25 ottobre 2009

analisi grammaticale

ibernare
infinito presente

aver vissuto da Dio
infinito passato

Dio è risorto
perfetto

Dio è morto
cazzo

accoppiamoci
congiuntivo esortativo

divide! (lat.)
imperativo presente

veni, vidi, vici
perfetto,
ma mi sarei acceso almeno una sigaretta

Pier Mario Giovannone, E' partita Iva, Esperia 2008

23 ottobre 2009

Ci sto lavorando




È stato ieri o forse l’altro ieri,
tornavo a casa che il sole era già in piedi,
la mia piantina lì sul davanzale,
mi supplicava di darle da bere.

Pensavo tanto, non ne trovavo il senso…
Ma volevo ridere, adesso che ci penso.
Io lì seduto che me ne stavo mite,
la mia piantina urlava ho sete.

Uno, due e tre, comincerò da me.
E non sarà di certo facile.
Sto già contando quarantadue, ma…
Ci sto lavorando…

Dovuta agli animi irrequieti,
Dovuta come il sonno,
Dovuta al corpo stanco,
Dovuta al cuore.


Dovuta a chi ha dovuto…
senz’altro anche dovuta a chi…
Dovuta e qui si tace…
Dovuta un po’ di pace.

Poi ho creduto di averla catturata,
L’irrequietezza d’un tratto dileguata.
È per la gioia che stavo per ballare, quando…
Il mio sorriso mescolavo al pianto.

Vivo in un mondo che mi porta lontano,
quello in cui vivo veramente mi è cattivo,
a petto in fuori urlavo io lo cambierò,
urlavo ma ero io per primo che dovevo cambiare…

Uno, due e tre, continuerò da me.
No, non ho detto che sia facile,
Sto già contando quarantadue, ma…
Ci sto lavorando… Ancora un po’.

Dopo un bel poco ancora un poco e dopo un po’…
Un altro po’…



Ivan Segreto, Puzzle, da Porta Vagnu, 2004

Quieto patato

Mercato
vendimi
il mattino.
Un sole giallo melone
un'aria fresca insalata
un corpo allegro rapanello.

Mercato
vendimi
il pomeriggio.
Un sole arancio arancio
un'aria dolce anguria
un corpo pieno pomodoro.

Mercato
vendimi
la sera.
Una luna chiara mela
un'aria buia uva
un corpo quieto patato.


Roberto Piumini, Io mi ricordo quieto patato... - Poesie, Nuove Edizioni Romane, 1980

labirinti

magari avere
un labirinto
di mille stanze:
ne ho solo due

ecco chi sono
(ecco il mio male):
un minotauro
da bilocale


Pier Mario Giovannone, E' partita Iva, Empiria 2008

08 ottobre 2009

Love, hate, difference

Todo cambia

Adios negra querida

L'Argentina piange Mercedes Sosa "cantora popular" di lotta e libertà

MERCEDES SOSA, la "cantora popular" simbolo della lotta contro la dittatura e per i diritti civili in Argentina, è morta oggi all'età di 74 anni. Lo hanno reso noto fonti della sua famiglia annunciando che la camera ardente per rendere omaggio all'artista sarà allestita nel "Salone dei Passi perduti" al Congresso argentino.

"Nella giornata di oggi, nella città di Buenos Aires, comunichiamo che la signora Mercedes Sosa, la più grande artista della musica popolare latinoamericana, ci ha lasciato", si legge sulla homepage del sito ufficiale dedicato alla cantante. Mercedes Sosa era stata ricoverata il mese scorso in un ospedale della capitale argentina a causa di una disfunzione renale. In 60 anni di carriera, si legge ancora, ha attraversato diversi Paesi nel mondo, condiviso la scena con prestigiosi artisti e lascia un'enorme eredità artistica. "Adios" si legge in uno dei tantissimi messaggi lasciati sul sito, "Il mondo non è giusto", "Negra querida, la tua voce ci seguirà cantando". [secondo me è: La tua voce continuerà a cantare...!!]

Nata da una famiglia povera a San Miguel de Tucumán il 9 luglio del 1935, Haydé Mercedes Sosa inizia la sua carriera artistica giovanissima, appassionandosi presto alla canzone popolare. Arrivata al successo negli anni Sessanta, nel 1967 si esibisce in una lunga tournée che la porta negli Stati Uniti, Russia ed Europa. Nel 1971 pubblica "La voz de Mercedes Sosa" e "Homenaje a Violeta Parra", in cui canta numerose canzoni della famosa cantante cilena, fra cui la celeberrima "Gracias a la vida". Nel 1972, nonostante gli attacchi dei militari, esce "Hasta la victoria", un album con canzoni di chiaro contenuto sociale e politico e "Cantata Sudamericana" con musica di Ariel Ramírez e versi di Félix Luna.

Considerata uno dei simboli della resistenza alla dittature del continente, dopo il golpe militare del 1976 la sua musica di denuncia inizia a essere invisa ai militari: dapprima è vittima della censura, le impediscono di pubblicare dischi, viene arrestata durante un concerto a La Plata e infine, nel 1979, è costretta all'esilio a Parigi e l'anno dopo a Madrid. Durante quel periodo dedica molti brani alla sua patria e alla speranza di cambiamento e di pace e democrazia per gli argentini, come "Todo cambia" e "Solo le pido a Dios", che diventerà l'inno delle nuove generazioni alla libertà riconquistata.

Torna in Argentina il 18 febbraio del 1982, alla vigilia della caduta del regime, e si esibisce in una serie di concerti a Buenos Aires che vengono registrati e pubblicati. Il successo discografico e il documentario dal titolo "Como un pájaro libre" coincidono con il ritorno della democrazia nel suo Paese. Da allora non ha mai smesso di cantare, esibirsi anche all'estero, arricchendo la sua discografia. Nel suo vasto repertorio ha interpretato e collaborato con poeti cileni quali Víctor Jara, Pablo Neruda, il cubano Ignacio Villa e Atahualpa Yupanqui, considerato il più importante esponente della musica folk argentina.

Il suo ultimo lavoro, uscito nei mesi scorsi, è "Cantora - Un viaje intimo", un album doppio di duetti in cui Mercedes è affiancata dai principali artisti del Sudamerica, fra cui Shakira, Lila Downs, Gustavo Cerati, Marcela Morelo, Jorge Drexler, Gustavo Santaolalla, Julieta Venegas, Caetano Veloso e molti altri. Il cd è in corsa per i Latin Grammy Awards, i prestigiosi riconoscimenti della musica latinoamericana, che saranno consegnati il 5 novembre a Las Vegas. Mercedes Sosa ha conquistato diversi Latin Grammy sin dalla prima edizione, nel 2000, e poi nel 2003 e nel 2006. Quest'anno "Cantora 1" è candidato nelle categorie miglior album dell'anno e miglior album folk.

(da www.repubblica.it 4 ottobre 2009)

... e se c'ero, dormivo

Diaz, assolti De Gennaro e Mortola

L'ex questore Colucci rinviato a giudizio

LA CRONOLOGIA dei fatti
GENOVA - Assolti per "non aver commesso il fatto" l'ex capo della polizia Gianni De Gennaro e l'ex dirigente della Digos di Genova Spartaco Mortola, accusati di aver indotto alla falsa testimonianza l'ex questore di Genova Francesco Colucci. Secondo
il giudice di primo grado, la retromarcia di Colucci che in un primo tempo aveva fatto intendere che "il capo" fosse informato della sanguinosa irruzione nella scuola Diaz durante il G8 del 2001, non è attribuibile a loro.
I pm avevano chiesto due anni di reclusione. La decisione è stata presa dal gup di Genova Silvia Carpanini, dopo solo un quarto d'ora di camera di consiglio. Lo scorso luglio i pm Enrico Zucca e Francesco Cardona Albini, titolari dell'inchiesta sulle violenze contro i giovani che si trovavano nella scuola, avevano chiesto due anni di reclusione per De Gennaro e un anno e quattro mesi per Mortola. Usciti di scena loro, rimane alla sbarra Colucci, rinviato a giudizio perché, a differenza degli altri due imputati, ha preferito il rito ordinario a quello abbrevitato.
Le due versioni di Colucci. La vicenda nasce da un interrogatorio dell'allora questore di Genova. Inizialmente ammise un coinvolgimento indiretto dell'ex capo della polizia nei fatti della Diaz, ma in seguito, durante il dibattimento, Colucci fece un passo indietro e sostenne che De Gennaro era all'oscuro di quelle violenze. Da qui la richiesta dei pm di falsa testimonianza per Colucci e di istigazione alla falsa testimonianza per De Gennaro e Mortola che avrebbero indotto l'ex questore a ritrattare. L'intercettazione: "Ho parlato con il capo". L'accusa si fondava su una telefonata registrata tra la prima e la seconda versione dell'ex questore. Colucci chiamò Mortola e gli disse: "Ho parlato con il capo. Devo fare marcia indietro". Il "capo" cui fa riferimento sarebbe stato proprio De Gennaro. Ma il giudice non ha creduto a questa tesi e ha formulato una piena assoluzione. [Allora chi era? Basettoni?]

Imputati soddisfatti. "Siamo molto soddisfatti per l'esito della sentenza, ma anche anche per la serenità con cui si è svolto il processo". E' il primo commento dell'avvocato Carlo Biondi, difensore, insieme a Franco Coppi, dell'ex capo della polizia, attuale direttore del Dipartimento della Informazioni per la Sicurezza Dis. Il verdetto è stato accolto con soddisfazione anche dal legale dell'ex capo della Digos di Genova, promosso nel frattempo a questore vicario di Torino. Il governo: "Crolla il teorema del complotto". Commenti positivi sono stati espressi da componenti della maggioranza e del Pd. Per il sottosegretario all'Interno Alfredo Mantovano, la sentenza di oggi "è l'ennesima smentita del teorema del complotto, costruito da qualche pm". Simili parole ha usato il presidente dei senatori Pdl Maurizio Gasparri: "Crolla l'immotivata campagna di denigrazione delle forze dell'ordine". Soddisfazione per l'esito della vicenda è stata espressa anche dal responsabile della sicurezza del Pd Marco Minniti che ha telefonato a De Gennaro per congratularsi.
Heidi: "De Gennaro intoccabile". Molto diverso il commento di Laura Tartarini, avvocato di parte civile: "La cosa non ci stupisce ma non si capisce dove, come e perché il questore Colucci abbia deciso di fare una falsa testimonianza senza essere indotto: ci sono intercettazioni telefoniche dove Mortola istruisce Colucci; come il giudice possa aver ritenuto che non ci fossero le prove di induzione alla falsa testimonianza lo scopriremo nelle motivazioni". Ancora più dura Heidi Giuliani, madre di Carlo, vittima degli scontri di piazza quell'estate a Genova: "Nessun stupore. De Gennaro fa parte della categoria degli intoccabili del nostro Paese".

(da http://www.repubblica.it/ 7 ottobre 2009)

el caracol

un orsito



:,-S

Cross kissing


'Cross kissing' ovvero un bacio pubblico in mezzo agli incroci stradali tra persone dello stesso sesso. Così si sta svolgendo l'iniziativa indetta dal collettivo universitario Lgbtiq 'sui generis'. Una trentina circa di giovani universitari e universitarie sta pubblicizzando in questo modo la prossima manifestazione del 10 ottobre a Roma contro l'omofobia che partirà da Piazza Esedra fino al Colosseo.

da www.repubblica.it

Libertà di stampa

COMUNICATO STAMPA CS125-2009

TRE ANNI FA L’OMICIDIO DI ANNA POLITKOVSKAYA. AMNESTY INTERNATIONAL CHIEDE
AL PRESIDENTE RUSSO MEDVEDEV DI AGIRE PER PORRE FINE AGLI ATTACCHI CONTRO
GLI ATTIVISTI PER I DIRITTI UMANI


Tre anni dopo l’omicidio di Anna Politkovskaya, le violenze e le
intimidazioni contro gli attivisti per i diritti umani in Russia e nel
Caucaso settentrionale sono ancora in aumento. Lo ha denunciato Amnesty
International, che ha scritto una lettera al presidente della Russia,
Dmitry Medvedev, sollecitando misure autentiche per porre fine agli
attacchi e un impegno concreto per portare di fronte alla giustizia i
responsabili.

‘Il fatto che chi ha commesso e chi ha ordinato l’omicidio di Anna
Politkovskaya sia ancora libero e’ la testimonianza di quanto le autorita’
russe non abbiano indagato a fondo su crimini del genere’ – ha dichiarato
Irene Khan, Segretaria generale di Amnesty International.

L’elenco delle persone che hanno denunciato le violazioni dei diritti
umani in Russia (attivisti, avvocati, giornalisti) e che, con ogni
probabilita’ per questo motivo, sono state assassinate o hanno subito
intimidazioni, e’ lungo.

Quest’anno a gennaio Stanislav Markelov, un avvocato che aveva lavorato a
stretto contatto con Anna Politkovskaya, e’ stato assassinato a Mosca.
Anastasia Baburova, una giornalista, e’ caduta al suo fianco.

Attacchi del genere, nei confronti di persone impegnate a proteggere i
diritti umani, sono comuni nel Caucaso settentrionale. Il 15 luglio,
Natalia Estemirova, esponente del centro per i diritti umani Memorial, e’
stata sequestrata nella capitale cecena, Grozny. Il suo corpo e’ stato
ritrovato poche ore dopo nella vicina Inguscezia. La vittima aveva
ricevuto in passato numerose minacce a causa del suo impegno in favore dei
diritti umani.

L’omicidio di Natalia Estemirova ha avuto luogo in un clima in cui gli
attivisti vengono pubblicamente minacciati dalle autorita’ cecene, che li
accusano di essere sostenitori dei gruppi armati illegali. All’inizio del
mese, Adam Delimkhanov, parlamentare russo e stretto alleato del
presidente ceceno Ramzan Kadyrov, era apparso alla Tv Cecena minacciando
‘i cosiddetti difensori dei diritti umani, amici dei terroristi’. In
un’intervista rilasciata a Radio Liberty poco dopo l’omicidio di Natalia
Estemirova, il presidente Kadyrov ha definito irrilevante il lavoro della
vittima, aggiungendo che si trattava di una persona ‘priva totalmente di
onore e del senso della vergogna’.

‘E’ indispensabile che le indagini sulle uccisioni di Natalia Estemirova,
Stanislav Markelov, Anastasia Baburova e Anna Politkovskaya siano condotte
con imparzialita’ e indipendenza e che non manchino, ove emergano indizi,
di investigare sulle complicita’ di esponenti del governo, compresi i
livelli piu’ alti’ – ha aggiunto Khan.

Amnesty International continua a essere preoccupata per l’incolumita’ di
esponenti di Memorial tanto nel Caucaso settentrionale quanto a Mosca.

Akhmed Gisaev, poco prima dell’uccisione di Natalia Estemirova, stava
seguendo insieme a lei il caso di una presunta esecuzione extragiudiziale
in un villaggio ceceno. Da allora viene pedinato e riceve minacce.

Zarema Saidulaeva, presidente dell’associazione umanitaria Salviamo la
generazione, e’ stata assassinata insieme al marito, Alik Dzhabrailov,
l’11 agosto. I due sono stati sequestrati di fronte alla sede
dell’associazione, a Grozny, da uomini che si erano qualificati come
personale di sicurezza. Poche ore dopo, i loro corpi sono stati ritrovati
nel portabagagli della loro automobile.

A Makhachkala, capitale del Daghestan, e’ stato recentemente chiuso
l’ufficio delle Madri del Daghestan per i diritti umani. Due esponenti
dell’associazione, Svetlava Isaeva e Gulnara Rustamova, insieme ad altri
attivisti, avvocati e giornalisti locali, sono stati additati con nome e
cognome come sostenitori e fiancheggiatori dei gruppi armati illegali. Sui
volantini distribuiti nella capitale si invitava ad eliminarli.

‘E’ davvero giunto il momento che il presidente Medvedev mostri la
volonta’ politica di stare dalla parte dei diritti umani in Russia e che
agisca contro questo clima di paura e intimidazione’ – ha concluso Khan.

Amnesty International chiede al presidente Medvedev di garantire indagini
approfondite e processi in linea con gli standard internazionali su questi
crimini. A tre anni dall’omicidio di Anna Politkovskaya, le autorita’
russe devono porre fine agli attacchi contro coloro che agiscono per
proteggere i diritti umani in Russia.


FINE DEL COMUNICATO Roma, 6 ottobre 2009

24 settembre 2009

Acque


Vicenda d'acque


La mia vita era come una cascata

inarcata nel vuoto;

la mia vita era tutta incoronata

di schiumate e di spruzzi.

Gridava la follia d’inabissarsi

in profondità cieca;

rombava la tortura di donarsi,

in veemente canto,

in offerta ruggente,

al vorace mistero del silenzio.


Ed ora la mia vita è come un lago

scavato nella roccia;

l’urlo della caduta è solo un vago

mormorio, dal profondo.

Oh, lascia ch’io m’allarghi in blandi cerchi

di glauca dolcezza:

lascia ch’io mi riposi dei soverchi

balzi e ch’io taccia, infine:

poi che una culla e un’eco

ho trovate nel vuoto e nel silenzio.


Antonia Pozzi, Milano, 28 novembre 1929

04 settembre 2009

Bologna contro omofobia, lesbofobia, transfobia


Poche parole di presentazione per il sit-in di Bologna contro l’omofobia
Di Maurizio Cecconi, pubblicato il 03/09/09


La manifestazione è aperta a tutti e a tutte.

Tutta la città è invitata a partecipare, con bandiere, fazzoletti, cappelli, ombrelli arcobaleno e con cartelli contro l’omofobia.

Le nostre richieste sono semplici:

- al Parlamento chiediamo una legge contro l’omofobia;
- al Comune una campagna contro l’omofobia la lesbofobia e la transfobia a Bologna, come s’è impegnato a realizzare.
DIRE, Bologna, 31 agosto – Comunità gay in allarme a Bologna, dopo le violenze e gli episodi di intolleranza a danni di omosessuali che si sono verificati in diverse città italiane. Il tam tam è partito su Facebook e a quanto pare sfocerà in una manifestazione di piazza:
l’appuntamento è fissato per venerdì, 4 settembre, alle ore 18 in Piazza Nettuno.
“Ci sembra che in questo momento, dopo ripetuti atti di violenza omofoba che hanno messo a rischio la vita di molte persone, sia importante farci vedere – si legge nell’appello – prendendo la parola coi nostri corpi, con le bandiere rainbow del movimento e senza attendere di essere convocati”. A promuovere il sit-in è un gruppo di attivisti, “uomini e donne, gay, lesbiche, bisessuali, trans e queer ed eterosessuali”.

Ma perché dobbiamo sempre farci riconoscere???

AMNESTY INTERNATIONAL PUBLIC STATEMENT

AI Index: EUR 30/010/2009 - 3 September 2009

Homophobic attacks on the rise in Italy

In the wake of three serious homophobic attacks in Rome over last 10 days, Amnesty International is concerned by mounting evidence pointing to the rise of intolerance towards lesbian, gay, bisexual and transgender people in Italy and calls for effective investigations and preventive measures.

On 22 August 2009, a gay couple were reportedly assaulted by a far-right activist nicknamed “little swastika” after leaving a nightclub in Rome, and being observed kissing in public. One of the victims was allegedly stabbed with a knife and required life-saving surgery. The alleged assailant was initially released on bail, before taken back into custody pending trial.

On 29 August 2009, another nightclub in Rome which organises a well-known weekly gay night was subject to an attempted arson attack, when a window was broken and inflammable liquid ignited. Nobody was hurt, as the building was closed for refurbishment at the time and the flames were rapidly extinguished by the fire-brigade.

On 2 September 2009, two large fire-crackers were thrown by two skin-heads into a crowd of passers-by on San Giovanni in Laterano Street in Rome. The street is well-known for being popular with Rome’s lesbian, gay, bisexual and transgender community. Fortunately, only one person was slightly injured. The two attackers were able to escape and a police investigation has been opened.

Several other homophobic attacks have been reported in the last few weeks in Rome and other towns across Italy. No official statistics on hate crimes targeting lesbian, gay, bisexual and transgender people are retained. However, Arcigay, Italy’s leading gay rights organization, which documents homophobic incidents, has recorded as many reported incidents in the first eight months of 2009 as in the whole of 2008.

Against this background, Amnesty International calls on the Italian authorities to ensure that crimes targeting individuals on the basis of their sexual orientation or gender identity are effectively investigated and that anyone reasonably identified as responsible to be brought to justice. The Italian authorities should also place greater emphasis on combating homophobic attitudes and ensuring greater security for lesbian, gay, bi-sexual and transgender people.


Public Document
****************************************

For more information please call Amnesty International's press office in London, UK, on +44 20 7413 5566 or email: press@amnesty.org

International Secretariat, Amnesty International, 1 Easton St., London WC1X 0DW, UK www.amnesty.org

30 agosto 2009

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Scomparsi

COMUNICATO STAMPA CS109-2009

30 AGOSTO, GIORNATA INTERNAZIONALE DEGLI SCOMPARSI
AMNESTY INTERNATIONAL CHIEDE A TUTTI I GOVERNI DI RATIFICARE LA NUOVA CONVENZIONE E AGIRE CONCRETAMENTE PER PORRE FINE ALLE SPARIZIONI IN TUTTO IL MONDO

Aspettare il giorno che una persona cara torni a casa e sapere che questa attesa potra' durare tutta l’esistenza, ignorare dove quella persona si trovi e persino se sia ancora in vita, dopo aver bussato a tutte le porte senza aver avuto risposta: questa e' la vita delle famiglie degli scomparsi in ogni parte del mondo. La Giornata internazionale degli scomparsi, che ricorre domenica 30 agosto, e' l’occasione per ricordare la loro lotta e richiesta di giustizia.

Centinaia di migliaia di casi di sparizioni forzate rimangono irrisolti e a questi si aggiungono nuovi casi ogni anno. Le sparizioni forzate continuano a essere usate dai governi come strumento di repressione per mettere a tacere il dissenso, eliminare gli oppositori, perseguitare gruppi etnici, religiosi e politici. Sono un crimine che si nutre del silenzio, ponendo le vittime al di la' della protezione della legge, celando il loro destino e nascondendo l’identita' dei responsabili. Molte delle vittime di sparizione forzata vengono torturate e uccise.

Ma, come sottolinea Amnesty International, la comunita' internazionale ha un nuovo strumento per combattere questo scandalo: la Convenzione internazionale per la protezione di tutte le persone dalle sparizioni forzate, adottata nel 2006 ma non ancora entrata in vigore, potrebbe fare la differenza.

Questo trattato obbliga gli stati a introdurre il reato di sparizione forzata nella legislazione nazionale, a proteggere i testimoni e a perseguire sul piano penale ogni persona coinvolta; riconosce il diritto delle famiglie a conoscere la verita' e a ottenere la riparazione del danno; chiede agli stati di prevenire le sparizioni forzate mediante rigorose garanzie a tutela delle persone private della liberta', di svolgere ricerche sugli scomparsi e, qualora risultino deceduti, di individuarne i resti e restituirli alle famiglie; infine, chiede agli stati di avviare procedimenti penali nei confronti di presunti autori di sparizioni forzate nel proprio territorio, a prescindere da dove il crimine sia stato commesso, oppure di estradarli verso un altro stato o di consegnarli a un tribunale penale internazionale.

Affinche' la Convenzione entri in vigore, dando cosi' una prospettiva alle famiglie che ancora cercano i propri cari, occorrono solo altre sette ratifiche. Amnesty International chiede a tutti i governi di celebrare la Giornata internazionale degli scomparsi dando massima priorita' alla ratifica e annunciando quando questa verra' approvata. La 64ma Assemblea generale delle Nazioni Unite, che si apre a New York il 15 settembre, offrira' ai governi un’opportunita' importante per farlo.

Ulteriori informazioni

La Convenzione internazionale per la protezione di tutte le persone dalle sparizioni forzate, adottata dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite il 20 dicembre 2006, e' stata finora ratificata da 13 stati. Il numero di
ratifiche necessarie per la sua entrata in vigore e' di 20 stati. L'Italia l'ha firmata il 3 luglio 2007, ma deve ancora ratificarla.

Roma, 28 agosto 2009

Libera dalla paura

AUNG SAN SUU KYI PRESENTERA' RICORSO IN APPELLO

IGN_ 27 agosto 2009

La leader dell'opposizione birmana Aung San Suu Kyi ha deciso di presentare appello contro la sentenza con cui la corte militare del Myanmar l'ha condannata a 18 mesi di arresti domiciliari. A darne notizia sono stati oggi i legali della donna, che hanno annunciato l'intenzione di presentare il ricorso lunedi' o martedi' della prossima settimana. Suu Kyi ha inoltre fatto richiesta alle autorita' di poter ricevere visite regolari da parte del suo medico personale, il dottor Tin Myo Win, com'era gia' previsto dai termini in precedenza stabiliti per la sua detenzione.


http://www.euro-burma.eu/

29 agosto 2009

Xenophobia


XENOPHOBIA (smalto su tela e gesso cm 25 x 35)
La paura dello straniero, del diverso, dell'insolito è simile all'incontro con strane creature nel profondo degli abissi: gli abissi della nostra anima.
Davide Pavlidis

Niente da festeggiare

30 Agosto - Un anno di amicizia Italia-Libia
NIENTE DA FESTEGGIARE
Un anno di violazioni e violenze ai danni di migliaia di migranti africani.


Continua la raccolta di firme per la petizione di “Come un uomo sulla terra” e Fortress Europe, con la quale si chiede l’avvio di due missioni in Libia, una d’inchiesta e una umanitaria, per verificare le condizioni dei migranti nei centri di detenzione e deportazione.
Già in 15.000 hanno firmato.

In occasione della visita di Silvio Berlusconi a Tripoli, gli autori e la produzione di “Come un uomo sulla terra”, il documentario che da un anno dà voce alle testimonianze dei migranti africani vittime degli accordi italo-libici, rilanciano in collaborazione con Fortress Europe la petizione per avviare delle missioni istituzionali nei centri di detenzione in Libia.
La petizione è rivolta ai Parlamenti Italiano ed Europeo, alla Commissione Europea e all’UNHCR ed ha già raccolto on line e su carta quasi 15000 firme.

Ad un anno di distanza dalla firma dell’accordo tra Italia e Libia, le motivazioni a sostegno delle richieste contenute nella petizione sono ancora più urgenti. Le notizie succedutesi negli ultimi mesi, in particolare dopo la svolta radicale avviata dai respingimenti voluti dal Ministro Maroni, danno conferma della necessità di avviare misure di controllo sulle modalità con cui lo Stato Libico gestisce, su richiesta e con finanziamenti italiani, la detenzione e la deportazione di migliaia di donne e uomini africani. Ormai si conoscono le condizioni disumane di detenzione, le violenze anche mortali della polizia libica e l’assoluta mancanza di tutela di diritti umani fondamentali, tra cui il diritto d’asilo.

Questa situazione ha fatto sì che a chiedere missioni di verifica siano non solo organizzazioni internazionali come UNHCR, ma anche alte cariche istituzionali come il Presidente della Camera Gianfranco Fini e il Presidente del COPASIR Francesco Rutelli, oltre a vari esponenti dei gruppi parlamentari di opposizione. Prendiamo atto con favore di queste posizioni e uniamo le nostre voci a quelle dei firmatari della petizione, affinché queste missioni siano finalmente possibili.

Oggi, in questa giornata in cui ci sembra non ci sia proprio niente da festeggiare, chiediamo a tutti gli italiani che credono nella tutela dei diritti umani e nella costruzione di una civiltà democratica migliore, di firmare la petizione entro il 13 settembre attraverso il sito del film:
http://comeunuomosullaterra.blogspot.com.

Noi ci impegniamo a consegnare ufficialmente le firme ai destinatari entro la fine del mese di settembre, organizzando per l’occasione un momento di confronto serio, convinti che sia ormai non solo necessario ma anche possibile avviare al più presto missioni di verifica e di inchiesta in Libia.

Autori e Produzione “Come un uomo sulla terra”.
http://andreasegre.blogspot.com

20 agosto 2009

Ricordo


Gioia


Fecondazione


Vagina




Anima gemella


Fede e religione


Dubbio


Abbracciami


Subconscio


Incontro


18 agosto 2009

Utopia


Kyrie eleison


Disegno


Fuga (Casa di Mozart)


Appuntamento


In due


Nascondino


Passato


Meditazione




Dentro e fuori


Condominio


Errore giudiziario