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17 novembre 2010

18 aprile 2010

13 aprile 2008

Sono contento ma anche no

Lei è tornata. Sono contento ma anche no. Era tanto tempo che era via. Sono stato solo tanti giorni. Avevo paura. Avevo poco mangiare. Mancava l'odore. Qualcuno per dormire. Poi è tornata. Prima solo un po', per prendere le cose e riempire la ciotola. Ma non era lei. Era un'altra lei. Aveva gli occhi duri e l'odore di morte. Adesso avevo il mangiare, ma ancora paura.
Dopo tanti giorni è tornata davvero. Ha lavato i piatti, ha lavato lei, si è rimessa nel suo letto. L'odore è diventato di marcio e medicina. La lecco un po', ma la ferita non la vedo.
Sarà sotto il pigiama.
Io dico: mangia un po' di erba del terrazzo, così vomiti tutto quello che hai sullo stomaco e guarisci.
Lei stavolta mi risponde - Già fatto - dice, mi guarda ancora con quegli occhi duri e non piange.
Allora dormo sulla poltrona perché non sono sicuro che sia davvero lei.
Sono contento ma anche no.

27 dicembre 2007

La festa delle luci

Io dico: la festa delle luci è pericolosa.
Gli umani fanno cose strane e cambiano odore continuamente.
Per tutta la mattina lei ha messo la carta colorata intorno alla carta bianca e nera.
Non veniva mai uguale. Per questo lo ha fatto tante volte, non e' capace. Pero' lei era contenta. Lo so perche' sorrideva e l'odore era speranza. Allora anch'io ero contento.
Poi ha parlato nella macchina della solitudine. L'odore è diventato quasi subito rabbia. Poi disperazione.
Non capisco perche' parla in quella macchina se fa cosi' male. Mi ha fatto paura.
Le ho detto: tira fuori tutte le mutande dal cassetto e buttatici sopra, cosi' non ci pensi.
Lei si è alzata, ha chiuso il cassetto e si è messa a piangere. Poi si è stesa sul divano per piangere di piu'.
Allora sono andato sulla sua pancia. Lei ha chiuso gli occhi e l'odore è diventato sonno.
La festa delle luci è molto pericolosa.

03 dicembre 2007

voglio dire delle cose

sono il gatto. lei è il mio umano. lei ha detto che io posso scrivere. io scrivo.
voglio dire delle cose.
dormire è bello. dormire nella vaschetta con i fogli mentre lei lavora è più bello. lei ci ha messo il cuscino. lei è gentile quando capisce. sto vicino alla macchina del caldo che lei usa per scrivere e leggere. è molto bella. ha quadretti morbidi per sdraiarsi, massaggiano la schiena. anche a lei piace la macchina del caldo. lei la guarda tutti i giorni per tanto tempo. non si sdraia sopra, però (non sa che è bello).
delle volte lei scrive scrive scrive e non fa niente. delle volte legge e ride. delle volte legge e piange. delle volte legge e si arrabbia. questo molte volte.
io dico: gratta le unghie sul divano, dopo stai meglio. lei non capisce.
dico: anche il materasso va bene. lei non capisce.
dico: anche la poltrona va bene. lei non capisce.
lei proprio non capisce.