"In un incendio, tra un Rembrandt e un gatto salverei il gatto, e poi lo lascerei andare."
Alberto Giacometti
29 novembre 2007
Extrema (ir)ratio
Vi è mai capitato di accarezzare per un istante l'idea di suicidarvi per costringere qualcuno a capire che vi sta facendo soffrire oltre il sopportabile?
non si tratta di idee, ma di meccanismi involontari, escamotage della nostra mente che servono (credo) come valvole di sfogo quando la sofferenza e la tensione diventano insostenibili.
chi non pensa mai di suicidarsi alla fine poi un giorno e' proprio quello che si suicida davvero, perche' quando lo attraversa quel pensiero lo prende sul serio. infatti, se ci fai caso, capita molto spesso che uno si suicidi e (a meno che non fosse in depressione da anni) senti gli amici che dicono allibiti "non ce lo saremmo mai aspettato, era solare, sereno e allegro" e non dicono mai "eh, si', si lamentava continuamente, ci aveva tritato i maroni da anni con questa storia che voleva ammazzarsi... prima o poi doveva succedere!"
a me capita anche al contrario, cioè x sfogare l'eccesso di emotivita' positiva: quando mi affeziono molto a qualcuno, arriva un momento in cui me ne rendo conto e mi sento sopraffatta da questa emozione, e senza volere mi capita di immaginare quanto starei male se quella persona (o animale) morisse. delle volte mi sono messa a piangere...
comunque era un vero sondaggio. se qualcuno rispondesse alla domanda mi farebbe piacere, mi interessa davvero.
cucù! ariècchime! anch'io ci ho pensato, ma sapevo che non era vero: acutamente consapevole dell'elemento teatrale insito nel suicidio, mi disturbava il suo carattere ricattatorio, passivo-aggressivo, gigione, anticatoniano ("libertà vo cercando..."), fondamentalmente stronzo. e poi, una frase di yourcenar: "ci si dimentica così presto dei morti". e poi, una salvifica mescola di pigrizia, narcisismo e odio della sofferenza fisica... morale, son qua. e a quella persona dico: "a la tu faza!".
4 commenti:
Ah, che idee furbe!!!
Mrmrmr! : $
non si tratta di idee, ma di meccanismi involontari, escamotage della nostra mente che servono (credo) come valvole di sfogo quando la sofferenza e la tensione diventano insostenibili.
chi non pensa mai di suicidarsi alla fine poi un giorno e' proprio quello che si suicida davvero, perche' quando lo attraversa quel pensiero lo prende sul serio.
infatti, se ci fai caso, capita molto spesso che uno si suicidi e (a meno che non fosse in depressione da anni) senti gli amici che dicono allibiti "non ce lo saremmo mai aspettato, era solare, sereno e allegro"
e non dicono mai "eh, si', si lamentava continuamente, ci aveva tritato i maroni da anni con questa storia che voleva ammazzarsi... prima o poi doveva succedere!"
a me capita anche al contrario, cioè x sfogare l'eccesso di emotivita' positiva: quando mi affeziono molto a qualcuno, arriva un momento in cui me ne rendo conto e mi sento sopraffatta da questa emozione, e senza volere mi capita di immaginare quanto starei male se quella persona (o animale) morisse. delle volte mi sono messa a piangere...
comunque era un vero sondaggio.
se qualcuno rispondesse alla domanda mi farebbe piacere, mi interessa davvero.
Allora rispondo: pensare al suicidio sì, per qualcun altro, direttamente o indirettamente, no.
Muxu, D.
cucù! ariècchime!
anch'io ci ho pensato, ma sapevo che non era vero: acutamente consapevole dell'elemento teatrale insito nel suicidio, mi disturbava il suo carattere ricattatorio, passivo-aggressivo, gigione, anticatoniano ("libertà vo cercando..."), fondamentalmente stronzo. e poi, una frase di yourcenar: "ci si dimentica così presto dei morti". e poi, una salvifica mescola di pigrizia, narcisismo e odio della sofferenza fisica...
morale, son qua. e a quella persona dico: "a la tu faza!".
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