che la tecnica di estrazione è esattamente la stessa, non esistono praticamente al mondo miniere di argento. Tutto l'argento vieneestratto come sottoprodotto dell'oro. Inoltre l'argento, così come l'oro, non è rintracciabile. Questo significa che non possiamo sapere da dove arriva quel determinato argento. Possiamo solo rifarci a delle statistiche. L'82% dell'argento mondiale viene estratto da miniere a cielo aperto che utilizzano il cianuro. Quindi l'82% dell'argento che sarà sui gioielli marchiati Amnesty International proverrà da miniere a cielo aperto cheutilizzano il cianuro. È un dato statistico. Inconfutabile. Ineliminabile.

Molti di Voi hanno assistito a delle mie conferenze. Giusto un anno fa ero ospite della Vostra assemblea generale. E giusto un anno fa Vi raccontavocosa c'è dietro l'estrazione dell'oro e dell'argento. Come ho accennato prima l'oro e l'argento vengono estratti col cianuro di sodio. Che è quella sostanza che, durante la seconda guerra mondiale veniva chiamata agente zikron alfa e veniva utilizzato nelle camere a gas naziste per uccidere gli ebrei. Oggi viene spruzzato con degli innafiatoi sopradelle grandi pile di roccia per estrarre l'oro e l'argento. I bambini delvillaggio di San Andres, in Honduras hanno alcuni di questi innafiatoi a 88 metri di distanza dalla loro scuola elementare. Quando c'è vento dicono di sentire l'odore di mandorle amare che è lo stesso odore che descrive Primo Levi in "Se questo è un Uomo". L'odore del Cianuro.

Sempre in Honduras, nel Valle de Siria, la miniera San Martin, che estrae oro e argento, opera da soli otto anni. Solo quattro anni dopo l'apertura della miniera le malattie agli occhi erano salite dal 13% al 45%. Quelle della pelle erano salite dal 12% al 98%. La Atrofia Midollare Spinale ditipo 1 è una malattia genetica che atrofizza tutti i muscoli e costringe auna morte precoce nel 100% dei casi. Questa malattia mediamente, colpisce solo un bambino su un milione. Oggi, nel villaggio di El Porvenir, che sitrova a soli quattro chilometri dalla miniera, su 4000 abitanti ci sono 35 casi. La mortalità infantile nella zona in soli otto anni ha raggiunto il valoredel 300/1000, dodici volte la media nazionale e, per quanto riguarda i figli dei minatori, questo valore è 33 volte la media nazionale e raggiunge l'833/1000. Ovvero 4 bambini su 5 muoiono prima di compiere un anno. Inoltre chi si oppone a tutto ciò è spesso vittima di repressioni da parte dei governi e delle compagne minerarie. È accaduto nel mio caso e in tanti altri. Tra cui quelli dei miei Amici Fedelino Lopéz e Emilio García, uccisicon un colpo di pistola alla testa proprio perché si opponevano a unacompagnia mineraria in Guatemala.

E questo accade anche ne El Salvador, in Nicaragua, in Messico e in tanti altri posti nel mondo. Non è qui il caso di approfondire troppo i danni delle miniere. Spero che chi di voi ha visto delle mie conferenze se lo ricordi. Altrimenti sarò ben lieto di raccontarvelo di nuovo. Ma è il caso di approfondire un momento questa operazione commerciale.

Stimo moltissimo Amnesty International, che reputo una delle organizzazioni più serie e competenti al mondo, se non la più seria e competente. E so perfettamente che un'organizzazione come Amnesty, che vive solo delle donazioni, deve in qualche modo sottostare a determinate leggi del mercato. Ma è anche vero che Amnesty è una delle pochissime organizzazioni che, primadi ricevere un finanziamento da una impresa, controlla che questa rispetti i diritti umani. Questo perché esiste sì il mercato, ma Amnesty è e resta un'organizzazione che difende i diritti umani. E che deve metter davanti a tutto questi ultimi. E non potrei immaginare un'organizzazione di diritti umani che, per finanziarsi, vende prodotti che sono stati prodotti violando i diritti umani. Solo vedere il simbolo di Amnesty International inciso sull'argento sarebbe un vero colpo al cuore. Non sottovaluterei poi il ritorno d'immagine. Che figura ci fa Amnesty davanti alle persone che hanno assistito alle mie conferenze, promosse daAmnesty stessa, in giro per l'Italia? Penso alle stanze piene di Roma, Torino, Napoli, Bologna e delle altre città in cui, grazie a Voi, ho avuto l'onore di portare la mia testimonianza. Immagino alle dodici scuole di Palermo nelle quali ho dato altrettante conferenze. Alcuni alunni di queste scuole si sono convinti a formare un Gruppo Giovani proprio dopo avera scoltato le violazioni che ci sono dietro l'estrazione dell'oro e dell'argento. E ora questi giovani dovrebbero andare in giro a promuovere prodotti d'argento? Penso al numero di Maggio del giornale La Nuova Ecologia dove uscirà un articolo mio, scritto espressamente per Amnesty International e dove si parlerà anche dell'estrazione dell'oro e dell'argento e dei morti che causa. Immagino qualcuno leggere l'articolo e poi, subito dopo, trovarsi in mano un ciondolo d'argento con incisa la candela.

Poi, per concludere, consentitemi una considerazione personale. Io ho rischiato la vita per questa causa, e ricomincerò a rischiarla tra quindici giorni, quando ripartirò di nuovo per l'America Centrale. Se proprio quelliche mi hanno salvato la vita quando ne ho avuto bisogno, ora promuovono l'argento, allora significa che il mio lavoro è stato sostanzialmente inutile.

23 aprile 2008

Il giapponese tipo

Non era il giapponese tipo. Per esempio aveva viaggiato moltissimo, ma da solo e senza macchina fotografica.
- Sono cose che agli altri non dico. Se i miei genitori avessero saputo che partivo da solo, si sarebbero preoccupati.
- Avrebbero pensato che era pericoloso?
- No. Si sarebbero preoccupati per la mia salute mentale. Qui, se ti piace viaggiare senza compagnia, passi per un disturbato. Nella nostra lingua il termine 'solo' contiene un'idea di disperazione.
- Eppure ci sono eremiti celebri nel tuo paese.
- E' proprio questo il punto. La convinzione comune è che, per amare la solitudine, devi essere un bonzo.
- Perché i tuoi compatrioti all'estero si muovono solo in gruppo?
- Gli piace vedere gente diversa da loro e tuttavia poter essere, nello stesso momento, rassicurati dalla presenza dei propri simili.
- E il loro bisogno di fotografare?
- Non lo so. Mi irrita, tanto più che fanno foto sempre identiche. Forse è per dimostrare a sé stessi che non hanno sognato.
- Io non ti ho mai visto con una macchina fotografica.
- Non ce l'ho.
- Possiedi tutti i gadget possibili e immaginabili, compreso un fornello per poter mangiare la fonduta svizzera su una navetta spaziale, e non hai una macchina fotografica?
- No. Non mi interessa.
- Benedetto Rinri.
Mi chiese il significato di quell'espressione. Glielo spiegai. Lo trovò talmente strano che, affascinato, cominciò a dire venti volte al giorno "Benedetta Amélie."
Un pomeriggio, si mise a piovere all'improvviso, e poi a grandinare. Guardai lo spettacolo dalla finestra dell'edificio, commentando:
- Ma guarda, anche in Giappone ci sono gli acquazzoni.
Sentii dietro di me la sua voce che ripeteva:
- Acquazzoni.
Capii che aveva appena scoperto quella parola, che il contesto gliene aveva precisato il significato e che la pronunciava per fissarsela in mente. Risi. Sembrò capire il mio divertimento perché disse:
- Benedetto me.

Amélie Nothomb, Né di Eva né di Adamo, Voland 2007.

Donne libere

Nuovo tag... le poesie su foglietto che un mio amico mi consegna con fare rude e noncurante ogni volta che mi incontra. Ne ho decine, raccolte negli anni e ordinatamente custodite in una carpettona blu.
Questa l'ha estratta dalla tasca il 6 aprile, forse perché mi aveva vista triste. Una delle persone più schive, operative e bestemmiatrici che conosco, sente la necessità di girare sempre con delle poesie da distribuire nella tasca, come antidoto al veleno, "per aiutare questo mondo malato" (sic).

Donne libere

E così,
il folletto dell'esistere
nacque, nudo e azzurro,
nel tuo cuore di donna.
Poi liberò l'amore nel mondo.

Vilmo

(senza titolo)


21 aprile 2008

After a while

Dopo un po' di giorni bui, ho passato un bellissimo week-end che mi sta regalando energie per affrontare la settimana con uno slancio che non avevo da tempo.
Ho provato una grande soddisfazione per qualcosa che ha fatto qualcun altro, per un progetto che ormai va avanti con le sue gambe senza bisogno di sacrificio o di rabbia, ma solo di un po' di impegno.
Ho visto sorridere gli amici e sono stata felice.
Poi ho goduto del sole, del cibo, del vino, dell'allegria, della musica, dell'amicizia, della novità, del riposo, del silenzio, e di nuovo del sole, del cibo, del vino, dell'allegria, della musica, dell'amicizia, della novità...
Ho visto paesaggi meravigliosi, ciliegi e peschi in fiore, castagni maestosi gravidi di gemme verdi su prati selvaggi talmente ripidi da essere quasi verticali, ho visto il legno chiaro di tronchi spezzati fare da riparo ad aiuole naturali di margherite, ranuncoli e narcisi. Ho visto lungo un sentiero la lapide di tre giovani partigiani uccisi nel '44 ancora incorniciata con mazzolini di fiori freschi.
Ho sentito il legame speciale di amicizie profonde, che non hanno bisogno di troppe parole, che non hanno paura dell'errore.
Poi mi sono tuffata nella bellezza di una cultura millenaria, che racconta le sue leggende con danze sacre dove anche gli sguardi e i più piccoli movimenti delle dita hanno un significato preciso, ho ammirato colori sgargianti splendere contro il nero del kajal e il suono delle cavigliere dare un ritmo al profumo dell'incenso.
Poi sono tornata a casa, dove mi aspettava un altro amico, piccolo e affettuoso, che non chiede nulla se non di poter dormire sulle mie gambe. Ho finito un lavoro, ho guardato la mia trasmissione preferita e, prima di andare a dormire, ho messo in un pugno di terra fresca dentro un vaso di coccio colorato due piantine di fragola selvatica che avevo raccolto nel bosco. Aspetto con fiducia e trepidazione la loro crescita sfacciata di vegetali infestanti.
Vita, invadimi!
:-)


After a while

After a while you learn the subtle difference
Between holding a hand and chaining a soul,
And you learn that love doesn't mean leaning
And company doesn't mean security,
And you begin to learn that kisses aren't contracts
And presents aren't promises
And you begin to accept your defeats
With your head up and your eyes open,
With the grace of a woman,
Not the grief of a child
And you learn to build all your roads on today,
Because tomorrow's ground is too uncertain for plans
and futures have a way of falling down in mid-flight.
After a while you learn that even sunshine
Burns if you get too much.
So you plant your own garden and decorate your own soul,
Instead of waiting for someone to bring you flowers
And you learn that you really can endure...
That you really are strong
And you really do have worth,
and you learn and learn...
With every goodbye you learn.

Veronica Shoffstall, 1971

17 aprile 2008

Ah, come è umano lei...

COMUNICATO STAMPA

CORTE SUPREMA USA: INIEZIONE LETALE NON INCOSTITUZIONALE.
IL COMMENTO DI AMNESTY ITALIA

"La decisione della Corte suprema federale Usa di respingere il ricorso sull'incostituzionalità delle esecuzioni tramite iniezione letale rischia, dopo sette mesi di sospensione, di rimettere in moto la macchina della morte in tempi brevi. È una sentenza inaccettabile, perché è come se affermi che c'è un modo umano e indolore di mettere a morte una persona. Che l'iniezione letale sia una forma d'esecuzione crudele è dimostrato da numerosi casi, in cui questo metodo ha provocato sofferenze indicibili. Ciò nonostante, auspichiamo che l'attuale fase di ripensamento sull'uso della pena di morte negli Usa e i sette mesi di moratoria contribuiscano a convincere l'opinione pubblica e le autorità dei singoli Stati degli Usa che, come affermato chiaramente a dicembre dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite, della pena di morte si può e si deve fare a meno."
Riccardo Noury, portavoce della Sezione Italiana di Amnesty International

Roma, 16 aprile 2008

16 aprile 2008

Il vero bacio

Il papà di Gigi Bettella ci permetteva di giocare nel cortile. Lì facevamo le nostre gimcane con le bici, le corse a ostacoli e usavamo i canestri per le nostre gare di sputo.
Un pomeriggio ci presentammo con le biciclette davanti al cancello pronti per una gimcana, ma era chiuso. Suonammo riepetutamente il campanello, ma Gigi non apriva. Per una settimana intera non diede segno di vita. Poi, finalmente, un giorno ricomparve.
"Finalmente! Cos'è successo? Sei stato malato?"
Gigi non rispondeva, aveva stampato in faccia un sorriso ebete che non esitava a mostrare.
"Gigi, sei stato male?"
Dopo aver deglutito disse soltanto: "Una roba da non credere".
"Ma cosa?"
Come un ubriaco che ha appena smaltito la sbornia Gigi ci descrisse il suo primo bacio con la Titti Valpiana. Più andava avanti e più si leggeva nei suoi occhi un'estasi ancora presente. "Me trema ancora le gambe", ripeteva. Poi passò ai dettagli spiegando che in un bacio, nel vero bacio, si apre la bocca, le labbra si appoggiano e poi si chiudono gli occhi (ma lui li aveva tenuti aperti, perché non gli sembrava vero e voleva sincerarsi che fosse proprio la Titti) e infine le due lingue si sfiorano.
"Che schifo!" urlò Gianni Mussolin. E cominciò a sputare per terra e ad asciugarsi la bocca con il fazzoletto; Bedin piccolo fece una smorfia di disgusto, mentre Tega guardò Gigi come se avesse visto un disco volante.
"Ma sul serio?"
A quel punto Gigi si fece scuro in volto, si guardò intorno e scandì: "Tosi, parlo sul serio!"

Roberto Citran, Ciao Nudo!, Gallucci 2004.

Human Rights Nights e inaugurazione biblioteca Amnesty

Care amiche e cari amici,
desideriamo ricordarvi gli appuntamenti della settimana:

saremo presenti con il tavolino di raccolta firme agli spettacoli serali del
festival cinematografico HUMAN RIGHTS NIGHTS,
che si terrà da martedì 15 a domenica 20 aprile
al Cinema Lumière in via Azzo Gardino 65.

In particolare vi segnaliamo due serate speciali organizzate in collaborazione con Amnesty:

Mercoledì 16 aprile, ore 22.30, sala Scorsese
RENDITION

di Gavin Hood (USA-Sudafrica, 2007) 120'
Introduce Giusi D'Alconzo (ricercatrice di Amnesty International)
Sarà presente Dr. Nvuyo Nokwe (Console Generale della Repubblica del Sudafrica)

Venerdì 18 aprile, ore 20, sala Scorsese
IN PRISON MY WHOLE LIFE

di Marc Evans (UK-USA, 2007) 90'
Introduce Riccardo Noury (Direttore Ufficio Comunicazione di Amnesty International Italia)


Infine

sabato 19 aprile - dalle ore 11 alle 15
PIU' LIBRI, PIU' DIRITTI!

Inaugurazione del Centro di Documentazione Diritti Umani
presso la sede del Gruppo Amnesty di Bologna, via Irma Bandiera 1/5

- Benvenuto di Amnesty International
con intervento di Riccardo Noury
(Direttore Ufficio Comunicazione Amnesty Italia)
- Reading di Paolo Vergnani
- Intrattenimento con musica e buffet


Centro di Documentazione Diritti Umani - Oltre 2000 testi sulle tematiche inerenti ai Diritti Umani e tutti i rapporti di Amnesty International. I testi sono catalogati in vari settori: armi, donne, minori, pena di morte, rifugiati, storia, sindacati e mondo economico, terrorismo, testimonianze, normative internazionali, Corte Europea dei Diritti Umani, Commissioni ONU, aree geografiche, narrativa, notiziari. Varie riviste internazionali: Human Rights Quarterly della Johns Hopkins University Press, l'Internazionale, Biblioteca della Libertà, Notiziario Amnesty Italia e Francia, etc. Un'ampia sezione dedicata all'educazione ai diritti umani, rivolta in particolare agli insegnanti delle scuole di ogni ordine e grado.
Il Centro di Documentazione è aperto ogni sabato dalle 14 alle 17.30, gli altri giorni su appuntamento.

Paolo Vergnani - Psicologo con specializzazione sistemica, Master in Alternative Despute Resolution e perfezionamento presso il Mental Research Institute di Palo Alto. Formatore e consulente da oltre venticinque anni in particolare sulle tematiche relazionali. Insegna Sociologia delle comunicazioni di massa all'Università di Ferrara dove ha la responsabilità scientifica del Perfezionamento sulla gestione delle crisi e dei conflitti. Ha lavorato sulla gestione dei conflitti in diversi paesi tra cui: Brasile, Bosnia, Angola, Ex Unione Sovietica, Iraq. Presidente della formazione Castalia per la ricerca di nuove modalità formative. Nel 1997 ha portato in Italia il Teatro d'impresa.
www.castaspell.it


Non mancate, vi aspettiamo!

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Gruppo Amnesty di Bologna
via Irma Bandiera 1/5 - 40133 BO
tel 051 434384 - fax 051 6145363
mail: gr019@amnesty.it
web: www.amnestybologna.it
riunioni tutti i martedì alle 21

15 aprile 2008

Cappuccetto Rosso

La moderna Cappuccetto Rosso,
allevata a suon di pubblicità,
non ha nulla in contrario
a lasciarsi mangiare dal lupo.

Herbert Marshall McLuhan

13 aprile 2008

Sono contento ma anche no

Lei è tornata. Sono contento ma anche no. Era tanto tempo che era via. Sono stato solo tanti giorni. Avevo paura. Avevo poco mangiare. Mancava l'odore. Qualcuno per dormire. Poi è tornata. Prima solo un po', per prendere le cose e riempire la ciotola. Ma non era lei. Era un'altra lei. Aveva gli occhi duri e l'odore di morte. Adesso avevo il mangiare, ma ancora paura.
Dopo tanti giorni è tornata davvero. Ha lavato i piatti, ha lavato lei, si è rimessa nel suo letto. L'odore è diventato di marcio e medicina. La lecco un po', ma la ferita non la vedo.
Sarà sotto il pigiama.
Io dico: mangia un po' di erba del terrazzo, così vomiti tutto quello che hai sullo stomaco e guarisci.
Lei stavolta mi risponde - Già fatto - dice, mi guarda ancora con quegli occhi duri e non piange.
Allora dormo sulla poltrona perché non sono sicuro che sia davvero lei.
Sono contento ma anche no.